9 maggio 2015

I nostri consigli

È una splendida giornata di maggio del 1915, quando il Lusitania, il più grande transatlantico dell'epoca, un "levriero" capace di sostenere una velocità di oltre venticinque nodi, naviga al largo delle coste meridionali irlandesi. La nave, diretta a Liverpool, è salpata da New York con oltre duemila passeggeri. Quelle acque sono state dichiarate "zona di guerra" dalla Germania, ma a bordo, i passeggeri e il comandante si sentono al sicuro. Sono le due e dieci di quell'ultimo giorno di navigazione, a 16 ore da Liverpool, quando un giovane marinaio nota un grosso spruzzo di schiuma. Di lì a poco echeggia sulla nave, chiaro, il grido: "Siluro in arrivo!".
Erik Larson, Scia di morte, Neri Pozza 2015


Quando Flora 717 emerge dalla sua celletta, nella Sala degli Arrivi, il suo destino sembra già tracciato. È un'ape operaia: la sua è la casta più umile dell'alveare, dove il lavoro e il sacrificio sono considerate le più alte virtù. Ma qualcosa, una mutazione, la distingue dalle sue sorelle, rendendola al contempo una minaccia e una risorsa irrinunciabile per la sua comunità. Poco a poco, Flora si fa strada nella gerarchia spietata dell'alveare fino a trovare, nell'ebbrezza del volo, dei fiori e del raccolto il suo vero scopo. Il coraggio e la devozione dimostrati nel proteggere e servire la Regina le aprono addirittura le porte delle sue stanze private, ma lì Flora scopre qualcosa che non avrebbe dovuto sapere... Una minaccia incombe sull'alveare, ma il pericolo più grande viene proprio dal suo interno.
Laline Paull, Bees - La fortezza delle api, Salani 2015

In questo romanzo di formazione umana e artistica, Ferréé attraverso l'io narrante di Benoit Misère, racconta a se stesso il mare inquieto della propria memoria. Un mare il cui moto si origina a sorpresa nell'autore quando egli è ancora immerso nel liquido amniotico dell'esistenza intrauterina e si chiude - per una invocata, surreale e tenera inversione a U - in un ritorno nella sua primitiva tomba acquatica il ventre materno, sacello anonimo "che non si copre mai di fiori".
Léo Ferré, Benoit Misère, Lindau 2015




Irlanda del Nord, 1892. Charlotte Ormond, quattro anni, viene trovata morta nella stanza del guardaroba della dimora di famiglia. A chiuderla lì dentro è stata la madre Harriet, mettendo in atto i rigidissimi principi educativi in cui crede: la situazione le è sfuggita di mano, la sua consapevolezza è evidente, ma le cose sono davvero andate nel modo che appare più ovvio? Sessanta anni dopo, Maddie, la vecchia tata di Charlotte, nel ricevere una lettera da Anna, l'ultima discendente degli Ormond, capisce che è giunto il momento di confessare un segreto che serba ormai da troppo tempo: solo lei sa cosa accadde veramente nell'ultimo giorno di vita di Charlotte.
Bernie McGill, La donna che collezionava farfalle, Bollati Boringhieri 2015

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