31 marzo 2016

I nostri consigli - Non-fiction

Da quasi cento anni The elements of style  di William Strunk Jr, rappresenta negli USA uno straordinario fenomeno editoriale. Un libro di didattica che ha formato tutte le generazioni americane dal 1918 - data della sua apparizione - ad oggi, vendendo milioni di copie. Ma in cosa consiste il segreto del suo successo? Forse il punto fondamentale è che il libro non solo dice ciò che si dovrebbe sapere sulla scrittura, ma soprattutto non dice niente di più. Perché dentro vi è distillato solo l'essenziale. 
William Strunk Jr, Elementi di stile nella scrittura, Dino Audino editore 2008



Nei pressi della Rive Gauche, un amante della musica scopre "una bottega con una semplice scritta sulla vetrina: Desforge Pianos: outillage fournitures. Al suo interno, su una piccola mensola coperta di feltro rosso, sono esposti gli arnesi per riparare pianoforti: chiavi, caviglie, corde, parecchi campioni di feltro e vari componenti provenienti dalle viscere di un piano". Assalito dal desiderio di "fare musica", prende a frequentare il negozio e diventa amico di Luc, il giovane restauratore. La bottega diventa un punto di riferimento quotidiano, dove provare una varietà pressoché infinita di pianoforti, ritrovare la voglia e il coraggio di ricominciare a suonare, e un'occasione per scoprire la meccanica, la storia e i segreti di questo straordinario strumento.
T.E. Carhart, La bottega del pianoforte, Ponte alle Grazie 2000

Viviamo in un'epoca che è stata definita l'età dell'ansia. Soffre spesso di crisi d'ansia e di attacchi di paura non solo chi è affetto da disturbi psichiatrici più o meno gravi, ma anche chi è considerato mentalmente e fisicamente sano. L'autore, neuroscienziato universalmente riconosciuto come il massimo esperto dei meccanismi neurali alla base di ansia e paura, ci mostra in questo volume come tali sentimenti non debbano essere ridotti a meri stati cerebrali, ma vadano compresi come esperienze consce tipicamente umane, costruite cognitivamente sulla base di processi inconsci che la nostra specie condivide con molte altre. Il terapeuta, per essere davvero efficace, deve saper agire sia sulle esperienze consce sia sui processi inconsci: il cervello è plastico, impara anche a governare ansie e paure.
Joseph LeDoux, Ansia, Raffaello Cortina 2016

Personalità fra le più significative nella storia della Chiesa, fondatore dell'ordine monastico che ne ha preso il nome, Benedetto da Norcia (ca. 480-547) ha indirizzato in maniera decisiva la storia del monachesimo occidentale. Questo profilo ne ripercorre la vicenda, dalle fondazioni monastiche di Subiaco e Montecassino alla Regola che egli dettò per i monaci cassinesi. Sono inoltre illustrate le testimonianze liturgiche, iconografiche e letterarie del culto del santo nei secoli medievali e, infine, è affrontata la mai risolta contesa sul possesso delle sue reliquie.
Amalia Galdi, Benedetto, Il Mulino 2016

I nostri consigli

Chiamata a lavorare in un centro di ricerca per studiare la migrazione delle farfalle monarca, l'entomologia Liz Crane si trasferisce a vivere nella fattoria in riva al lago Erie dove ha trascorso le estati della sua infanzia. Il luogo, un tempo affollato da zii e cugini, e dai lavoratori che giungevano annualmente dal Messico per la raccolta, ormai è caduto in rovina. I frutteti sono abbandonati, i campi sono arsi, e la vecchia casa di famiglia è popolata dai fantasmi. Osservando attorno a sé i resti di un mondo scomparso, la donna ripercorre con la memoria quel passato luminoso - i giochi di bambini, le nuotate al lago, le leggende e le poesie, le barchette di carta liberate in acqua. E poi, a segnare la fine della stagione estiva, l'albero che avvampa di farfalle. Ma a gettare un'ombra sui ricordi è lo spettro di ciò che avvenne dopo, la successione di eventi che, come un cataclisma, hanno sconvolto un equilibrio apparentemente immutabile.
Jane Urquhart, Sanctuary Libe, Nutrimenti 2016

Quella di Janie Ryan è un'infanzia irrequieta, trascorsa tra appartamenti sordidi e case popolari fatiscenti, tra alcol, droghe e code per il sussidio di disoccupazione al traino di una madre immatura e molto, molto instabile. Janie si rifugia nella sua collezione cenciosa di giocattoli, in dosi massicce di patatine fritte e gelati, accettando come normale routine la turbolenta vita sentimentale di una donna sempre in bilico tra depressione ed eccitazione, scontri violenti e inaspettati moti di tenerezza. Janie sembra destinata a seguirne le orme ma, nata e cresciuta per combattere, forse è pronta a riscrivere la propria storia.
Kerry Hudson, Tutti gli uomini di mia madre, Minimum Fax 2016


Renata è un'adolescente grassa, stropicciata, disordinata e molto infelice. E ha delle ottime ragioni per esserlo: il padre, un avvocato di successo nella New York degli anni d'oro, è scappato con una giovane ragazza francese, lasciandola in balia della matrigna in uno splendido attico di Park Avenue. La matrigna è distrutta dalla fine di un matrimonio che credeva noioso ma felice, spaventata dalla solitudine e dalla sua età. La rabbia e il desiderio di vendetta si concentrano su due cose: l'attico con vista mozzafiato e il destino della figliastra grassa, che esce dalla sua stanza solo per preparare dei muffin che divora compulsivamente da sola, in cucina. Le ultime pagine del libro ci svelano quanto Renata conosca i segreti di famiglia più nascosti e indicibili; nella scelta tra una matrigna orribile e un padre egoista, sceglie una terza strada, forse senza ritorno.
Caroline Blackwood, La figliastra, Codice 2016

Turenne e Condé stanno combattendo la guerra d'Olanda; la Francia è squassata dalle rivolte dei contadini bretoni e dalla repressione di protestanti e giansenisti; il popolo rumoreggia per le tante imposte volte a sostenere lo sforzo bellico e a coprire le cifre astronomiche spese dal Re guerriero per esaltare la propria gloria... Ma il signor de La Quintinie, incaricato da Luigi XIV di prendersi cura dei frutteti e degli orti dell'edificanda reggia di Versailles, sembra saper pensare soltanto alle sue aiuole, alle sue piante, ai suoi alberi da frutto, ai suoi ortaggi. Eppure il georgico idillio del signor giardiniere è destinato a finire...
Frédéric Richaud, Il signor giardiniere, Ponte alle Grazie 2012

