15 aprile 2016

I nostri consigli - Non-fiction

Gino ha undici anni e della guerra sa solo che porta la fame, e che quando arrivano gli aerei si scappa in cantina. L'emigrato Italo vive a Parigi, si è sposato da poco ed è felice, ma stanno arrivando i tedeschi, e con loro le cacce all'uomo. Fiorella è la figlia del maggiore Gastone Serloreti, a capo del famigerato Ufficio politico investigativo della caserma-prigione di via Asti, a Torino, ma lei è lontana dal terrore della Repubblica di Salò. E poi c'è il brigadiere Antonio M, che di quella caserma è l'ultima ruota del carro, e dopo la guerra sarà processato per stabilire se è stato anche lui un carnefice, o soltanto uno che ha lasciato fare. Oppure, addirittura, se cercava di aiutare i perseguitati, per quanto possibile. Ben poche delle persone investite dalla guerra in casa furono senza dubbio carnefici, o divennero vittime senza scampo. La verità è che tutti cercarono, ogni giorno, di prendere decisioni e di sopravvivere in un contesto sempre più difficile, in una dimensione esistenziale che non può coesistere con facili schematismi, ma è immersa nel grigio della nebbia morale. Come hanno fatto loro i conti con quel passato? E come li abbiamo fatti noi?
Carlo Greppi, Uomini in grigio, Feltrinelli 2015

I morti parlano, ogni omicidio può raccontare le sue cause e chi ne è il colpevole. Capirlo è il lavoro degli scienziati forensi, che come in "CSI" risolvono misteri e aiutano la giustizia analizzando i messaggi lasciati su un cadavere o sulla scena del crimine. Val McDermid ripercorre l'evoluzione delle scienze forensi dai primissimi passi alle odierne tecnologie d'avanguardia, attraverso le storie degli omicidi che ha risolto, dei protagonisti, dei suoi eccentrici pionieri e dei fallimenti di questa affascinante ricerca della verità. Soprattutto, "Anatomia del crimine" ci svela tutti i segreti della medicina legale, raccontando di mosche succhia-sangue, esperimenti complessi e autopsie, e di come i vermi raccolti da un cadavere possono aiutare a determinare il momento della morte o come una microscopica traccia di DNA può essere utilizzata per condannare un assassino.
Val McDermid, Anatomia del crimine, Codice 2016

Da quindici anni Aldo Grasso ci ricorda una verità semplice eppure rivoluzionaria: le serie televisive americane sono i prodotti artistici che più hanno plasmato l'immaginario collettivo contemporaneo, grazie non solo alle nuove tecnologie di diffusione digitale, ma anche e soprattutto a una raffinatezza tecnica e stilistica sempre più nitida. Che mostrino gli abissi morali in cui può sprofondare un frustrato professore malato di cancro o la dolorosa impossibilità di un pubblicitario newyorkese di sfuggire alle menzogne patinate che confeziona ogni giorno; che raccontino le turbolente vicende sentimentali di una giovane dottoressa alle prime armi, o l'epopea, deflagrata in infinite dimensioni parallele, dei sopravvissuti a un disastro aereo, le serie tv hanno saputo dare forma ai desideri e agli incubi che popolano il reale. E ci hanno reso dipendenti.
Aldo Grasso, Cecilia Penati, La nuova fabbrica dei sogni, Il Saggiatore 2016

I giardini, nella loro maestosità o nella loro modestia, sono da sempre lo specchio della personalità, dello stato d'animo e del modo di vivere di chi se ne prende cura. Plasmato a nostra immagine e somiglianza, il giardino è sempre portatore di una sua filosofia peculiare che chiama direttamente in causa il nostro agire nel mondo. Dalle origini ai giorni nostri, Duccio Demetrio ripercorre la storia, la simbologia, la mitologia e la tradizione del giardinaggio, una passione antica quanto l'uomo che intercetta l'interesse di pubblici eterogenei. In queste pagine preziose, Demetrio individua oltre trenta tipologie di giardini di interesse storico e architettonico accompagnate da un ricco apparato iconografico.
Duccio Demetrio, Di che giardino sei?, Mimesis 2016

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