30 aprile 2016

I nostri consigli - Non-fiction

Punto d'ombra presenta il nuovo lavoro di Teju Cole: una serie di immagini e parole che, come le pagine di un diario visivo, seguono e testimoniano i suoi diversi viaggi e peregrinazioni nel mondo. Anche se il progetto ha delle connessioni evidenti con le opere di autori come John Berger, Chris Marker e W.G. Sebald, Punto d'ombra di Teju Cole è qualcosa di diverso. Un lavoro originale e coraggioso che combina la poetica fotografia di paesaggio di Cole con la sua prosa, lirica, allusiva e impegnata.
Teju Cole, Punto d'ombra, Contrasto 2016




La prima metà del Novecento fu per Klaus Mann - come per tanti artisti della sua generazione - un precipizio ineludibile, un gorgo di violenza, una scissione insanabile che lo condusse in poco tempo alla morte, da cui era ossessionato. Eppure la sua esistenza fu segnata da una vitalità incoercibile e da una vibrante tensione intellettuale, di cui La svolta offre una testimonianza di forza ineguagliata: lo sguardo angosciato e consapevole sul presente, dalla repubblica di Weimar all'ascesa di Hitler; i viaggi a Parigi, in Nordafrica, in Italia - spesso accompagnato dalla sorella Erika e da Annemarie Schwarzenbach -, la vita da esiliato prima in Europa e in seguito a New York, fino alla decisione di combattere il nazismo nell'unico modo ormai possibile: arruolarsi nell'esercito degli Stati Uniti. Ma quelli furono anche gli anni della formazione, un percorso che portò Klaus Mann ad amare scrittori come Whitman e Kafka, a stringere rapporti con André Gide, Stefan Zweig e Aldous Huxley, a un impegno umanistico che era acuto sentire, ma anche azione concreta.
Klaus Mann, La svolta, Il Saggiatore 2016

James Rebanks è un pastore del Lake District, una regione montagnosa nel nord dell'Inghilterra, conosciuta per le romantiche descrizioni che ne fece Wordsworth e le famose illustrazioni per bambini di Beatrix Potter. Ma il mondo di James è molto diverso. La sua famiglia vive in questa regione da generazioni e la sua esistenza è scandita dalle stagioni e dai lavori che queste richiedono. Ed è così da secoli: condurre le pecore in montagna durante l'estate e fare il fieno; recarsi alle fiere autunnali per rinfoltire le greggi; affrontare il duro lavoro invernale, quando bisogna assicurare la sopravvivenza degli animali, e l'ebbrezza della primavera, quando nascono gli agnelli e le pecore si preparano a tornare sulle montagne. Con una prosa lucida ed evocativa, James Rebanks ci racconta l'anno di un pastore, offrendo una descrizione unica della vita rurale e di un legame fondamentale con la terra che la maggior parte di noi ha perso.
James Rebanks, La vita del pastore, Mondadori 2016

Simbolo di un'intera generazione di donne, in Girl in a Band Kim Gordon ci fa rivivere il suo percorso da ragazza a donna, da musicista ad artista. Fondatrice, insieme al marito Thurston Moore, dei Sonic Youth, iconica band che ha costruito un nuovo vocabolario musicale, Kim Gordon ci regala un memoir che racconta, con profonda sincerità, la sua storia pubblica e privata: dagli anni di formazione nella West Coast alla schizofrenia del fratello maggiore Keller, fino all'incontro con il mondo dell'arte, della moda e del cinema. E ai rapporti con gli altri musicisti, fittissimi: da Kurt Cobain, a Jeff Koons e Billy Corgan, passando per Neil Young e il suo chitarrista Poncho Sampedro. Girl in a Band è il racconto in parole delle immagini e dei suoni di un mondo colto in un momento di profondo cambiamento: il viaggio straordinario di un'artista e con lei di un'attitudine che sta ancora influenzando la nostra cultura.
Kim Gordon, Girl in a Band, Minimum Fax 2016


29 aprile 2016

I nostri consigli

Tiffany e Stephen, due giovani americani, si trasferiscono a Berna subito dopo il matrimonio. Un incidente d'auto dà il via a un concatenarsi di eventi destinati a cambiare le loro vite, specialmente quella di Tiffany. Arrabbiata, sexy e scostante, la donna si lascia vivere con spirito cosmopolita attraverso l'Europa, senza essere fedele a nessuno, nemmeno a se stessa. Arrivata a Berlino, si tuffa in un turbinio folle di scienziati, subculture, ONG ambientaliste e relazioni extraconiugali, muovendosi in ambienti dove si può parlare di birdwatching prima e organizzare un atto di eco-terrorismo subito dopo. Intrappolata tra una svogliatezza innata e la ricerca ossessiva di un obiettivo che dia senso alla sua esistenza, Tiffany cambia pelle e identità, cercando la propria definizione e la risposta alla domanda che la insegue nelle sue infinite fughe: gli esseri umani sono soltanto creature che "mangiano e si riproducono"? Saranno forse proprio gli uccelli, animali inafferrabili e meravigliosi, a indicarle la via e insegnarle cosa voglia dire vivere e amare.
Nell Zink, Senza pelle, Minimum Fax 2016

È notte quando Jim viene trovato nella neve vicino all'autostrada per l'aeroporto e condotto a Beckomberga, l'ospedale psichiatrico a qualche chilometro da Stoccolma grande quanto una piccola città. Non uscirà per molto tempo, così tanto che la figlia Jackie crescerà e trascorrerà una lunga parte dell'adolescenza dietro la recinzione dell'edificio, tra medici anticonformisti e pazienti dalla seducente follia. Medici come il dottor Edvard Winterson, convinto che l'unico modo per rendere di nuovo umani i malati sia farli uscire la notte, dare loro vestiti civili e un bicchiere di vino, mandandoli incontro alla vita fuori dai cancelli sorvegliati. Pazienti come la scatenata e bellissima Sabina che fa innamorare tutti, ossessione irresistibile di sani e malati. A raccontare la storia di Beckomberga, della Svezia negli anni del welfare state, del rapporto fragile e mai univoco tra salute e malattia, è Jackie. Racconta con l'occhio della bambina che a lungo ha giocato nei prati dell'ospedale dove suo padre era ricoverato perché niente, nemmeno lei, era abbastanza forte da tenerlo ancorato alla realtà. Racconta con l'incertezza dell'adolescente che nel manicomio si è innamorata e della donna adulta che ora cresce il proprio figlio da sola tenendo la malattia e suo padre a una distanza insieme intima e circospetta.
Sara Stridsberg, La gravità dell'amore, Mondadori 2016