30 marzo 2016

I nostri consigli - Non-fiction

Dopo ogni terremoto c'è sempre qualcuno che lo aveva previsto: i Maya, la zia Santuzza, il cane del vicino. I previsori non si fidano della scienza, ma credono che i rospi scappino prima dei terremoti, che la NATO e le trivelle possano scatenarli, che gli scienziati sappiano prevederli ma non lo dicano perché odiano vincere i premi Nobel. Per orientarsi in questo groviglio di scienza e pseudoscienza, Sotto i nostri piedi ci accompagna in un viaggio attraverso la storia dei terremoti e dei tentativi di prevederli, costellata da pochi acuti e tanti fallimenti. Storie di scienziati e filosofi (da Aristotele a Kant), di terremoti e terremotati (dalla Cina alla Russia, dalla California all'Aquila), di bizzarre teorie e personaggi pittoreschi. Fino ai più recenti passi avanti compiuti dalla ricerca sismologica, che se non consentono ancora la previsione dei terremoti ci offrono però la conoscenza e gli strumenti per una fondamentale riduzione del rischio.
Alessandro Amato, Sotto i nostri piedi, Codice Edizioni 2016

Tra il 1978 e il 1990, mentre in Unione Sovietica il potere si scopriva fragile e una certa visione del mondo si avviava al tramonto, Andrej Cikatilo, marito e padre di famiglia, comunista convinto e lavoratore, mutilava e uccideva nei modi più orrendi almeno cinquantasei persone. Le sue vittime - bambini e ragazzi di entrambi i sessi, ma anche donne - avevano tutte una caratteristica comune: vivevano ai margini della società o non si sapevano adattare alle sue regole. Erano insomma simboli del fallimento dell'Idea comunista, sintomi dell'imminente crollo del Socialismo reale. Questo libro, sospeso tra romanzo e biografia, narra la storia di uno dei più feroci assassini del Novecento attraverso la visionaria, a tratti metafisica ricostruzione della confessione che egli rese in seguito all'arresto. E fa di più. Osa raccontare l'orrore e il fallimento in prima persona.
Andrea Tarabbia, Il giardino delle mosche, Ponte alle Grazie 2015

Nel 2012 a Salvatore Iaconesi è stato diagnosticato un tumore al cervello. Invece di arrendersi alla condizione di paziente, ha deciso per un gesto radicale, mutuato dalla sua pratica quotidiana di hacker: pubblicare online la sua cartella medica e chiedere letteralmente al mondo intero di partecipare alla sua cura, per restituire alla malattia la dimensione umana e sociale persa nei protocolli ospedalieri. E il mondo intero ha in effetti risposto. Da ogni angolo della Terra medici, ricercatori, guaritori, designer, artisti, persone diverse per età, condizione e genere hanno collaborato a un esperimento collettivo di condivisione e apertura. È nata così "La cura", un progetto open source applicato alla medicina e al suo rapporto con il corpo umano, una storia personale raccontata a due voci, un libro che potrebbe cambiare il nostro punto di vista sulle malattie, su come affrontarle e riportarle nella società abbandonando il ruolo di pazienti, sul significato della parola "cura" e sulla possibilità di estenderlo ad altri ambiti della vita.
Salvatore Iaconesi, Oriana Persico, La cura, Codice Edizioni 2016

Le missioni e i segreti inconfessabili di un agente sotto copertura. In Colombia è stato il Comandante Carlo, pilota d'aereo infiltrato tra i narcos. In Cambogia, nome in codice Kasper. Uomo di Gladio, esperto di armi e arti marziali, ha incastrato narcotrafficanti e braccato terroristi. Sulle sue spalle anche 373 giorni d'inferno nel carcere cambogiano di Prey Sar e trent'anni di misteri. Cadute le sue mille maschere, per la prima volta Vincenzo Fenili decide di disobbedire a un ordine. Cham Hammer è la sua ultima sconvolgente missione contro l'oscura minaccia del terrorismo islamico che incombe su roma. Azione, tradimenti, ricatti, un racconto travolgente, tutto in prima persona, che cattura e trascina il lettore nel mondo opaco dello spionaggio internazionale per provare a delineare una volta per tutte il confine sottilissimo tra necessità e interesse, tra il bene e il male. O per scoprire che quel confine non esiste.
Vincenzo Fenili, In missione, Chiarelettere 2016

29 marzo 2016

I nostri consigli

In questo romanzo, Baldwin ci porta nella Harlem della sua adolescenza. Il suo stile narrativo, denso e ritmico, porta con sé una critica aspra del razzismo. Raccontando i contrasti di una famiglia attraverso due generazioni, dal sud rurale al ghetto del nord, Gridalo forte  è il ritratto di persone catturate in una lotta drammatica e di una società in rapida trasformazione.
James Baldwin, Gridalo forte, Amos Edizioni 2013





Chi non ha pensato un giorno che viviamo giusto per onorare i sogni, le speranze e i sacrifici dei nostri genitori? Romain Gary non soltanto ha tenacemente nutrito questo pensiero, ma vi ha dedicato un libro intero, questo libro: La promessa dell'alba, una delle sue opere più intense, più belle e più riuscite. Era bambino, Gary, all'alba appunto della sua vita, quando promise per la prima volta a sua madre di tornare un giorno a casa dopo aver strappato vittoriosamente il possesso di questo mondo ai potenti e ai malvagi. Prima di Biancaneve, prima del Gatto con gli Stivali, prima dei Sette Nani e della Fata Carabosse, sua madre, infatti, gli sussurrò i nomi della vasta schiera di nemici contro cui un uomo degno di questo nome deve battersi. C'è prima di tutti Tatoche, il dio della stupidità. C'è Merzavka, il dio delle certezze assolute; Filoche, il dio della meschinità. E vi sono numerosi altri dei, più misteriosi e più loschi, più insidiosi e nascosti...
Romain Gary, La promessa dell'alba, Neri Pozza 2006

