22 aprile 2016

I nostri consigli

Ultimo romanzo a essere pubblicato mentre il suo autore era ancora in vita, può essere non a torto considerato il testamento narrativo di London. Incentrato sulla figura di una donna dallo spirito libero e controcorrente e ambientato nella California rurale, La piccola signora della grande casa racconta un travagliato triangolo amoroso nel quale, a posteriori, sono state ritrovate molte somiglianze con l'ultima fase della vita di London. Non è difficile, infatti, rintracciare nella vivace, atletica e vitalistica Paula qualcosa della seconda moglie dello scrittore, Charmian: entrambe soggette all'insonnia e nell'impossibilità di avere figli, entrambe tentate da relazioni fuori dal matrimonio. London riempie queste pagine di un erotismo decadente espresso in una prosa secca e diretta, fino all'epilogo drastico, ma inevitabile.
Jack London, La piccola signora nella grande casa, Elliot 2016

Lasciatelo parlare è il primo capitolo della trilogia Vivrò l'amore degli altri che Cayrol compose tra il 1946 e il 1950 dopo la sua esperienza di deportato nel campo di concentramento di Mauthausen. Si tratta, per dirla con Barthes, della storia "non di un uomo o di un avvenimento, ma di una durata". Quella che segna il ritorno alla vita, la rinascita di chi, come Lazzaro, non è sopravvissuto alla morta, ma dalla morte è dovuto risorgere. Una lenta e progressiva gestazione, prima ancora che di un personaggio, di una umanità nuova, rinnovata. Il protagonista che Cayrol consegna al lettore è un personaggio allo stato nascente, collocato in una dimensione aurorale della propria esistenza, uno spazio che è al di qua di ogni sociologia e di ogni psicologia.
Jean Cayrol, Lasciatelo parlare, Nonostante 2015

Copenaghen 1855, un uomo entra nell'ospedale cittadino e dice di essere pronto per morire, ha solo 42 anni e il volto noto di Soren Kierkegaard. Filosofo e scrittore tra i più controversi della sua epoca, seduttore e martire, esistenzialista ante litteram e teologo ribelle alla Chiesa istituita, Kierkegaard è giunto al termine di un'esistenza estrema e paradossale, messa in gioco fino in fondo alla ricerca di un'unità più alta di corpo e spirito, e ora che sta per concludersi la "battaglia", la ripercorre dall'inizio alla luce dei propri dissidi e delle due figure che l'hanno segnata: il padre, con la sua religiosità severa, chiusa in un tormentato senso della colpa e del dover, e Regine Olsen, il suo grande amore, che conquista e poi abbandona perché rimanga un ideale da inseguire per il resto della vita.
Sig Dalager, L'uomo dell'istante, Iperborea 2016

Orfano dall'età di sei anni - i genitori sono morti in un incendio -, il filologo protagonista del romanzo, grazie al denaro di un premio letterario, può comprarsi una casa a Bogotà nel quartiere della sua infanzia. Vi abiterà con l'anziana zia che l'ha adottato, ex funzionaria dell'ONU e militante di sinistra, donna colta e raffinata, con la quale ha condiviso una vita nomade all'estero. La ricerca di un luogo da sentire come proprio, la nostalgia del passato, il ricordo di viaggi, incontri, scoperte e amori sono il filo conduttore di una storia che si sviluppa a partire dalla descrizione delle varie stanze della casa, ciascuna dotata della sua speciale magia evocativa. Da lì il filologo, con l'aiuto del fido autista, muove alla scoperta degli aspetti più inquietanti della città - covi di drogati, spettacoli di sesso dal vivo, persino una festicciola omoerotica di nazisti -, che non somiglia più a quella della sua adolescenza. Non meno drammatiche sono le rivelazioni personali che lo attendono in un baule, alla morte della zia, e che lo spingeranno sull'orlo del suicidio.
Santiago Gamboa, Una casa a Bogotà, e/o 2016

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