Come tutti i più celebri personaggi di Tanizaki, Kanamè è un uomo ossessionato da un unico e persistente pensiero: il problema della sua vita è riuscire a divorziare dalla moglie Misako. Il loro rapporto, mai vissuto nel segno di una vera passione, soprattutto erotica, negli anni si è via via assottigliato fino a divenire assente. Entrambi hanno bisogno d'altro, entrambi vogliono vite differenti, ma nessuno dei due sembra riuscire a trasformare davvero questi desideri in realtà. Anche se lei ha già trovato in Aso un possibile futuro compagno, con il pieno consenso del marito, molte ragioni o scuse li bloccano, molti silenzi riempiono i momenti favorevoli per una risoluzione decisiva. 
Jun'ichiro Tanizaki, Gli insetti preferiscono le ortiche, Elliot 2016

Berlino, anni '20: un giovanissimo Billy Wilder, dopo aver lasciato la carriera da avvocato, comincia a scrivere pezzi e reportage per un importante quotidiano berlinese. Sotto la lente della sua intelligenza brillante passano così critici teatrali e poeti, attori e politici, ma anche gli effimeri protagonisti della buona società dell'epoca e le persone comuni, nella vita di tutti i giorni e negli svaghi della domenica. Di ciascuno coglie con sguardo acuto e un sorriso divertito, debolezze e particolarità, e con questo materiale ricco di umanità e di toni, compone sapientemente scene e dialoghi pieni di humour. E poi ci sono le questioni cittadine e gli avvenimenti contemporanei, gli spettacoli teatrali e cinematografici della Berlino di quegli anni, che la sua penna ricrea con grande vivacità e stile personalissimo.
Billy Wilder, Il Principe di Galles va in vacanza, Lindau 2016

28 aprile 2016

I nostri consigli - Non-fiction

Questa Germania di Nicolao Merker, è prima di tutto una narrazione, puntuale e senza reticenze. Storia di una cultura in senso ampio, della cultura dei grandi intellettuali e di quella della gente comune, di quella che ha sede nei testi e nelle idee ovunque si formino e di quella che si incarna nei "fatti" e nelle relazioni materiali tra gli uomini. Altre Germania, da Tacito a madame de Stäel, hanno segnato attraverso i secoli le domande e le risposte dell'Europa. Ma più che di storia, si è speso trattato dei grandi miti, dei paradigmi culturali che hanno unito e diviso in ogni contrada europea partiti, orientamenti dell'opinione, movimenti spirituali, religiosi e politici. La Germania, centro e cuore dell'Europa da quando questa storia comincia, ha diviso più che unito l'Europa.
Nicolao Merker, La Germania, Editori Riuniti 2016

A volte irrilevanti e a volte sconcertanti, le coincidenze significative scaturiscono dal mistero: per definizione non hanno causa, per convenzione sono frutto del caso. Ma definirle un caso non giova a spiegarle. Attività mentali e accadimenti reali talvolta procedono in parallelo, ma è inspiegabile che uno stato soggettivo, come il ricordo di una persona, coincida con un fatto oggettivo, come il sopraggiungere di quella persona.  Stati psichici e fatti fisici talvolta coincidono, ma l'uno non è causa dell'altro: non è perché qualcuno sogna un numero, che quel numero viene estratto al lotto. A volte eventi paralleli accadono contemporaneamente, a non si risolvono nella contemporaneità: a caratterizzarli è una sotterranea affinità di significati. Le coincidenze significative sono denominate sincronicità e non simultaneità, perché la comunanza di senso è più significativa della contiguità di tempo.
Claudio Widmann (cur.), Sincronicità e coincidenze significative, Edizioni Magi 2016

Nell'estate del 1941 le truppe tedesche invadono la Bielorussia e occupano la capitale, Minsk. Gli eroi di questo libro sono bambini e ragazzi bielorussi e russi che hanno vissuto la terribile quotidianità di quegli anni di guerra e sono cresciuti nell'orrore del più disumano dei conflitti. Pubblicato per la prima volta nel 1985 e censurato dal regime sovietico, Gli ultimi testimoni compare oggi nella sua versione definitiva, per raccontarci una storia diversa da quella ufficiale, letta attraverso i ricordi e gli occhi innocenti dei più piccoli. Le loro parole, che per semplicità e immediatezza hanno una forza evocativa ancora più sconvolgente, cancellano ogni ideologia e modificano il nostro sguardo sul mondo.
Svetlana Aleksievic, Gli ultimi testimoni, Bompiani 2016

Paola Clemente è morta a quarantanove anni nei campi di Andria in un'estate piena di sole, sotto una cappa di silenzi e omertà che ha permesso a qualcuno di utilizzare le sue braccia per troppo tempo, con la ricompensa di due euro all'ora e nessun diritto. Paola. Ma anche molti altri: uomini e donne, braccianti stagionali sfruttati in modo vergognoso da caporali e mediatori capaci di produrre contratti fasulli. In questo viaggio dal Gargano alla Calabria, si raccontano le storie di tante donne pugliesi, calabresi, lucane, di numerosi immigrati africani o rumeni, arrivati in Italia con la promessa di un lavoro sicuro.
Enrica Simonetti, Morire come schiavi, Imprimatur 2016

27 aprile 2016

I nostri consigli

Vennero versati fiumi di lacrime, nel 1955, quando uscì nelle sale L'amore è una cosa meravigliosa, con Jennifer Jones e William Holden. E tutti di nuovo piangevano quando dai jukebox risuonava la canzone composta per il film, interpretata da Andy Williams. Quasi tutti, però, ignoravano che dietro questa commovente vicenda sentimentale c'era una storia vera, raccontata nell'omonimo romanzo di Han Suyin, dottoressa metà cinese e metà europea, donna molto bella, più volte maritata, ma lacerata tra Oriente e Occidente nella sua scomoda identità di "mezzo sangue". Il romanzo, fortemente autobiografico, si svolge a Hong Kong alla fine degli anni Quaranta. Racconta la storia d'amore tra una donna cinese di buona famiglia, che ha studiato medicina nelle scuole inglesi, e un giornalista britannico residente in Asia, sposato con figli. È una relazione molto travagliata, circondata com'è dall'ostilità e dai pregiudizi della famiglia di lei e della società circostante. Sullo sfondo si agitano le passioni politiche del dopoguerra, l'epopea della guerra civile e la vittoriosa Lunga Marcia dei comunisti di Mao.
Han Suyin, L'amore è una cosa meravigliosa, Sonzogno 2016