Dai finestrini di una macchina, ai bordi delle leggendarie highways, una terra selvaggia e arcaica sfila sotto la linea dell'orizzonte. È l'America. Non quella nevrotica delle metropoli - con i suoi edifici vertiginosi, le sue leggi, il suo galateo urbano - ma quella rude e polverosa delle periferie del mondo, dove l'unica regola è dettata da un primitivo spirito di sopraffazione. Qui l'uomo discende direttamente dalla pietra e dai peyote, dalla scorza dura degli arbusti secolari. Di tanto in tanto - lungo i chilometri d'asfalto - in una vecchia baracca, in un recinto, in un motel, si mettono in scena le rappresentazioni rituali di un mondo impenetrabile e violento. Motel chronicles raccoglie frammenti autobiografici e allucinazioni, poesie e fotografie, riferimenti a film e canzoni che hanno segnato l'immaginario collettivo, dando vita a un'opera in grado di trattenere, nelle sue parole, alcune delle suggestioni più significative della cultura occidentale.
Sam Shepard, Motel Chronicles, Il Saggiatore 2016

Brando aveva tre anni quando suo padre ha abbandonato lui e sua madre in un quartiere di Los Angeles chiamato Echo Park. È stato allora che sua madre, una vera incantatrice, che sapeva inventarsi le bugie più folli e farle sembrare verità, decide che non c'era nessuna ragione di continuare a essere messicani, e che d'ora in poi sarebbero stati indiani nativi americani. Brando Skyhorse suonava molto meglio di Brando Ulloa, e solo anni dopo, quando ormai l'inganno aveva coinvolto i vicini, compagni di scuola e persino il vicepreside della sua scuola elementare, Brando scopre la verità. Intanto per tutta la sua infanzia e adolescenza cinque uomini si succedono nella vita di sua madre, e quindi nella sua. Uomini che dovevano essere chiamati immediatamente padri, non importa quanto si sarebbero fermati. Uomini a cui lui immancabilmente si affezionava e che poi immancabilmente sparivano.
Brando Skyhorse, La casa dei padri invisibili, Piemme 2016

25 marzo 2016

I nostri consigli - Non-fiction

Praticamente tutte le nostre funzioni biologiche possono essere ricondotte al modo in cui le molecole d'acqua si attraggono e danzano tra loro. Ogni luogo della Terra è saturo d'acqua o è stato in qualche modo forgiato da essa. L'acqua è la sostanza più comune che abbiamo: la usiamo quotidianamente nelle nostre case, ci cade addosso direttamente dal cielo e si muove in continuazione sotto i nostri piedi nelle falde acquifere; ma si trova anche allo stato gassoso nell'aria che respiriamo, liquida negli oceani e nei fiumi e solida nella neve e nei ghiacciai. Non stupisce che proprio l'acqua sia al centro dei rituali di quasi tutte le religioni. L'acqua è anche "semplice", o almeno così crediamo: H2O, una piccola molecola fatta di soli tre atomi legati tra loro a formare una microscopica V. Eppure, a un esame più accurato, l'acqua risulta essere una sostanza più che mai sorprendente e straordinaria.
Alok Jha, Il libro dell'acqua, Bollati Boringhieri 2016

Dalla metà dell'Ottocento a oggi la grafica satirica ha prodotto una quantità sterminata di caricature, vignette, illustrazioni umoristiche e cartoons animati che mostrano il profondo impatto dell'architettura sulla società contemporanea. Le grandi trasformazioni urbanistiche, le grandi architetture pubbliche, la rivoluzione dei modelli abitativi e la personalità degli architetti hanno infatti stimolato la matita di numerosi artisti, capaci di sintetizzare in poche linee i caratteri più rappresentativi di questi fenomeni. Basandosi su una lunga ricerca archivistica e bibliografica condotta in diversi paesi, il volume mette insieme per la prima volta questo straordinario materiale iconografico nel tentativo di comporre una storia dell'architettura "alternativa".
Gabriele Neri, Caricature architettoniche, Quodlibet 2015

Che cosa hanno in comune lo storico marxista Eric Hobsbawm, il poeta Konstantinos Kavafis, il vice Führer Rudolf Hess e il futurista Filippo Tommaso Marinetti? Nulla, se non il fatto di essere nati ad Alessandria, la città più cosmopolita dell'Egitto. Un mondo a parte, un crogiolo di lingue, etnie e culture, dov'era possibile leggere gli ultimi romanzi pubblicati a Londra e Parigi, organizzare mostre di artisti di fama internazionale o mettere insieme collezioni archeologiche dal valore inestimabile. E, soprattutto, passare da un'identità a un'altra, da una lingua all'altra, liberandosi dai vincoli delle nazionalità e delle confessioni. Alessandria, la regina del Mediterraneo, ma non solo. Smirne, Salonicco, Beirut, città globali prima della globalizzazione, esempi aurorali delle città miste che caratterizzano il mondo contemporaneo. In una parola: il Levante.
Philip Mansel, Levante, Mondadori 2016

Quando, nel dicembre del 1993, il Metropolitan Museum di New York organizzò la prima grande esposizione delle sue opere, Lucian Freud - nipote del celebre Sigmund - non era più che un pittore di nicchia, lasciato indietro dalle avanguardie e a lungo trascurato dalla critica. Per lui, ultimo artista bohémien, amante insaziabile dall'esistenza sensuale e disordinata nonché giocatore d'azzardo perseguitato dai debiti, in quell'occasione si aprirono finalmente le porte del mercato internazionale dell'arte. Da quel momento i suoi quadri, da sempre considerati scioccanti, pericolosi e inquietanti, furono battuti alle aste per cifre da capogiro, e Freud venne celebrato come il più grande pittore figurativo del Novecento. Eppure, nonostante la fama e la ricchezza, Lucian Freud continuava a vivere circondato d un alone di riservatezza, una riservatezza ossessivamente  ricercata, difesa addirittura imposta a tutti coloro che lo frequentavano o posavano davanti alle sue tele. C'era quindi un Freud "segreto": un artista, ma soprattutto un uomo, tormentato, che aveva dialogato a lungo con la morte e che nel rischio, nel disprezzo della morale convenzionale, nell'indifferenza al dolore causato agli altri, nell'arte interpretata sempre come "esercizio estremo" cercava di soddisfare la sua disperata brama di vivere.
Geordie Greig, Colazione con Lucian Freud, Mondadori 2015

