5 maggio 2015

I nostri consigli - Non-fiction

Il 17 settembre 2008, in seguito al fallimento della Lehman Brothers, J. Volpi, uno dei geni della finanza più rispettati di tutta New York, abbandona gli uffici della sua società. Quello stesso giorno, le autorità lo accusano di aver frodato i suoi investitori per quindici milioni di dollari. Qualche anno dopo, esiliato in un luogo sconosciuto, Volpi invia a un famoso agente letterario un manoscritto autobiografico in cui rivela come, durante la bolla immobiliare, i signori di Wall Street lucrarono senza scrupoli orchestrando una delle più grandi catastrofi economiche di tutti i tempi. Da un inganno all'altro, in un intreccio di personaggi fittizi e reali, il lettore viene condotto attraverso i passaggi segreti della Guerra Fredda fino agli scabrosi retroscena di Wall Street, sempre più incapace di distinguere l'invenzione dalla verità...
J. Volpi, Memoriale dell'inganno, Mondadori 2015

"Si può essere a casa propria dappertutto. Datemi un tavolo da lavoro, sarà la mia patria." George Steiner, rispondendo alle domande della giornalista Laure Adler, racconta in queste pagine le numerose patrie della sua vita affascinante: quelle reali, con la fuga della famiglia da Parigi e dal fervore nazista, le esperienze giovanili a New York, le cattedre nei più prestigiosi atenei del mondo. E quelle ideali, con l'orgogliosa rivendicazione di appartenere a un popolo - quello ebraico - a cui riconosce il nucleo vitale della sua eccellenza intellettuale. Nelle riflessioni preziose di uno dei giganti del nostro tempo, memorie e rimpianti si intrecciano alle idee su cui da sempre si è interrogato.
George Steiner, La passione per l'assoluto, Garzanti 2015


Molte persone anche colte e brillanti dinanzi alla morte si comportano in maniera inspiegabilmente irrazionale, finendo per causare a sé e agli altri sofferenze inutili e ampiamente evitabili. Da un lato è una questione di ignoranza: sulla morte scrivono molto i filosofi, i bioeticisti o i religiosi, ma raramente si sente la voce dei medici, che senza dubbio sono coloro che la conoscono meglio. Dall'altro lato, è una questione di paura, di invincibile paura, e si sa che la paura è una cattiva consigliera. Alla paura di non esistere più, si aggiunge spesso, anche più forte, la paura di soffrire, ed è questo che rende questo libro un rassicurante e necessario testo di riferimento, speciale, utile e unico.
Gian Domenico Borasio, Saper morire, Bollati Boringhieri 2015

André Bernheim ha ottantotto anni, è un gallerista d'arte eccentrico e bon viveur, ed è già passato pressoché indenne attraverso prove fisiche tremende: ma poi è colpito da un ictus che gli blocca la parte destra del corpo, gli rende difficile comunicare e lo costringe a dipendere dagli altri. Non ci mette molto a chiedere a Emmanuèle e all'altra figlia Pascale di aiutarlo a "farla finita". Nonostante il dolore, loro accettano: sanno che per lui è insopportabile pensare di vivere immobilizzato e privato della sua dignità. E soprattutto non è un uomo a cui sia facile rifiutare qualcosa. Ma morire non è semplice, anche se lo si vuole appassionatamente: ha così inizio un estenuante percorso. Un libro che, in un equilibrio miracoloso, riesce a restituire le dinamiche comiche di questa bizzarra famiglia, la commozione di fronte alla debolezza del padre, la difficoltà e la fatica di affrontare e organizzare la sua scelta.
Emmanuéle Bernheim, È andato tutto bene, Einaudi 2015

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