22 maggio 2015

I nostri consigli - Non-fiction

Il Secondo Impero crolla, Napoleone III viene fatto prigioniero e la Francia proclama la Terza Repubblica: è la vittoria delle armate di Bismarck che entrano vittoriose in una Parigi che tenta inutilmente di resistere all'assedio. E poi gli incandescenti giorni della Comune. Le conseguenze politiche e sociali dell'assedio prussiano, le cause dell'insurrezione e la sua repressione nel sangue vengono analizzate dall'autore in quella che è la più completa ricostruzione storica degli avvenimenti parigini del 1870-1871, con lo stile e la passione di una grande narrazione.
Alistair Horne, L'assedio e la comune di Parigi (1870-1871), Res Gestae 2015



Il 9 marzo 1916, truppe irregolari al comando di Pancho Villa attaccarono Columbus, nel Nuovo Messico, e il locale distaccamento del 13° reggimento di cavalleria statunitense, uccidendo 18 uomini e dando alle fiamme la città. Sei giorni dopo, il generale John J. "Black Jack" Pershing guidò in Messico una forza di spedizione di 4.800 uomini per catturare il comandante  guerrigliero. Seguì una serie di scontri, battaglie e cacce nel selvaggio territorio messicano. Questa campagna, durante la quale i militari nordamericani utilizzarono per la prima volta veicoli a motore, fu anche la prima esperienza di combattimento di un giovane tenente, George S. Patton.
Alejandro M. De Quesada, Caccia a Pancho Villa, Goriziana 2013


Nel nostro Paese si gioca a calcio dai tempi in cui Nietzsche baciò un cavallo a Torino. E, in quegli anni, una certa dose di follia e uno spirito anticonformista erano necessari anche per rincorrere in calzoncini una palla, sforzandosi di applicare le regole d'uno sport britannico chiamato association football. Quel gioco, per noi, è diventato nel tempo una faccenda maledettamente seria. Così, se si volesse eleggere un "padre del calcio italiano" non ci si accorderà mai: Bosio o il Duca degli Abruzzi? Kilpin, o Spensley? Per certo, furono tutti pionieri, e il gioioso contagio, originato a Torino e Genova, raggiunse ben presto ogni città del Paese, dando vita a squadre, competizioni e rivalità che ancor oggi infiammano i cuori.
Enrico Brizzi, Il meraviglioso giuoco, Laterza 2015

Nel 1614-1615, con una lunghezza di circa 3 km e mura alte 30 m, il castello di Osaka era la più grande piazzaforte del Giappone, difeso da 100.000 samurai, decisi a proteggere l'ultimo membro del clan, un tempo potente, dei Toyotomi. Il castello sembrava impenetrabile. Tokugawa Ieyasu, fondatore della dinastia che governerà il Giappone, era però deciso a distruggere quest'ultima minaccia al suo potere. Questo libro tratta l'aspra lotta tramandata con i nomi di campagna invernale e campagna estiva, che alla fine si decise con l'ultimo grande scontro tra samurai e stabilì l'equilibrio dei poteri in Giappone per gli anni a venire.
Stephen Turnbull, Osaska 1615, Goriziana 2014

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