23 marzo 2016

I nostri consigli

Terence ha avuto un'infanzia difficile, ma a un certo punto la sua vita è cambiata radicalmente. Il signor Riding, ricco eccentrico con tendenze filantropiche, ha voluto accoglierlo nella sua villa e nella sua (riluttante) famiglia. L'adozione, però, non cancella la genetica e, ora che è adulto, Terence, tarchiato e rossiccio com'è, non può che risultare perdente a confronto con il legittimo erede - Gregory, adone ed esteta dai modi sofisticati e dalle abitudini decadenti. Ma, si sa, il successo dipende da tanti fattori e poi a Londra, come nel resto del mondo, i cafoni stanno ormai alzando la testa.
Martin Amis, Successo, Einaudi 2016


Roman Markin amava l'arte, l'aveva studiata, sognava di diventare un pittore. Ma nella russia staliniana, più che artisti, servivano "censori di immagini", deputati a modificare dipinti e fotografie per calcellare personaggi caduti in disgrazia e considerati traditori dal regime. Ma Roman non resiste alla tentazione di salvare o di aggiungere volti e particolari perché restino tracce, anche se quasi invisibili, di chi ha amato, di chi è stato, e di quello che è stato. Così, da un lato rifiuta - anche se nemmeno lui sa bene perché, forse solo per amore della bellezza - di cancellare del tutto la figura aggraziata di una ballerina invisa al regime, dall'altro inserisce il volto del perduto fratello Vas'ka ovunque, nelle fotografie ufficiali, nei quadri del realismo socialista, persino su un paesaggio bucolico ceceno dipinto del XIX secolo dal pittore Zacharov. Ed è seguendo negli anni il destino di quel quadro, e del paesaggio che rappresenta, che si snoda questa storia fatta di tante storie e di tanti destini, intrecciati tra loro, al di là del tempo e dello spazio. Dal quadro spariranno delle figure, e altre ne appariranno, come se il dipinto volesse in qualche modo seguire le vicende tragiche del luogo che rappresenta.
Anthony Marra, La confessione di Roman Markin, Frassinelli 2016


Morgan Prager ha trent'anni e sta finendo la sua tesi di dottorato sulla psicologia delle vittime. È da poco fidanzata con Bennett, sexy e possessivo ma incredibilmente riservato. Una mattina Morgan torna dall'università e trova Bennett in un lago di sangue, sbranato a morte dai tre cani che lei ha salvato dalla strada. Sconvolta e terrorizzata dalla violenza degli animali, si sente improvvisamente vittima della stessa sindrome che studia all'università: un patologico altruismo, che quando agisce in modo disinteressato può fare più danni di qualsiasi cattiva intenzione. Ancora scioccata da quello che è accaduto e sopraffatta dal senso di colpa, Morgan cerca di rintracciare i genitori di Bennett per dare lei stessa la terribile notizia. Ma quello che presto scopre è che i genitori non esistono, non c'è nessun numero 42 in rue Saint-Urbain a Montréal, e molte delle cose che il fidanzato le ha detto non hanno nessun riscontro nella realtà. Tutto quello che le ha raccontato sono bugie. La verità è che Bennett ha altre due fidanzate e una ex moglie, e una dopo l'altra muoiono in circostanze quantomeno sospette...


A.J. Rich, La mano che ti nutre, Mondadori 2016

Damasco suona magica e favolosa, e continua a suonare così mentre si riempie di violenza e di fantasmi. Nessuno meglio di Suad Amiry poteva raccontare il fulgore del passato per aprire una porta sul presente. Il racconto comincia nel 1926, nel palazzo di Jiddo e Teta - marmi colorati, soffitti a cassettoni, fontane che bisbigliano nell'ombra -, comincia quando, dopo trent'anni di matrimonio, Teta torna per la prima volta ad 'Arrabeh, il villaggio da cui era partita poco più che bambina per andare in sposa al ricco e nobile mercante damasceno Jiddo. Il viaggio ti Teta - intrapreso nella speranza di poter dare l'ultimo saluto alla madre - imprime una svolta inattesa al suo matrimonio: il sensuale Jiddo la tradisce. Il perfetto equilibrio della casa sembra spezzarsi, ma poi la vita della famiglia riprende: la dolcezza delle consuetudini smussa le asperità, i rituali attenuano e riassorbono i contrasti, gli equilibri si riassestano. Passano gli anni, ed è ancora una volta l'arrivo di un bambino a sparigliare le carte, a far luce nelle pieghe più nascoste dell'intimità domestica: vengono così a galla segreti inimmaginabili...
Suad Amiry, Damasco, Feltrinelli 2016

I nostri consigli - Non-fiction

La suspense è una delle strategie narrative più antiche, già utilizzata da Euripide, e al tempo stesso un ingrediente quasi ineliminabile della letteratura e della cinematografia del Novecento, dove sembra avere svolto la funzione di magico attrattore dei lettori/spettatori. Addirittura, oggi la suspense è diventata la "banda larga" della narratività, sia essa costituita da serial TV, videogame, graphic novel, campagne pubblicitarie o romanzi. Il volume ne indaga, secondo una prospettiva intermediale, l'origine, le funzioni neurocognitive, gli effetti emozionali che produce e le ragioni dell'attuale trionfo: rappresentando l'anticipazione parziale di qualcosa che viene svelato solo in un momento successivo, la suspense ci tiene infatti incollati al futuro e ci trascina in una condizione di quasi cecità là dove essa vuole portarci.
Stefano Calabrese, La suspense, Carocci 2016

È possibile cambiare i propri gusti? Farsi piacere una persona, un quadro, un cibo, uno stile di vita che non amiamo o che ci lasciano indifferenti? E soprattutto: perché mai lo dovremmo fare? Piegare le proprie preferenze e i propri desideri sembra infatti un atto ipocrita e votato al fallimento, dato che i gusti paiono rispecchiare la nostra identità più profonda. Attraverso una riflessione che spazia dagli Stoici alle discussioni contemporanee sulla trasformazione del sé, dalle ricerche psicologiche ai dibattiti sull'estetica, Emanuele Arielli mostra che la capacità di manipolare volutamente le proprie preferenze è in realtà un impulso caratteristico della nostra epoca. Descrivendo alcune tipiche strategie di azione e di pensiero, egli fa vedere come saper sovvertire se stessi e costruire il gusto sia una capacità ambigua, ma anche una fondamentale manifestazione di autonomia individuale, un esercizio automanipolatorio che ci consente di esplorare nuove strade.
Emanuele Arielli, Farsi piacere, Raffaello Cortina Editore 2016