David Winkler è un uomo tranquillo, un meteorologo innamorato dei paesaggi innevati della sua Alaska. A volte a David capita di avere delle visioni, nei suoi sogni vive gli eventi prima che accadano. È lì infatti che incontra, ancor prima che nella realtà, Sandy, la donna di cui si innamorerà. Quando in una premonizione vede la figlia Grace morirgli tra le braccia durante un'alluvione, David, sconvolto, non riesce a pensare ad altro che a scappare e allontanarsi dalla sua famiglia, dalla sua casa e così dal suo destino. Un lungo ed estenuante viaggio che termina ai Caraibi. Sfinito e solo, David non sa cosa ne sia stato di Grace, né se sua moglie lo perdonerà mai. Sarà l'incontro con una bambina, figlia della coppia che lo ospita, a spingerlo di nuovo a vivere e a mettersi alla ricerca delle persone che ha abbandonato.
Anthony Doerr, A proposito di Grace, Rizzoli 2016

Per la voce narrante di questo romanzo Loney vuol dire tante cose insieme: uno strano nulla sulla costa del Lancashire, una stagione della vita, una dimora che cela segreti, la memoria delle vacanze di Pasqua trascorse laggiù insieme ai genitori, al fratello maggiore Hanny e a una piccola comunità fanatica in cerca di un miracolo impossibile. Loney è il tempo del legame esclusivo con il silenzioso, oscuro Hanny, fatto di muti scambi attraverso oggetti e piccoli giocattoli, e del rapporto controverso con due preti molto differenti: padre Wilfred, morto in circostanze tutte da chiarire, e il giovane padre Bernard, forse troppo interessato alla vita e alle opere del suo predecessore. Anni dopo quello strano nulla ancora respinge e chiama con i suoi riti antichissimi, i suoi misteri macabri, i suoi prodigi sanguinosi. 
Andrew Michael Hurley, Loney, Bompiani 2016

Georges Darien fu un anarchico francese dalle alterne fortune: ora esaltato, ora calunniato, il suo nome fu anche pressoché rimosso fino a quando Alfred Jarry non collocò Il ladro al sesto posto dei suoi libri d'elezione. Anche Breton ne fece un oggetto di culto, contribuendo alla riscoperta di un autore che oggi è ritenuto il precursore di Céline. Romanzo trascinante, sfida ai lettori e alla morale comune, Il ladro fu scritto da Darien con un preciso scopo politico-sociale: mettere in discussione il principio di proprietà e sostenere il diritto al furto o, come lo definivano certi anarchici, la reprise individuelle. La società, sembra dirci Darien, è malata alla base, e perché va distrutta.
Georges Darien, Il ladro, Castelvecchi 2016

26 aprile 2016

I nostri consigli - Graphic novel

Fabien è un guardiano del Louvre, e ha sempre pensato che il suo fosse un lavoro tranquillo. Ma quando il padre e i fratelli della fidanzata Mathilde, sconcertante terzetto di mobilieri di provincia, gli piazzano di fronte la non meno sconcertante tela dipinta da un trisavolo, è costretto a ricredersi. Perché - si chiedono i tre parenti acquisiti - il cane strabico immortalato dal loro avo non dovrebbe trovare posto al Louvre? Certamente il futuro genero, se vuole davvero far parte della famiglia, saprà metterci una buona parola. Disorientato, il giovane guardiano prende un impegno che sa di non poter mantenere. Eppure quel quadro deve entrare nel museo, c'è in gioco la serenità della sua storia con Mathilde. Come far passare, dunque, per capolavoro una crosta senza speranza? Forse con l'aiuto della Repubblica del Louvre, sedicente società segreta che vigila sui destini del più grande museo del mondo...
Étienne Davodeau, Il cane strabico, 001 Edizioni 2016

Dietro una catastrofe si nasconde sempre una storia umana. Come reagiresti se da un momento all'altro fossi obbligato ad abbandonare tutto quello che hai? Questa è la storia di una delle tante famiglie che dopo il terribile incidente di Cernobyl' lasciarono le proprie case convinte di ritornare nel giro di qualche giorno. Era però troppo tardi: un nemico invisibile si era impossessato delle loro cose, delle loro abitazioni, delle loro terre ed era pronto a rimanere lì per molto tempo. Sono passati trent'anni da quel 26 aprile 1986, ma è niente se confrontato con le decine di migliaia di anni in cui i residui nucleari rimarranno attivi. Questo è un omaggio a quelle persone che hanno subito le conseguenze dell'energia nucleare fuori controllo.
Francisco Sànchez, Natacha Bustos, Cernobyl', Tunué 2016

Cosimo parla pochissimo e non ama essere toccato. Gli adulti lo chiamano "Cosmo", per la sua passione per l'astronomia, e dicono che vive chiuso nel suo mondo. A 15 anni, però, è arrivato il momento di mettersi in viaggio... Una piccola grande odissea on the road, tra strani incontri, periferie desolate e campagne, dove poesia e violenza esplodono improvvise. Una storia delicata in cui anche gli astri, come gli umani, si interrogano sulle leggi incomprensibili dell'universo.
Marino Neri, Cosmo, Coconino Press 2016




Dieci racconti. Rapide istantanee, frammenti di vite. Manuele Fior ci porta in luoghi e tempi diversi, tra i soldati francesi della Prima guerra mondiale, tra gli immigrati nella Berlino e nella Parigi di oggi, nell'Italia futura già immaginata nel graphic novel L'intervista. Dieci ritratti finemente cesellati: piccole storie di genitori e figli, coppie felici e non, artisti in crisi. In ognuna di esse il disegno si fa narrazione, coglie un momento rivelatore, fa emergere sentimenti e desideri, speranze e paure: tutto ciò che ci rende umani.
Manuele Fior, I giorni della merla, Coconino Press 2016



22 aprile 2016

I nostri consigli

Ultimo romanzo a essere pubblicato mentre il suo autore era ancora in vita, può essere non a torto considerato il testamento narrativo di London. Incentrato sulla figura di una donna dallo spirito libero e controcorrente e ambientato nella California rurale, La piccola signora della grande casa racconta un travagliato triangolo amoroso nel quale, a posteriori, sono state ritrovate molte somiglianze con l'ultima fase della vita di London. Non è difficile, infatti, rintracciare nella vivace, atletica e vitalistica Paula qualcosa della seconda moglie dello scrittore, Charmian: entrambe soggette all'insonnia e nell'impossibilità di avere figli, entrambe tentate da relazioni fuori dal matrimonio. London riempie queste pagine di un erotismo decadente espresso in una prosa secca e diretta, fino all'epilogo drastico, ma inevitabile.
Jack London, La piccola signora nella grande casa, Elliot 2016

