20 maggio 2015

I nostri consigli

Il rapporto tra un padre e suo figlio esplorato con grazia e felicità, in una storia che racconta la bellezza e i mutamenti delle relazioni che scandiscono la nostra vita: la dolcezza inespressa di un padre verso il figlio, la tenerezza degli amanti, la crudeltà degli abbandoni. Come sfondo la Spagna di oggi e le lacrime di San Lorenzo, le stelle cadenti della notte del 10 agosto, un momento che segna nel romanzo lo scorrere del tempo e dei ricordi. Non è facile per un padre decidere se assecondare i sogni e le ingenuità del figlio, o se metterlo in guardi contro le disillusioni della vita reale.
Julio Llamazares, Le lacrime di San Lorenzo Codice 2015



Quattro parti, quattro narratori in prima persona: Angel, giovane reporter; Sergio, avvocato divorato dal vizio del gioco; Ernesto, giudice misantropo che si ostina nell'ennesima traduzione di Oscar Wilde; Luis Fiore, operaio che commette un omicidio inspiegabile. Quattro vite, ognuna ossessionata da qualcosa, che hanno un unico punto di intersezione: il delitto commesso da Fiore. Saer Scrive un romanzo a spirale, per ricercare attraverso la circolarità un'illusione di ordine che nel funzionamento del mondo non esiste, perché nel continuo conflitto tra caos e ordine "non sei tu che vinci, è il caos che accondiscende".
Juan José Saer, Cicatrici, La Nuova Frontiera 2012


Anche Jennifer ricorda la scena del film Schindler's list in cui il comandante nazista appena sveglio dall'alto del balcone sceglie prigionieri a caso nel campo di concentramento e spara con il fucile. Come tutti, anche lei nel vederla è inorridita. E ancora non sapeva che quell'uomo, Amon Göth, era suo nonno. Lo scopre per caso in biblioteca: Monika, la madre che l'aveva avuta da un soldato nigeriano e l'aveva data in adozione a poche settimane, era la figlia di Amon e della sua amante Ruth. In un secondo il mondo le crolla addosso: inizia a interrogarsi, a cercare in sé tracce del male, come se fosse ereditario, cade in una profonda depressione. Poi decide di risalire a ritroso la sua vita e ritrovare tutti i tasselli mancanti. Perché l'unico modo di superare il passato è affrontarlo.
Jennifer Teege, Amon, Piemme 2015

Forse nessuno torna da una guerra. Forse anche il ritorno a casa, per chi è stato bravo o fortunato a sufficienza, non è altro che un cambiare fronte, l'ingaggio di una nuova battaglia; forse non è altro che l'inizio di una nuova missione. Le storie qui raccontate rivelano la complessa combinazione di burocrazia, noia, cameratismo e violenza che compongono la vita quotidiana di un soldato in guerra; e la solitudine, il rimorso, la disperazione che accompagnano ogni uomo nella vita in tempo di pace.
Phil Klay, Fine missione, Einaudi 2015





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