Lo studio dell'origine e dell'evoluzione del linguaggio potrebbe definirsi, provocatoriamente, il problema più difficile della scienza. Homo sapiens è l'unica specie ad aver sviluppato la parola? Che cosa sappiamo della comunicazione dei nostri parenti ancestrali? Che cosa ci dicono gli studi sugli animali non umani a noi più prossimi? Nel rispondere a queste domande, il volume - in un'ottica di stampo evoluzionistico - offre un'introduzione all'analisi dell'origine del linguaggio a partire da un'attenta discussione dei modelli teorici e delle evidenze empiriche provenienti da numerose discipline, tra cui l'etologia, le neuroscienze, la paleoantropologia, la primatologia, la psicologia cognitiva. 
Ines Adornetti, Il linguaggio: origine ed evoluzione, Carocci 2016

Immaginate di essere fatti di pura coscienza, senza corpo, e di essere in grado di spostarvi a velocità vertiginose nello spazio immenso e profondo, capaci di miniaturizzarvi per immergervi dentro al mondo brulicante di un nucleo atomico, o di diventare enormi per tuffarvi a capofitto proprio dentro a un buco nero. Immaginate di essere proprio lì, a toccare fisicamente tutte quelle cose così affascinanti che nei libri di fisica vengono spesso descritte in termini un po' asettici e talvolta decisamente difficili. Ma questa volta capite tutto, perché non vi stanno solo descrivendo l'universo: lo state proprio toccando con mano. Questo libro straordinario ci fa comprendere - per la prima volta così chiaramente - le più strane e sconcertanti verità della scienza, senza disdegnare di soffermarsi lungo il cammino sulle questioni che queste scoperte hanno rimesso in discussione, dall'esistenza di Dio, all'origine del tempo, al futuro stesso dell'umanità.
Christophe Galfard, L'universo a portata di mano, Bollati Boringhieri 2016

22 marzo 2016

I nostri consigli

Nella stanza in fondo alla casa, una donna anziana parla e un uomo giovane ascolta. Con tre elementi in apparenza tanto semplici, Jorge Galàn scrive una storia universale, antica come l'Umanità, e insieme moderna come il futuro. La memoria, il pozzo inesauribile che si alimenta allo stesso tempo dell'esperienza di chi ha vissuto molto e della necessità di sapere da parte di chi sta iniziando a vivere, dispiega qui, ancora una volta, l'irresistibile capacità di seduzione che attrae allo stesso tempo il nipote della protagonista e il lettore che avanza, aggrappato alla sua mano, attraverso un romanzo che racconta la storia di una donna, la storia di un paese, quella di tutti noi.
Jorge Galàn, La stanza in fondo alla casa, Mondadori 2016


Una giovane coppia riceve in eredità un cottage nel nord del Galles dal vecchio zio Ian. A suo nipote e alla moglie Ann sembra un incredibile colpo di fortuna, che permette loro di abbandonare una insoddisfacente vita di città per cominciare una nuova esistenza in una casa tra le montagne e il mare. Nel testamento dello zio Ian, noto per la sua eccentricità, c'è però una strana clausola: gli eredi devono accogliere nella loro famiglia il suo cormorano, altrimenti perderanno il lascito. Una richiesta che non sembra particolarmente impegnativa da soddisfare, perché non dovrebbe essere difficile prendersi cura di un innocuo uccello, Ma il cormorano inizia lentamente a mostrare un lato violento e malevolo...
Stephen Gregory, Il cormorano, Elliott 2016

Alavaro, Silvio, Ribeiro, Neto e Ciro. Cinque uomini della stessa generazione, cinque amici di lunga data che hanno vissuto l'epoca d'oro di Copacabana: la liberazione sessuale che regnava su una città edonista, l'esplosione della bossa nova, la vita come un'ininterrotta festa in spiaggia. Ma nulla dura per sempre: e così arrivano i tentativi di costruire una famiglia, i piccoli tradimenti, l'apparizione di farmaci che promettono di vincere la vecchiaia (soprattutto in campo sessuale...), la solitudine. C'è chi viene lasciato dalla moglie perché si è arreso e ha rinunciato a vivere e chi invece si aggrappa a ogni eccesso, incurante delle conseguenze per lui e per chi gli vuole bene. C'è chi ha tradito e chi è stato tradito, chi ormai vive sulla spiaggia e chi rimane fino all'ultimo il marito perfetto. Ognuno dei protagonisti illumina con la sua storia un frammento dell'universo maschile: ne viene fuori un ritratto spietato, senza indulgenze, ma allo stesso tempo umanissimo, che solo una donna poteva dipingere.
Fernanda Torres, Fine, Einaudi 2016

Il 17 ottobre 1975 fa la sua comparsa nelle edicole americane un numero speciale di Esquire che mostra in copertina la foto di profilo di un Truman Capote grasso e pallido, e una didascalia che reclamizza l'ultimo, attesissimo racconto dell'acclamato autore di A sangue freddo. Titolo: La Cote Basque 1965. Capote si è incamminato da tempo lungo la china dell'autodistruzione. Quasi costantemente in preda all'alcol e alle droghe, è soltanto una smorta controfigura del trentenne dagli occhi pieni di passione e inquietudine che sedusse il bel mondo newyorchese vent'anni prima. Su quel mondo, che lo ha tacitamente messo da parte, posa ora la sua astiosa penna, narrando del santuario che ne è al centro e che ha le sue vestali nei Cigni della Quinta Strada: Babe Paley, Slim Keith, Gloria Vanderbilt, Pamela Harriman, le regine dei cocktail, delle feste di beneficenza, dei party più esclusivi, dei dinner e dei lunch alla Cote Basque, il ristorante dove, appunto, pranzi e cene sono diventati un appuntamento imprescindibile della mondanità newyorchese. Il racconto di Esquire muove da un incontro alla Cote Basque in cui i Cigni della Quinta Strada si lasciano andare a inattese confessioni e riprovevoli giudizi. (...)
Melanie Benjamin, I cigni della Quinta Strada, Neri Pozza 2016