Lasciatelo parlare è il primo capitolo della trilogia Vivrò l'amore degli altri che Cayrol compose tra il 1946 e il 1950 dopo la sua esperienza di deportato nel campo di concentramento di Mauthausen. Si tratta, per dirla con Barthes, della storia "non di un uomo o di un avvenimento, ma di una durata". Quella che segna il ritorno alla vita, la rinascita di chi, come Lazzaro, non è sopravvissuto alla morta, ma dalla morte è dovuto risorgere. Una lenta e progressiva gestazione, prima ancora che di un personaggio, di una umanità nuova, rinnovata. Il protagonista che Cayrol consegna al lettore è un personaggio allo stato nascente, collocato in una dimensione aurorale della propria esistenza, uno spazio che è al di qua di ogni sociologia e di ogni psicologia.
Jean Cayrol, Lasciatelo parlare, Nonostante 2015

Copenaghen 1855, un uomo entra nell'ospedale cittadino e dice di essere pronto per morire, ha solo 42 anni e il volto noto di Soren Kierkegaard. Filosofo e scrittore tra i più controversi della sua epoca, seduttore e martire, esistenzialista ante litteram e teologo ribelle alla Chiesa istituita, Kierkegaard è giunto al termine di un'esistenza estrema e paradossale, messa in gioco fino in fondo alla ricerca di un'unità più alta di corpo e spirito, e ora che sta per concludersi la "battaglia", la ripercorre dall'inizio alla luce dei propri dissidi e delle due figure che l'hanno segnata: il padre, con la sua religiosità severa, chiusa in un tormentato senso della colpa e del dover, e Regine Olsen, il suo grande amore, che conquista e poi abbandona perché rimanga un ideale da inseguire per il resto della vita.
Sig Dalager, L'uomo dell'istante, Iperborea 2016

Orfano dall'età di sei anni - i genitori sono morti in un incendio -, il filologo protagonista del romanzo, grazie al denaro di un premio letterario, può comprarsi una casa a Bogotà nel quartiere della sua infanzia. Vi abiterà con l'anziana zia che l'ha adottato, ex funzionaria dell'ONU e militante di sinistra, donna colta e raffinata, con la quale ha condiviso una vita nomade all'estero. La ricerca di un luogo da sentire come proprio, la nostalgia del passato, il ricordo di viaggi, incontri, scoperte e amori sono il filo conduttore di una storia che si sviluppa a partire dalla descrizione delle varie stanze della casa, ciascuna dotata della sua speciale magia evocativa. Da lì il filologo, con l'aiuto del fido autista, muove alla scoperta degli aspetti più inquietanti della città - covi di drogati, spettacoli di sesso dal vivo, persino una festicciola omoerotica di nazisti -, che non somiglia più a quella della sua adolescenza. Non meno drammatiche sono le rivelazioni personali che lo attendono in un baule, alla morte della zia, e che lo spingeranno sull'orlo del suicidio.
Santiago Gamboa, Una casa a Bogotà, e/o 2016

21 aprile 2016

I nostri consigli - Non-fiction

Il "Cannibale" Eddie Merckx, il più forte di tutti, e il "Pirata" Marco Pantani, un magnifico testardo che ci ha lasciato troppo presto. Beppe Saronni e la perfetta strategia della fucilata di Goodwood, Claudio Chiappucci e l'impresa tutta istinto del Sestrière. L'indisciplinato Peter Sagan e Laurent Fignon, il "Professore". E poi l'irrequietezza dell'enigmatico Gianni Bugno, l'impetuosa forza tranquilla di Miguel Indurain, il fascino di Fabian Cancellara e la spavalderia di Lance Armstrong. al centro dello scandalo più grande della storia del ciclismo. Il pistard dal passato difficile Bradley Wiggins, icona pop che sembra uscita dagli anni settanta, e l'ipertecnologico record dell'ora di Francesco Moser, uomo che al futuro si è sempre affidato. Un cambpione nato nel periodo sbagliato come Felice Gimondi e un campione, Bernard Hinault, che nel proprio tempo ha dettato legge. Che cosa hanno in comune questi assi delle due ruote? Ognuno, a modo suo, ha saputo rappresentare più di chiunque altro un aspetto peculiare dell'essere ciclista, ognuno ha incarnato, appunto, un carattere e lo ha portato ai suoi massimi livelli, accettandone tutte le conseguenze.
Giacomo Pellizzari, Il carattere del ciclista, Utet 2016

L'11 settembre 2001 ha segnato l'avvio di un di un nuovo capitolo della storia mondiale. Da quel momento il terrorismo di "matrice islamica" è diventato uno dei fenomeni che più hanno segnato lo scenario internazionale, lasciando lungo il suo corso una scia di sangue che pare esulare da ogni logica e ragione. Ma quali sono le radici storiche che hanno alimentato la nascita delle diverse formazioni jihadiste e quali percorsi ne hanno segnato l'evoluzione in questi anni? Cosa si intende per jihadismo e quali rapporti esso intrattiene con il concetto di jihad? Cosa  distingue al-Qa'ida dal sedicente "Stato Islamico" e come ha fatto quest'ultimo a divenire un attore di primo piano all'interno del contesto mediorientale e globale?
Andrea Plebani (cur.), Jihad e terrorismo, Mondadori 2016

Questo libro ha al centro una commedia di Aristofane il commediografo, irriducibile - forse più di qualunque altro in quell'arte - a schemi preconcetti e a schieramenti partitici. La sua commedia, Le donne all'assemblea, ha di mira un progetto di riforma radicale della società che trova rispondenza con sorprendente puntualità nel nucleo più audace della Repubblica di Platone. Nella commedia, Aristofane ridicolizza l'idea che si possano mettere in comune le ricchezze e le relazioni sessuali; al contrario Platone ne fa l'oggetto di uno dei suoi dialoghi più importanti e influenti. È un conflitto paradigmatico sull'utopia, sulla possibile costruzione dell'uomo nuovo, sulla realizzabilità di un assetto sociale totalmente innovativo, fondato - secondo l'intuizione platonica - sulla proprietà collettiva, o meglio sulla negazione della proprietà, e sulla cancellazione dell'istituto familiare con tutto il suo carico di egoismi. Più in generale, su una palingenesi complessiva di cui l'"uomo nuovo" è o dovrebbe essere il risultato.
Luciano Canfora, La crisi dell'utopia, Laterza 2014

