29 aprile 2016

I nostri consigli

Tiffany e Stephen, due giovani americani, si trasferiscono a Berna subito dopo il matrimonio. Un incidente d'auto dà il via a un concatenarsi di eventi destinati a cambiare le loro vite, specialmente quella di Tiffany. Arrabbiata, sexy e scostante, la donna si lascia vivere con spirito cosmopolita attraverso l'Europa, senza essere fedele a nessuno, nemmeno a se stessa. Arrivata a Berlino, si tuffa in un turbinio folle di scienziati, subculture, ONG ambientaliste e relazioni extraconiugali, muovendosi in ambienti dove si può parlare di birdwatching prima e organizzare un atto di eco-terrorismo subito dopo. Intrappolata tra una svogliatezza innata e la ricerca ossessiva di un obiettivo che dia senso alla sua esistenza, Tiffany cambia pelle e identità, cercando la propria definizione e la risposta alla domanda che la insegue nelle sue infinite fughe: gli esseri umani sono soltanto creature che "mangiano e si riproducono"? Saranno forse proprio gli uccelli, animali inafferrabili e meravigliosi, a indicarle la via e insegnarle cosa voglia dire vivere e amare.
Nell Zink, Senza pelle, Minimum Fax 2016

È notte quando Jim viene trovato nella neve vicino all'autostrada per l'aeroporto e condotto a Beckomberga, l'ospedale psichiatrico a qualche chilometro da Stoccolma grande quanto una piccola città. Non uscirà per molto tempo, così tanto che la figlia Jackie crescerà e trascorrerà una lunga parte dell'adolescenza dietro la recinzione dell'edificio, tra medici anticonformisti e pazienti dalla seducente follia. Medici come il dottor Edvard Winterson, convinto che l'unico modo per rendere di nuovo umani i malati sia farli uscire la notte, dare loro vestiti civili e un bicchiere di vino, mandandoli incontro alla vita fuori dai cancelli sorvegliati. Pazienti come la scatenata e bellissima Sabina che fa innamorare tutti, ossessione irresistibile di sani e malati. A raccontare la storia di Beckomberga, della Svezia negli anni del welfare state, del rapporto fragile e mai univoco tra salute e malattia, è Jackie. Racconta con l'occhio della bambina che a lungo ha giocato nei prati dell'ospedale dove suo padre era ricoverato perché niente, nemmeno lei, era abbastanza forte da tenerlo ancorato alla realtà. Racconta con l'incertezza dell'adolescente che nel manicomio si è innamorata e della donna adulta che ora cresce il proprio figlio da sola tenendo la malattia e suo padre a una distanza insieme intima e circospetta.
Sara Stridsberg, La gravità dell'amore, Mondadori 2016

Come tutti i più celebri personaggi di Tanizaki, Kanamè è un uomo ossessionato da un unico e persistente pensiero: il problema della sua vita è riuscire a divorziare dalla moglie Misako. Il loro rapporto, mai vissuto nel segno di una vera passione, soprattutto erotica, negli anni si è via via assottigliato fino a divenire assente. Entrambi hanno bisogno d'altro, entrambi vogliono vite differenti, ma nessuno dei due sembra riuscire a trasformare davvero questi desideri in realtà. Anche se lei ha già trovato in Aso un possibile futuro compagno, con il pieno consenso del marito, molte ragioni o scuse li bloccano, molti silenzi riempiono i momenti favorevoli per una risoluzione decisiva. 
Jun'ichiro Tanizaki, Gli insetti preferiscono le ortiche, Elliot 2016

Berlino, anni '20: un giovanissimo Billy Wilder, dopo aver lasciato la carriera da avvocato, comincia a scrivere pezzi e reportage per un importante quotidiano berlinese. Sotto la lente della sua intelligenza brillante passano così critici teatrali e poeti, attori e politici, ma anche gli effimeri protagonisti della buona società dell'epoca e le persone comuni, nella vita di tutti i giorni e negli svaghi della domenica. Di ciascuno coglie con sguardo acuto e un sorriso divertito, debolezze e particolarità, e con questo materiale ricco di umanità e di toni, compone sapientemente scene e dialoghi pieni di humour. E poi ci sono le questioni cittadine e gli avvenimenti contemporanei, gli spettacoli teatrali e cinematografici della Berlino di quegli anni, che la sua penna ricrea con grande vivacità e stile personalissimo.
Billy Wilder, Il Principe di Galles va in vacanza, Lindau 2016

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