15 marzo 2016

I nostri consigli - Non-fiction

Di tutte le arti, scrive l'autore, uno dei più importanti critici letterari del nostro tempo, solo la narrativa possiede la capacità straordinaria di delineare la forma delle nostre vite e di salvarne la trama dalla morte e dall'oblio storico. L'atto di leggere è quindi la più sacra e personale delle attività, capace di creare legami sempre diversi tra realtà e letteratura. In questo saggio, che mescola sapientemente critica letteraria e ricordi autobiografici, Wood ripercorre la sua formazione di ragazzo inglese cresciuto in provincia, in un fervente contesto religioso, e la gioia segreta delle letture d'infanzia intrecciando i suoi ricordi con un'analisi intensa e originale del Fiore azzurro di Penelope Fitzgerald; condivide episodi del suo passato che, attraverso le trasformazioni operate dalla memoria, esplodono in frammenti indipendenti e diventano entità a se stanti, dal valore universale, come nel racconto ci Cechov Un bacio; riconosce nella nostalgia per la sua terra, lasciata oltre vent'anni fa per gli Stati Uniti, i sentimenti suscitati dall'esilio e dall'erraticità che emergono dal romanzo Gli emigrati di W.G. Sebald.
James Wood, La cosa più vicina alla vita, Mondadori 2016

In questo sorprendente affresco della vita a New York tra Ottocento e Novecento Luc Sante incrocia aneddoti, curiosità, foto d'epoca per raccontare gli slum degli immigrati, i locali pubblici - con strepitose descrizioni dei luoghi più malfamati - e il gioco d'azzardo, la droga e la prostituzione; ma anche i teatri e i loro programmi, la vita dei poliziotti tra povertà e corruzione.
Luc Sante, C'era una volta New York, Alet 2010






Da dove vengono le idee sulle quali è stato costruito lo Stato moderno? Qual è la vera origine di ideali come uguaglianza e libertà? In che punto della nostra storia, e perché, abbiamo iniziato ad adorare la crescita economica come se fosse una divinità? Con questo libro, Larry Siedentop fa piazza pulita delle teorie storiche precedenti, e presenta una nuova, radicale prospettiva sulle sorprendenti origini delle credenze e delle convinzioni che ci hanno reso ciò che siamo. In un grandioso racconto che attraversa 1800 anni di storia europea, Siedentop presenta un rifiuto netto del consueto resoconto sulle origini del liberalismo occidentale - ossia sul suo emergere in opposizione alla religione nella prima età moderna. Il libro racconta come un nuovo ruolo sociale egualitario, l'individuo, sorse e prese gradualmente il posto della famiglia, della tribù e della casta come base dell'organizzazione sociale.
Larry Siedentop, L'invenzione dell'individuo, Luiss 2016

Tucidide - uomo politico ateniese, comandante militare, appaltatore delle miniere d'oro che Atene occupava in Tracia - è stato il principale testimone e narratore della "grande guerra" che oppose Atene a Sparta: un immane conflitto che segnò l'inizio del declino della Grecia classica. Tucidide non amava la democrazia ma seppe convivere col secolare regime democratico, fino al momento in cui, nel 411 a.C., un sanguinoso colpo di Stato portò al potere i suoi  amici oligarchi. Cosa accadde allora a Tucidide? Si schierò con l'oligarchia? Dovette eclissarsi al crollo del breve regime oligarchico? Certo è che, proprio con i fatti di quel terribile anno, la sua Storia - narrazione giorno per giorno della lunga guerra tra Spartani e Ateniesi - si interrompe. Questa coincidenza è il punto di partenza, e forse la chiave, per dipanare la sua vera vicenda biografica, offuscata da una massiccia leggenda che fa di lui o un incompetente mentitore o la vittima di una colossale, inspiegabile, ingiustizia, culminata in una improbabile condanna a morte.
Luciano Canfora, Tucidide, Laterza 2016

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