Vasco da Gama raggiunse l'India via mare nel 1498. Se il suo nome rinvia all'epopea delle scoperte geografiche, questo libro ne ricostruisce la vita e le imprese sottraendole all'ingannevole leggenda che s'iniziò a formare intorno alla sua figura quando era ancora in vita fino a farne, secoli dopo, un eroe nazionale portoghese. Così, una magistrale ricerca storica diviene un'occasione per riflettere su questioni più generali come l'invenzione dei miti e il modo in cui il nazionalismo se ne serve.
Sanjay Subrahmanyam, Vita e leggenda di Vasco da Gama, Carocci 2016

20 aprile 2016

I nostri consigli

Vienna, inverno del 1945. Gli Alleati hanno occupato la città, piegata dai bombardamenti, ricoperta di neve e divisa in quattro settori. Nella cantina di un palazzo crollato sotto le bombe, vivono - o meglio sopravvivono - sei ragazzini scampati alla guerra, al nazismo e ai campi di concentramento. C'è Jid, virtuoso del borseggio; Goy, specialista del mercato nero; la quindicenne Ewa, prostituta occasionale, con la sua amica Ate, ex capo di una sezione della gioventù hitleriana; i più piccoli sono l'angelico Curls e una bambina malata. Insieme, nella cantina, affrontano un'esistenza di espedienti fino all'arrivo di un reverendo americano in uniforme da ufficiale, un nero della Louisiana, che distribuisce ai bambini qualche panini, un po' di compassione e degli opuscoli di poesie. Ma soprattutto li aiuta a difendere il loro rifugio dagli uomini del comitato di quartiere che vorrebbero sloggiarli. Ognuno dei ragazzini gli racconta la propria storia e il reverendo promette loro una vita nuova, diversa, forse un sogno...
Robert Neumann, I bambini di Vienna, Guanda 2016

Isola di St Thomas, 1807. Rachel Pomié ha tutto per essere felice. Ha un padre che ogni sera, rientrato dalle sue navi che esportano zucchero, rum e melassa, le legge le fiabe di Perrault e un'amica del cuore, Jestine, figlia creola della cuoca di famiglia, che la segue ovunque in totale adorazione. Vive, poi, su un'isola definita da Cristoforo Colombo un "Paradiso in terra" per le sue spiagge candide e le sue acque turchesi. Quando, tuttavia, cala la notte e sotto le coperte chiude gli occhi, Rachel sogna di sgusciare via da quell'esistenza e di fuggire a Parigi. Di Parigi sa tutto. Dai racconti di suo padre sa anche che da quella grande città vengono i suoi antenati. Il suo sogno, però, di aggirarsi per le strade della capitale francese, svanisce miseramente il giorno in cui finisce in sposa all'anziano commerciante Isaac Petit. Ma una mattina, appena arrivato da Parigi, compare al suo cospetto il nipote di Petit, Frédéric Pizzarro, un bel giovane coi capelli scuri...
Alice Hoffman, Il matrimonio degli opposti, Neri Pozza 2016

Una narrazione parallela di due storie lontane nel tempo che finiscono per intrecciarsi in maniera inestricabile. Nel Cinquecento, il protagonista è il poeta Luìs Camoes, che a causa del suo amore proibito per Diana, la futura sposa del successore al trono di Portogallo, viene esiliato a Macao, la colonia più remota, la più distante dalla madrepatria. Nel Novecento, un marconista irlandese espulso dalla sua terra attraversa i mari senza una meta. Coglie alla radio brandelli di conversazioni che sembrano emergere dal passato e lentamente la sua stessa esistenza mostrerà inquietanti somigliane con le vicende avventurose del poeta Camoes, al punto che i due personaggi andranno fatalmente a confluire in uno solo.
Jan Jacob Slauerhoff, Il regno proibito, Nutrimenti 2016

Pedro Juan, già protagonista della Trilogia sporca dell'Avana, racconta i suoi primi vent'anni: l'insofferenza verso l'ordine costituito e la religione, la scoperta dell'erotismo e quella della lettura. Adolescente con poca voglia di scherzare e molta di menar le mani, assapora il gusto e i rischi della strada, colleziona ragazze, conosce il sesso, l'amore, si lascia travolgere dalla prepotenza della gioventù. E dalla retorico rivoluzionaria: l'eroismo, lo sviluppo, l'uguaglianza. L'uomo nuovo. Legge Hesse, Céline, Nietzsche. Ma di nascosto. Fabiàn, da parte sua, cresce nell'amore per il piano e per la musica. È un bambino timido e solitario, che ben presto comincia a fare i conti con la propria omosessualità. Da adolescente studia al conservatorio, ma la svolta arriva quando entra a far parte di una band di musica popolare. Vanno a suonare a Varadero, dove ha la sua prima vera storia con un uomo, e dove viene arrestato. Sembra che nulla favorisca l'incontro tra Pedro Juan e Fabiàn, due giovani così diversi, eppure nasce una strana e toccante amicizia. 
Pedro Juan Gutiérrez, Fabiàn e il caos, Edizioni e/o 2016

19 aprile 2016

I nostri consigli - Non-fiction

Maggioranza culturale in Iran e massicciamente presente in Iraq, Pakistan e India, l'Islam sciita è ancora da conoscere e scoprire. Questo libro racconta i capisaldi di una tradizione dottrinale, letteraria e culturale ricchissima. Caratterizzato da una doppia attitudine alla protesta e all'esoterismo, lo sciismo ha al suo centro la figura dell'Imam, paradigma dell'uomo perfetto. Vera roccaforte della trasmissione del sapere è la madrasa, chiamata in ambito sciita hawza 'ilmiyya, dove i dotti sciiti si formano da secoli sui testi della tradizione giuridica imamita, ma dove oggi discutono anche di filosofia occidentale, nuove tecnologie e bioetica. In un momento storico segnato dal terrorismo dell'Isis, è importante evitare di cadere in pericolose generalizzazioni. Questo libro, rigoroso e puntuale, rappresenta un'occasione preziosa per conoscere l'altra faccia dell'Islam e la sua tradizione culturale, così vicina e spesso trascurata.
Alessandro Cancian, La scuola degli Imam, Jouvence 2016