21 marzo 2016

I nostri consigli - Non-fiction

Missoula, Montana, è una tipica città universitaria come ce ne sono in tutto il mondo. Dal 2008 al 2012 nel campus dell'università sono stati denunciati ben 350 casi di violenza sessuale, meno probabilmente di quanti non ne siano avvenuti e ben più di quanti non siano poi stati effettivamente condannati. Gli stupri perpetrati da conoscenti sono un tipo di crimine molto particolare, perché spesso la vittima desta più sospetti del presunto violentatore. Spesso la violenza avviene durante una festa, la ragazza magari aveva bevuto, aveva una vita sessualmente attiva.... così in molti casi sotto processo finisce proprio la vittima, la cui vita viene indagata impietosamente nei minimi dettagli. In questo libro, Krakauer non giudica, non raccoglie statistiche, ma racconta la storia di alcune ragazze. La notte in cui sono state violentate, le loro paure, il modo in cui sono state trattate dalla polizia, dagli avvocati, dalla stampa, le loro angosce private e il vilipendio pubblico, il loro coraggio nel chiedere giustizia e quanto è loro costato.
Jon Krakauer, Senza consenso, Corbaccio 2016

Il primo dizionario che esplora il territorio del "cinema breve". Oltre duecento corto e mediometraggi esemplari, selezionati e analizzati dalla perizia critica di Sergio Arecco, compongono nelle pagine di questo libro un'autentica storia parallela del cinema. Una storia che parte dalle origini del sonoro e senza soluzione di continuità arriva fino a noi, una corrente continua di multiformi invenzioni che ci conduce dallo Steamboat Willie di Walt Disney al Blackstar di David Bowie. Film d'avanguardia, film narrativo, film d'animazione, autobiografia, provocazione intellettuale, opera prima e pezzo unico, esordio ed epitaffio, contaminazione estrema e cinema puro. 
Sergio Arecco, Il cinema breve, Cineteca Bologna 2016


Nel confondere memoria privata e memoria collettiva, antropologia e nostalgia, storia e politica, ciò che vorremmo è che il nostro mondo rimanesse quello che abbiamo conosciuto. Ci difendiamo dal cambiamento. Per questo si rivendica sempre l'importanza delle nostre radici culturali, mai delle altrui. Nelle "radici" pensiamo di trovare autenticità e purezza, ma le culture sono mutevoli e complesse, non musei di sopravvivenze imbalsamate. Una pacata riflessione per metterci in guardia contro i ricorrenti appelli all'identità e alla tradizione in quanto ossessioni strumentali e fuorvianti.
Maurizio Bettini, Radici, Il Mulino 2016



Di qualcuno che è capace, buono o onesto, si dice che è una brava persona. Applaudendo un artista o gratificando un figlio per un buon voto esclamiamo bravo! Come mai allora una bravata o una notte brava  non sono imprese di cui andar fieri? E come mai i bravi evocati nei Promessi sposi tutto erano meno che bravi? Lo sapremo ripercorrendo, come fa questa divertente mappa, l'alterna storia del termine: dalle origini alla sua diffusione internazionale, una piccola parola testimone di tante qualità, buone e cattive, degli italiani.
Giuseppe Patota, Bravo!, Il Mulino 2016

17 marzo 2016

I nostri consigli - Non-fiction

Il mondo come noi lo conosciamo finirà. Presto o tardi, ma finirà. Semmai sarebbe opportuno domandarci quale sarà la fine che attende il nostro pianeta e, con esso, tutta l'umanità che ospita e contiene. Alok Jha, in questo libro dall'apparenza catastrofistica e scanzonata, ma in realtà una vera e propria disamina scientifica, analizza per filo e per segno cinquanta plausibili ipotesi apocalittiche. Sarà la desertificazione o l'inquinamento chimico, la collisione solare o l'inversione dei poli a condannare l'umanità? O piuttosto un olocausto nucleare, una pandemia o un'invasione aliena?
Alok Jha, Manuale dell'apocalisse, Bollati Boringhieri 2016



Se l'uomo potesse essere invisibile, cosa farebbe? Probabilmente qualcosa che ha a che fare con il potere, la ricchezza o il sesso. Magari le tre cose insieme. Non dovrebbe però sentirsi molto in colpa. Questi impulsi sono sempre stati al centro dell'attrazione che il genere umano nutre per l'invisibilità: riguardano ciò che è al di là dei nostri sensi, servono a comprendere ed esorcizzare paure e sogni, alludono a mondi governati da altre leggi. L'invisibilità è un grande potere e una terribile maledizione, un gioco seduttivo, una condizione spirituale. 
Philip Ball, L'invisibile - Il fascino pericoloso di quel che non si vede, Einaudi 2016


Qual è il ruolo dei suoni delle parole nella formazione dei significati? Tutti sanno che onomatopee come miao, botto e tic tac  possono imitare suoni ambientali. Ma molte lingue usano ideofoni come zig zag, lemme lemme o quatto quatto per raffigurare eventi non sonori, come movimenti o stati d'animo. Persino parole comuni come scivolare o incespicare, qui o  riproducono col suono certi aspetti delle realtà che designano. Questo fenomeno prende il nome di fonosimbolismo. Il libro lo affronta in prospettiva sia storico-teorica che descrittiva e sperimentale, dalle formulazioni più antiche alle neuroscienze offrendone la prima trattazione organica in ambito linguistico.
Luca Nobile, Edoardo Lombardi Vallauri, Onomatopea e fonosimbolismo, Carocci 2016

Per Saxl, come già per Warburg, l'astrologia (e l'iconografia astrologica) occupa un posto centrale nella storia della tradizione classica, poiché le antiche divinità, travolte come tali dal crollo del paganesimo, sono però sopravvissute nel Medioevo non solo come nomi dei pianeti (o dei giorni della settimana), ma anche come simboli di altrettante "essenze", e del loro influsso sugli uomini e la loro vita. Il cristianesimo non aveva nulla da sostituire all'antico sistema astrologico, con la sua pretesa universalizzante di spiegare e prevedere i destini dell'uomo e il carattere di ognuno: tramandata (ma anche osteggiata) come una sapienza in sé chiusa e coerente, l'astrologia conservò quindi, quasi in un bozzolo, frammenti dell'antica scienza e dell'antica mitologia.
Fritz Saxl, La fede negli astri, Bollati Boringhieri 2016

