25 marzo 2016

I nostri consigli - Non-fiction

Praticamente tutte le nostre funzioni biologiche possono essere ricondotte al modo in cui le molecole d'acqua si attraggono e danzano tra loro. Ogni luogo della Terra è saturo d'acqua o è stato in qualche modo forgiato da essa. L'acqua è la sostanza più comune che abbiamo: la usiamo quotidianamente nelle nostre case, ci cade addosso direttamente dal cielo e si muove in continuazione sotto i nostri piedi nelle falde acquifere; ma si trova anche allo stato gassoso nell'aria che respiriamo, liquida negli oceani e nei fiumi e solida nella neve e nei ghiacciai. Non stupisce che proprio l'acqua sia al centro dei rituali di quasi tutte le religioni. L'acqua è anche "semplice", o almeno così crediamo: H2O, una piccola molecola fatta di soli tre atomi legati tra loro a formare una microscopica V. Eppure, a un esame più accurato, l'acqua risulta essere una sostanza più che mai sorprendente e straordinaria.
Alok Jha, Il libro dell'acqua, Bollati Boringhieri 2016

Dalla metà dell'Ottocento a oggi la grafica satirica ha prodotto una quantità sterminata di caricature, vignette, illustrazioni umoristiche e cartoons animati che mostrano il profondo impatto dell'architettura sulla società contemporanea. Le grandi trasformazioni urbanistiche, le grandi architetture pubbliche, la rivoluzione dei modelli abitativi e la personalità degli architetti hanno infatti stimolato la matita di numerosi artisti, capaci di sintetizzare in poche linee i caratteri più rappresentativi di questi fenomeni. Basandosi su una lunga ricerca archivistica e bibliografica condotta in diversi paesi, il volume mette insieme per la prima volta questo straordinario materiale iconografico nel tentativo di comporre una storia dell'architettura "alternativa".
Gabriele Neri, Caricature architettoniche, Quodlibet 2015

Che cosa hanno in comune lo storico marxista Eric Hobsbawm, il poeta Konstantinos Kavafis, il vice Führer Rudolf Hess e il futurista Filippo Tommaso Marinetti? Nulla, se non il fatto di essere nati ad Alessandria, la città più cosmopolita dell'Egitto. Un mondo a parte, un crogiolo di lingue, etnie e culture, dov'era possibile leggere gli ultimi romanzi pubblicati a Londra e Parigi, organizzare mostre di artisti di fama internazionale o mettere insieme collezioni archeologiche dal valore inestimabile. E, soprattutto, passare da un'identità a un'altra, da una lingua all'altra, liberandosi dai vincoli delle nazionalità e delle confessioni. Alessandria, la regina del Mediterraneo, ma non solo. Smirne, Salonicco, Beirut, città globali prima della globalizzazione, esempi aurorali delle città miste che caratterizzano il mondo contemporaneo. In una parola: il Levante.
Philip Mansel, Levante, Mondadori 2016

Quando, nel dicembre del 1993, il Metropolitan Museum di New York organizzò la prima grande esposizione delle sue opere, Lucian Freud - nipote del celebre Sigmund - non era più che un pittore di nicchia, lasciato indietro dalle avanguardie e a lungo trascurato dalla critica. Per lui, ultimo artista bohémien, amante insaziabile dall'esistenza sensuale e disordinata nonché giocatore d'azzardo perseguitato dai debiti, in quell'occasione si aprirono finalmente le porte del mercato internazionale dell'arte. Da quel momento i suoi quadri, da sempre considerati scioccanti, pericolosi e inquietanti, furono battuti alle aste per cifre da capogiro, e Freud venne celebrato come il più grande pittore figurativo del Novecento. Eppure, nonostante la fama e la ricchezza, Lucian Freud continuava a vivere circondato d un alone di riservatezza, una riservatezza ossessivamente  ricercata, difesa addirittura imposta a tutti coloro che lo frequentavano o posavano davanti alle sue tele. C'era quindi un Freud "segreto": un artista, ma soprattutto un uomo, tormentato, che aveva dialogato a lungo con la morte e che nel rischio, nel disprezzo della morale convenzionale, nell'indifferenza al dolore causato agli altri, nell'arte interpretata sempre come "esercizio estremo" cercava di soddisfare la sua disperata brama di vivere.
Geordie Greig, Colazione con Lucian Freud, Mondadori 2015

Nessun commento:

Posta un commento