Più di altri sommi filosofi del Novecento nei quali la vulgata ci ha abituati a contrapporre una "prima" e una "seconda" maniera, Ludwig Wittgenstein è finito ingessato nella discontinuità tanto conclamata dai suoi esegeti. Fra il Tractatus logico-philosophicus, unico libro pubblicato in vita, e la massa degli scritti postumi su cui svettano le Ricerche filosofiche, si è instaurato uno schema oppositivo che talora appanna, invece di illuminare, lo sviluppo e gli esiti di una riflessione di enorme presa sul pensiero contemporaneo. Anthony Kenny, che di Wittgenstein è finissimo conoscitore, preferisce movimentare questo quadro interpretativo: compie una ricognizione che entra in ogni aspetto dell'opera filosofica, ne discrimina limpidamente le fasi, gli stili concettuali contrastanti, le ascendenze, gli spostamenti speculativi, e riesce nell'intento di elucidazione delle sostanziali differenze anche grazie a una lettura continuista, che rileva i capisaldi mai abbandonati.
Anthony Kenny, Wittgenstein, Bollati Boringhieri 2016

In un'epoca in cui la ricerca della visibilità e della fama personale sembra dettare lo spirito dei tempi, leggere la biografia di Charlotte Brontë è quanto mai illuminante. L'autrice del capolavoro Villette, di Shirley e Il professore, nonché di Jane Eyre, scelse l'anonimato dello pseudonimo Currer Bell, con cui firmò tutti i romanzi, si calò nell'insignificante esistenza dell'istitutrice e interpretò il ruolo della figlia obbediente prima e della moglie devota poi. Eppure, nell'"ombra", ci racconta Lyndall Gordon, Charlotte seppe trovare le parole per dare voce alla propria esperienza e fece affiorare in superficie un mondo interiore rimasto celato. L'impatto con la società vittoriana fu "esplosivo": una donna che esprimeva con candore i propri pensieri e sentimenti, che impiegava l'ironia nei confronti della società e dei costumi, era veramente una donna? Ai contemporanei apparve "volgare". Ma quella voce che si sollevò dall'oscurità ancora ci conquista con le sue intime rivelazioni, e il "fuoco" che bruciava in Charlotte tuttora infiamma le pagine dei suoi libri.
Lyndall Gordon, Charlotte Brontë, Fazi 2016

Ha formato e condizionato religioni universali come il cristianesimo e l'islam, ha rappresentato la chiave di volta dell'immaginario, della cultura, della cosmologia, dei riti, del dogma, della politica: il concetto di Dio è una linea divisiva fondamentale nella storia dell'umanità. Dal Dio di Abramo a quello dei filosofi, l'autore affronta i temi classici e sempre stringenti del dibattito religioso, come il problema teologico ed etico del male nel mondo, le variazioni che l'idea del divino conosce nelle differenti tradizioni religiose, la sua negazione radicale da parte dell'ateismo, le sfide attuali rappresentate dal pluralismo religioso e dai progressi della scienza.
Giovanni Filoramo, Ipotesi Dio, Il Mulino 2016

18 aprile 2016

I nostri consigli

Un forno a microonde esplode nella cucina di un ristorante cinese, causando la morte di diverse persone. Xing Li e il fratello sedicenne Lai Ker, rimasti orfani, vengono affidati alla nonna, donna rigorosa e fiera delle proprie origini cinesi. Dalla periferia di Londra i due fratelli sono costretti a trasferirsi a Kensington, da una scuola pubblica a un esclusivo istituto privato, dall'isola felice del loro piccolo nucleo famigliare alla vita con la nonna, lo strano zio Ho e la dolce zia Mei. A casa ci sono nuove regole: è vietato parlare durante i pasti, sii mangia solo cibo cinese e lo zio ha sempre la precedenza per fare la doccia; a scuola ci sono i nuovi compagni e ci sono i bulli, quelli che di lei vedono soltanto i tratti orientali e il nome quasi impronunciabile. Agli occhi dei suoi concittadini britannici Xing Li è solo una dei tanti immigrati; poco importa che sia nata a Londra, parli con l'accento cockney e che non abbia mai viaggiato oltre Bath. Finché c'era sua madre, punto di  riferimento e ponte tra Occidente e Oriente, la vita aveva la sue difficoltà ma era felice. Ora, nonostante la nonna sia ricca, le mancano le cose più importanti: le amiche, la sua gatta, la mamma, il suo affetto. E la propria identità.
PP Wong, La vita secondo Banana, Baldini&Castoldi 2016

Il protagonista assoluto della storia è Gedaliah Berman, ricco commerciante delle preziose pietre, emigrato dalla Polonia ad Anversa, iracondo, umorale, forte con i deboli e debole con i forti, e soprattutto invidioso oltre misura. Quando viene a sapere che il figlio di un concorrente sta per sposare la figlia di un ricco e altolocato signore, mentre suo figlio Dovid passa le giornate a letto, a leggere Spinoza e a fumare, incapace di adeguarsi alle aspettative paterne, per poco non sviene in un crescendo tragicomico davvero spassoso. C'è anche una figlia, altrettanto degenere ma astuta, che circuisce costantemente il padre per ottenere favori e denaro. E la moglie, Rochl, vittima della prepotenza di Berman. La pesante routine della famiglia si complica con l'arrivo di una coppia di attivisti comunisti provenienti dallo stesso shtetl dei Berman, e poi dalla comparsa del padre di Gedaliah, accolto dal figlio con un affetto e un calore inaspettati, che ammorbidiscono la terribile durezza del personaggio...
Esther Kreitman Singer, L'uomo che vendeva diamanti, Bollati Boringhieri 2016

Immaginate di essere un bambino e di avere un padre che non chiama mai vostra madre con lo stesso nome. Immaginate poi che a vostra madre quest'abitudine non dispiaccia affatto, poiché tutte le mattine, in cucina, tiene lo sguardo fisso e allegro su vostro padre, col naso dentro la tazza di latte oppure col mento tra le mani, in attesa del verdetto; e poi, felice, si volta verso lo specchio salutando la nuova Renée, o la nuova Joséphine, o la nuova Marylou... Se immaginate tutto questo, potete mettere piede nel fantastico universo familiare descritto dal bambino in queste pagine. Un universo in cui a reggere le sorti di tutto e tutti è renée, Joséphine, Marylou... la madre. Di lei, suo marito dice che dà del tu alle stelle, ma in realtà dà del voi a tutti, a suo marito, al bambino e alla damigella di Numidia che vive nel loro appartamento, un grosso uccello strambo ed elegante che passeggia oscillando il lungo collo nero, le piume bianche e gli occhi di un rosso violento...
Olivier Bourdeaut, Aspettando Bojangles, Neri Pozza 2016