I nostri consigli

Per l'ingegnere navale Paul Mérault de Monneron niente è più sgradevole di imbarcarsi a Calais per attraversare la Manica. Come al solito, lo aspetteranno raffiche superiori ai venti nodi, onde alte come diligenze, capitani scorbutici e barcaioli disonesti. In più, stavolta, sulle spalle di Monneron grave un ulteriore tormento: un segreto impostogli dal ministero della Marina francese. A chiunque gli chieda perché stia andando a fare incetta di bussole azimutali britanniche, telescopi notturni, termometri, farmaci anti-scorbuto e oggetti di scambio, dovrà rispondere di essere al soldo di un mercante spagnolo, tale Don Inigo Alvarez, che è in procinto di salpare per i mari del Sud. Peccato non esista nessun Don Inigo Alvarez. La verità è che il governo francese ha chiesto a Jean-Francois de Galaup, conte di La Pérouse, di ripercorrere il viaggio d'esplorazione del leggendario capitano inglese James Cook.
Naomi J. Williams, Navi perdute, Neri Pozza 2016

Gli ambasciatori sono persone fidate che la signora Newsome, ricca possidente di Woollett, cittadina industriale del New England, spedisce a Parigi perché riportino a casa il figlio Chad, sospettato di sprecare il suo tempo in bagordi. Il primo di questi "ambasciatori" è Lambert Strether, cinquantenne di bella presenza, intelligente interessato alla mano della signora Newsome. Giunto a Parigi, scopre che il vero motivo che trattiene Chad dal tornare è una relazione con Madame de Vionnet. Invece di impegnarsi nel convincere il giovane a far ritorno a casa, Strether si lascia sedurre dal fascino della vecchia Europa e della scoppiettante capitale francese, dimenticando del tutto il motivo del viaggio e mettendo in crisi non solo il ruolo di "ambasciatore", ma il senso stesso del suo intero percorso esistenziale. Intanto la signora Newsome, non sapendo che pensare, invia uno dopo l'altro nuovi ambasciatori che, puntualmente, cadono a loro volta nella rete di fascinazioni del beau monde, rimanendone invischiati.
Henry James, Gli ambasciatori, Elliot 2016

Il mio amore mi ha lasciato e la sua lettera d'addio preferisco averla sullo stomaco, che sul groppone. La soffriggo in padella, con funghi e cipolline, la verso ben calda sulla carne; un bicchiere di chateauneuf-du-pape dell'88 e non ci penso più. Scendere il Fiume Azzurro, sciropparsi dodici ore di dromedario, mangiare cavallette, farsi divorare dalle sanguisughe, vivere a più cinquanta o a meno trenta gradi, non fa per me. Devo ammetterlo, l'avventura non fa per me. Sono uno scrittore che vive da solo, e va bene così. Ho incontrato un miliardario. Mi ha detto che ha conosciuto i potenti. Il suo nome è famoso nei palazzi, nei teatri e nei salotti. Ha fatto il giro del pianeta cinque volte. Da qualche anno, si è ritirato in una capanna in riva al lago; vive di pesca, caccia e silenzio. E se gli chiedi quando tornerà a casa, dice che non ha ancora finito di guardare il mondo.
David Thomas, Non ho ancora finito di guardare il mondo, Marcos Y Marcos 2016

Roma, anni Settanta: un quartiere residenziale, una scuola privata. Sembra che nulla di significativo possa accadere, eppure, per ragioni misteriose, in poco tempo quel rifugio di persone rispettabili viene attraversato da una ventata di follia senza precedenti; appena lasciato il liceo, alcuni ex alunni si scoprono autori di uno dei più clamorosi crimini dell'epoca, il Delitto del Circeo. Edoardo Albinati era un loro compagno di scuola e per quarant'anni ha custodito i segreti di quella "mala educaciòn". Ora li racconta guardandoli come si guarda in fondo a un pozzo dove oscilla, misteriosa e deforme, la propria immagine.
Edoardo Albinati, La scuola cattolica, Rizzoli 2016

15 marzo 2016

I nostri consigli - Non-fiction

Di tutte le arti, scrive l'autore, uno dei più importanti critici letterari del nostro tempo, solo la narrativa possiede la capacità straordinaria di delineare la forma delle nostre vite e di salvarne la trama dalla morte e dall'oblio storico. L'atto di leggere è quindi la più sacra e personale delle attività, capace di creare legami sempre diversi tra realtà e letteratura. In questo saggio, che mescola sapientemente critica letteraria e ricordi autobiografici, Wood ripercorre la sua formazione di ragazzo inglese cresciuto in provincia, in un fervente contesto religioso, e la gioia segreta delle letture d'infanzia intrecciando i suoi ricordi con un'analisi intensa e originale del Fiore azzurro di Penelope Fitzgerald; condivide episodi del suo passato che, attraverso le trasformazioni operate dalla memoria, esplodono in frammenti indipendenti e diventano entità a se stanti, dal valore universale, come nel racconto ci Cechov Un bacio; riconosce nella nostalgia per la sua terra, lasciata oltre vent'anni fa per gli Stati Uniti, i sentimenti suscitati dall'esilio e dall'erraticità che emergono dal romanzo Gli emigrati di W.G. Sebald.
James Wood, La cosa più vicina alla vita, Mondadori 2016

In questo sorprendente affresco della vita a New York tra Ottocento e Novecento Luc Sante incrocia aneddoti, curiosità, foto d'epoca per raccontare gli slum degli immigrati, i locali pubblici - con strepitose descrizioni dei luoghi più malfamati - e il gioco d'azzardo, la droga e la prostituzione; ma anche i teatri e i loro programmi, la vita dei poliziotti tra povertà e corruzione.
Luc Sante, C'era una volta New York, Alet 2010






Da dove vengono le idee sulle quali è stato costruito lo Stato moderno? Qual è la vera origine di ideali come uguaglianza e libertà? In che punto della nostra storia, e perché, abbiamo iniziato ad adorare la crescita economica come se fosse una divinità? Con questo libro, Larry Siedentop fa piazza pulita delle teorie storiche precedenti, e presenta una nuova, radicale prospettiva sulle sorprendenti origini delle credenze e delle convinzioni che ci hanno reso ciò che siamo. In un grandioso racconto che attraversa 1800 anni di storia europea, Siedentop presenta un rifiuto netto del consueto resoconto sulle origini del liberalismo occidentale - ossia sul suo emergere in opposizione alla religione nella prima età moderna. Il libro racconta come un nuovo ruolo sociale egualitario, l'individuo, sorse e prese gradualmente il posto della famiglia, della tribù e della casta come base dell'organizzazione sociale.
Larry Siedentop, L'invenzione dell'individuo, Luiss 2016

Tucidide - uomo politico ateniese, comandante militare, appaltatore delle miniere d'oro che Atene occupava in Tracia - è stato il principale testimone e narratore della "grande guerra" che oppose Atene a Sparta: un immane conflitto che segnò l'inizio del declino della Grecia classica. Tucidide non amava la democrazia ma seppe convivere col secolare regime democratico, fino al momento in cui, nel 411 a.C., un sanguinoso colpo di Stato portò al potere i suoi  amici oligarchi. Cosa accadde allora a Tucidide? Si schierò con l'oligarchia? Dovette eclissarsi al crollo del breve regime oligarchico? Certo è che, proprio con i fatti di quel terribile anno, la sua Storia - narrazione giorno per giorno della lunga guerra tra Spartani e Ateniesi - si interrompe. Questa coincidenza è il punto di partenza, e forse la chiave, per dipanare la sua vera vicenda biografica, offuscata da una massiccia leggenda che fa di lui o un incompetente mentitore o la vittima di una colossale, inspiegabile, ingiustizia, culminata in una improbabile condanna a morte.
Luciano Canfora, Tucidide, Laterza 2016

14 marzo 2016

I nostri consigli

Brillante ed eccentrico, Mumbo Jumbo è un'elegia della cultura africana in tutte le sue manifestazioni e latitudini, dalla mitologia egizia al voodoo, dal blues al dixieland- È una fiera rivendicazione del ruolo africano nella storia della cultura occidentale, dall'antichità a oggi. È anche un trattato di controstoria degli Stati Uniti, un hard-boiled mistico che si svolge a Harlem negli anni Venti - l'epoca della Black Renaissance - e ha come protagonista un detective animista, Papa LaBas, aiutato nell'indagine da Black Herman, mago e illusionista, alle prese con un'epidemia di Jes Grew, virus diffuso tramite il jazz che spinge i bianchi a ballare fino allo sfinimento. Sullo sfondo, la guerra sporca degli Stati Uniti contro Haiti. L'intera civiltà moderna viene analizzata attraverso un capovolgimento di prospettiva, in cui la storia incrocia l'allucinarsi della verità.
Ishmael Reed, Mumbo Jumbo, Minimum Fax 2016

New York, 1977. Il Bronx è in fiamme e Central Park è il terreno di caccia di rapinatori ed eroinomani, il punk sta nascendo e gli artisti ancora affittano le soffitte a Manhattan. La notte di Capodanno corre sul filo del rasoio. È quasi mezzanotte quando si alza una tempesta di neve e, nel frastuono dei fuochi d'artificio, uno scoppio attraversa Central Park. Uno sparo, forse due. Gli eventi intrecciano i destini di un insolito gruppo di newyorkesi: Regan e William Hamilton-Sweeney, i riluttanti eredi di una delle più straordinarie fortune di New York; Keith e Mercer, gli uomini che, nel bene e nel male, li amano; Charlie e Samantha, due ragazzini di Long Island attratti a Manhattan dall'incandescente scena punk. In nuovi arrivati incantati dalla città e quelli che della città sono così stanchi che la darebbero alle fiamme: tutti parte dell'ossessione di un reporter e di un detective che cercano di capire cosa c'entra ciascuno di loro con lo sparo in Central Park. Che lo sappiano o meno, sono tutti legati dalla stessa storia - una storia su quanto le persone più vicine a noi sono a volte le più difficili da conoscere, una storia dove amore e arte, crimine e tradimento Storia e rivoluzione sono racchiusi in un unico ordigno, pronto a esplodere. New York, 13 luglio 1977: il momento esatto in cui esplode.
Garth Risk Hallberg, Città in fiamme, Mondadori 2016

Daha, ancòra: è l'unica parola turca che conoscono i migranti clandestini. Ancòra acqua, ancòra pane, ancòra speranza. Viaggiano nel cassone di un camion per monti e deserti, verso la costa turca dell'Egeo. Lì entra in gioco Ahad. Carica i migranti sul furgone, attraverso il bosco e li nasconde sottoterra, nella cisterna del suo giardino. Attendono lì, per settimane, sognando la Grecia. La cisterna è buia e spoglia, la governa un tiranno bambino: Gaza, il figlio di Ahad. Cresciuto senza madre tra trafficanti di uomini, ha ricevuto un'unica lezione di vita: sopravvivi. E il suo cervello è diventato più veloce del suo cuore. Gaza è un piccolo genio, sogna di studiare al liceo, all'università, Ma tra lui e i suoi sogni c'è di mezzo Ahad, padre padrone. È la cisterna, la scuola; Gaza, scienziato in erba, studia il comportamento delle persone in cattività. Un notte di pioggia cambia tutto. Il furgone di Ahad esce di strada, i clandestini muoiono a decine nel precipizio. Gaza vede l'inferno con i suoi occhi e non vuole più saperne dell'umanità. C'è una voce chiara, tuttavia, che lo chiama, dal profondo della sua mente...
Hakan Günday, Ancòra, Marcos Y Marcos 2016

La giovane Purity Tyler, detta Pip, non conosce la sua vera identità. Sua madre, per un motivo misterioso, non vuole rivelarle chi è suo padre, l'uomo dal quale è fuggita prima che Pip nascesse, cambiando nome e ritirandosi a vivere nell'anonimato tra i boschi della California settentrionale. Pip è povera: ha un pesante debito studentesco da ripagare e vive in una casa occupata a Oakland, frequentata da un gruppo di anarchici. Ed è proprio lì che incontra Annagret, un'attivista tedesca che le apre le porte di uno stage con il Sunlight Project, l'organizzazione fondata dal famoso e carismatico Andreas Wolf, un leaker rivale di Julian Assange, allo scopo di rivelare i segreti dei potenti. Pip parte per la Bolivia, dove ha sede il Sunlight Project, con la speranza di poter usare la tecnologia degli hacker per svelare il segreto dell'identità di suo padre. Ma l'incontro con Andreas Wolf si rivela sconvolgente per molti motivi. Anche Andreas ha un terribile segreto nascosto nel suo passato. Lo rivela proprio a Pip, con la quale instaura una relazione intensa e morbosa. Forse i suoi moventi segreti sono legati a Tom Aberant, il giornalista di Denver per il quale Pip andrà a lavorare dopo lo stage con il Sunlight Project, destabilizzando la relazione di Tom con la sua compagna Leila e portando un grande sconvolgimento anche nelle loro vite...
Jonathan Franzen, Purity, Einaudi 2016