Il professore è il primo romanzo scritto da Charlotte Brontë. Il protagonista è William Crimsworth, primo e unico narratore maschile da lei utilizzato, il quale racconta in prima persona la sua storia: uomo sensibile e colto, fugge da un lavoro pesante e competitivo nella zona industriale dello Yorkshire e si trasferisce in Belgio per insegnare presso un istituto femminile. Qui conosce Frances Henri, studentessa indigente e particolarmente dotata della quale poco alla volta si innamora, corrisposto. Ma la coppia non avrà vita facile: saranno infatti molte le avversità che i due dovranno affrontare - a cominciare dall'aperta ostilità dell'astuta direttrice della scuola - prima di riuscire a coronare il loro amore.
Charlotte Brontë, Il professore, Fazi 2016

15 aprile 2016

I nostri consigli - Non-fiction

Gino ha undici anni e della guerra sa solo che porta la fame, e che quando arrivano gli aerei si scappa in cantina. L'emigrato Italo vive a Parigi, si è sposato da poco ed è felice, ma stanno arrivando i tedeschi, e con loro le cacce all'uomo. Fiorella è la figlia del maggiore Gastone Serloreti, a capo del famigerato Ufficio politico investigativo della caserma-prigione di via Asti, a Torino, ma lei è lontana dal terrore della Repubblica di Salò. E poi c'è il brigadiere Antonio M, che di quella caserma è l'ultima ruota del carro, e dopo la guerra sarà processato per stabilire se è stato anche lui un carnefice, o soltanto uno che ha lasciato fare. Oppure, addirittura, se cercava di aiutare i perseguitati, per quanto possibile. Ben poche delle persone investite dalla guerra in casa furono senza dubbio carnefici, o divennero vittime senza scampo. La verità è che tutti cercarono, ogni giorno, di prendere decisioni e di sopravvivere in un contesto sempre più difficile, in una dimensione esistenziale che non può coesistere con facili schematismi, ma è immersa nel grigio della nebbia morale. Come hanno fatto loro i conti con quel passato? E come li abbiamo fatti noi?
Carlo Greppi, Uomini in grigio, Feltrinelli 2015

I morti parlano, ogni omicidio può raccontare le sue cause e chi ne è il colpevole. Capirlo è il lavoro degli scienziati forensi, che come in "CSI" risolvono misteri e aiutano la giustizia analizzando i messaggi lasciati su un cadavere o sulla scena del crimine. Val McDermid ripercorre l'evoluzione delle scienze forensi dai primissimi passi alle odierne tecnologie d'avanguardia, attraverso le storie degli omicidi che ha risolto, dei protagonisti, dei suoi eccentrici pionieri e dei fallimenti di questa affascinante ricerca della verità. Soprattutto, "Anatomia del crimine" ci svela tutti i segreti della medicina legale, raccontando di mosche succhia-sangue, esperimenti complessi e autopsie, e di come i vermi raccolti da un cadavere possono aiutare a determinare il momento della morte o come una microscopica traccia di DNA può essere utilizzata per condannare un assassino.
Val McDermid, Anatomia del crimine, Codice 2016

Da quindici anni Aldo Grasso ci ricorda una verità semplice eppure rivoluzionaria: le serie televisive americane sono i prodotti artistici che più hanno plasmato l'immaginario collettivo contemporaneo, grazie non solo alle nuove tecnologie di diffusione digitale, ma anche e soprattutto a una raffinatezza tecnica e stilistica sempre più nitida. Che mostrino gli abissi morali in cui può sprofondare un frustrato professore malato di cancro o la dolorosa impossibilità di un pubblicitario newyorkese di sfuggire alle menzogne patinate che confeziona ogni giorno; che raccontino le turbolente vicende sentimentali di una giovane dottoressa alle prime armi, o l'epopea, deflagrata in infinite dimensioni parallele, dei sopravvissuti a un disastro aereo, le serie tv hanno saputo dare forma ai desideri e agli incubi che popolano il reale. E ci hanno reso dipendenti.
Aldo Grasso, Cecilia Penati, La nuova fabbrica dei sogni, Il Saggiatore 2016

I giardini, nella loro maestosità o nella loro modestia, sono da sempre lo specchio della personalità, dello stato d'animo e del modo di vivere di chi se ne prende cura. Plasmato a nostra immagine e somiglianza, il giardino è sempre portatore di una sua filosofia peculiare che chiama direttamente in causa il nostro agire nel mondo. Dalle origini ai giorni nostri, Duccio Demetrio ripercorre la storia, la simbologia, la mitologia e la tradizione del giardinaggio, una passione antica quanto l'uomo che intercetta l'interesse di pubblici eterogenei. In queste pagine preziose, Demetrio individua oltre trenta tipologie di giardini di interesse storico e architettonico accompagnate da un ricco apparato iconografico.
Duccio Demetrio, Di che giardino sei?, Mimesis 2016

14 aprile 2016

I nostri consigli

I protagonisti di questo libro sono, con nomi diversi, tre personaggi fuori scala dell'antropologia novecentesca: Margaret Mead, Leo Fortune e Gregory Bateson. La scenografia sono le misere capanne dei tre sulle sponde del fiume Sepik, a Papua, quel mondo separato di acque rosa e cieli verdi che ancora oggi non compare sui nostri gps, e che negli anni Trenta era, molto semplicemente, l'Ignoto. L'azione coincide col lavoro sul campo del trio, in ciò che aveva di lievemente comico (la corsa ad accaparrarsi la tribù più esotica, o più interessante da studiare) e in ciò che conteneva, invece, di esaltante (la nascita, dal vivo, di molte delle idee che continuiamo a usare, nel tentativo di conoscere ciò che è altro da noi. E la corrente sotterranea che a poco a poco innalza la temperatura di quella prossimità concitata e febbrile è, come in fondo non si poteva prevedere, una grande e lacerante passione amorosa.
Lily King, Euforia, Adelphi 2016

È la primavera di un anno terribile, il 1917, quando Maria Rosa Radice a poco più di vent'anni lascia gli agi della sua casa a Napoli. Scappa da sua madre, dal salotto aristocratico che fino ad allora è stato il suo unico, soffocante orizzonte. La destinazione è la sola possibile per una donna non sposata e in fuga: il fronte. L'impatto della guerra è brutale. In un piccolo ospedale sul Carso cura centinaia di feriti, li vede soffrire e morire. Ma c'è una luce nelle sue giornate, una scintilla di cui si accorge poco a poco. È la sua silenziosa compagna di stanza Eugenia Alferro, una provinciale del Nord che sogna di diventare medico. Giorno dopo giorno, le insegna a sopravvivere in corsia e a superare la paura. La guerra regala alle due ragazze una libertà altrimenti impossibile. Così, nel tempo, avvertono una passione inattesa crescere tra loro e a mezza voce, la notte, si dichiarano l'amore. Non sanno se il futuro permetterà loro di rimanere vicine, entrambe però sentono di essere cambiate. Ora sono pronte a lottare per restare se stesse.
Elisabetta Rasy, Le regole del fuoco, Rizzoli 2016

Irlanda, fine degli anni sessanta. Nora Webster vive in una piccola cittadina, si occupa dei suoi quattro figli e cerca di ricostruirsi una vita dopo la morte del marito. Intelligente, a volte difficile e impaziente, a volte gentile e amorevole, è vittima delle circostanze e spera che qualcosa cambi e le permetta di andare via. Lentamente, grazie all'aiuto della musica e dell'amicizia, trova un barlume di speranza e una strada per ripartire. Con nuove dinamiche famigliari, la donna sembra sia violentemente padrona di sé sia una figura dalla morale ambigua, tanto da diventare una delle eroine più memorabili della narrativa contemporanea. Il ritratto che viene tratteggiato nell'arco degli anni è straziante, penetrante, sempre tenero e profondamente vero.
Colm Tòibin, Nora Webster, Bompiani 2016

Glicine, rosa, caprifoglio, menta, timo, fragole: il giardino è un mondo di rumori, movimenti e odori, un concentrato di vita. Se ne esploriamo origini e fisionomia scopriamo che ci parla della cultura che lo ha prodotto, con la sua arte, scienza, simbologia, con le sue guerre, tregue, scoperte. E i giardini degli scrittori non sono da meno. Évelyne Bloch-Dano ci accompagna tra le pagine di Rousseau, George Sand, Stendhal, Flaubert, Balzac, Hugo, Zola, Proust, Gide, Colette, Simone de Beauvoir e Jean-Paul Sartre, Marguerite Duras, Christian Bobin, Patrick Modiano. Che si tratti di un parco pubblico, di un roseto o di una piccola veranda, il giardino ci insegna che la bellezza del mondo è alla nostra portata, purché sappiamo vederla, e che la vita è costituita da una moltitudine di riprese, di piccole morti e resurrezioni.
Évelyn Bloch-Dano, Giardini di carta, Add Editore 2016

13 aprile 2016

I nostri consigli

È il 1968 e l'America è attraversata da conflitti che non aveva mai conosciuto prima. La guerra del Vietnam, gli omicidi di Robert Kennedy e Martin Luther King, la crisi del Partito Democratico sembrano aprire uno spazio nuovo per la contestazione giovanile e i movimenti sociali. James Simon Kunen è iscritto alla Columbia University di New York; un ragazzo come tanti, che si ritrova catapulatato all'improvviso nel vivo della protesta studentesca e inizia quasi per gioco a tenere un diario dell'occupazione dell'università. Armato soltanto del suo idealismo e della sua curiosità, Kunen dà vita a una cronaca puntuale dei sit-in e dei pestaggi della polizia: un tentativo lucido di decifrare il mondo degli adulti, alternando riflessioni coraggiose, spesso dure - e ancora attualissime a distanza di quasi mezzo secolo - con divertenti digressioni personali sull'amore, la musica, lo sport, i viaggi, che hanno il sapore del vero e proprio romanzo di formazione.
James Simon Kunen, Fragole e sangue, BigSur 2016

Finita la seconda guerra mondiale Hans Ertl, esploratore e cineasta tedesco che aveva glorificato l'estetica nazista, si rifugia in Bolivia con la famiglia, inseguendo il sogno di una spedizione archeologica. La moglie e le tre figlie vivono in balia delle sue incolmabili assenze, eppure Monika, la più grande e audace delle tre, eredita il carattere anticonformista del padre e si lancia verso un obiettivo molto più temerario, abbracciando la rivoluzione e finendo col passare alla storia come "la vendicatrice di Che Guevara". Tra i poli opposti di queste due figure vigorose corrono i rapporti con gli altri personaggi, grandi fallimenti e piccole tenerezze familiari, in un romanzo che ha il passo e la forza delle storie memorabili.
Rodrigo Hasbùn, Andarsene, Sur 2016

È il 1340 e Benedetto XII è sul trono di Pietro quando il cardinale di Fontenay annuncia che qualcuno ha trafugato l'intero incartamento Presbyteri Joannis. Così comincia un intricato "affare di Stato", che ha per sfondo Venezia, la Castiglia, la Francia e le principali corti europee, e in cui la ricerca di un mitico regno cristiano nel cuore dell'Oriente, il regno del prete Gianni, unisce in una lotta spietata uomini di stato e religiosi, avventurieri senza scrupoli e martiri innocenti, fino a intrecciarsi con una delle più celebri e appassionate storie d'amore dell'Occidente cristiano: quella tra dom Pedro, erede della corona portoghese sposato con l'infanta di Spagna Costanza di Castiglia, e Inès de Castro. 
Gilbert Sinoué, La regina crocifissa, Beat 2013

In una caffetteria nel New Hampshire, Frédéric Beigbeder vede una fotografia che lo colpisce. Lo scatto ha bloccato la risata di una ragazza giovane, i capelli scuri pettinati di lato e la bocca spalancata in un sorriso sfavillante, il collo scoperto a esprimere una tensione fiduciosa verso la vita. La ragazza si chiama Oona O'Neill, suo padre è un famoso drammaturgo che l'ha abbandonata quando aveva solo due anni per trasferirsi con la nuova moglie in Europa e al quale lei per anni ha scritto cartoline da innamorata. A diciott'anni sposa Charlie Chaplin e sarà ricordata come la sua ultima moglie. Ma c'è un dettaglio meno conosciuto nella vita di questa ragazza che sorride all'obbiettivo, pronta a credere a qualsiasi cosa la vita le racconti. Quando aveva quindici anni, Oona si era innamorata di uno scrittore, il più geniale e misantropo di tutti: J.D. Salinger. Lo scrittore preferito di Beigbeder. Questo romanzo è la storia del grande amore tra l'autore di culto e la giovane Oona: la storia di quello che sarebbe potuto accadere, di quello che Beigbeder immagina sia accaduto e di quello che rimane nelle lettere che Salinger le scrive dal fronte. Il ritratto di due personaggi leggendari, di un amore assoluto sempre mancato, del rapporto di uno scrittore con l'assenza di un altro scrittore.
Frédéric Beigbeder, Un amore di Salinger, Mondadori 2016