11 agosto 2015

I nostri consigli

È un organismo vivo questa biblioteca piena di fantasmi di Jacques Bonnet, collezionista di volumi, editore e traduttore. Parla dei libri come di vecchi amici, illustra gli infiniti metodi per classificarli (alfabetico, per formato, genere, colore, lingua, rilegatura, paese...), predilige ripiani in legno piuttosto che vetrine che impediscono ai libri di respirare, ignora la polvere, ci rassicura che non è necessario aver letto tutti i libri che si posseggono. Racconta dei romanzi in cui protagonisti sono i libri, di biblioteche distrutte, di collezioni private andate a fuoco o svendute da famelici eredi. Rievoca il suo incontro con Pontiggia con cui progettava una associazione di collezionisti (ma dovevano possedere almeno 20.000 volumi), e del disagio provato a casa di Leonardo Sciascia vedendo una edizione completa del Journal dei Goncourt che lui, francese, invece non aveva. Si interroga, infine, sul senso delle grandi collezioni nell'epoca di internet e delle consultazioni a distanza.
Jacques Bonnet, I fantasmi delle biblioteche, Sellerio 2009

In apparenza un diario di viaggio, in realtà una cavalcata a briglia sciolta per la Russia guidati dalla fantasia dell'autore. Il narratore attraversa una ventina di centri abitati con la sola compagnia di un blocca per appunti e una bottiglia di vodka, e a ogni sosta è legato un racconto. Se davvero te la senti di inoltrarti nella misteriosa campagna russa servono coraggio, mente aperta e senso dell'inatteso.
Ja. M. Sen'kin, Ferdinand, o il viaggio da Pietroburgo al nulla, Voland 2009





Per Eva Goold Verschoyle e i suoi quattro fratelli l'estate del 1915 nel Donegal, sulla costa settentrionale dell'Irlanda, trascorre con un senso di magica levità tra picnic sulla spiaggia e tuffi dal piccolo incantevole molo privato. Un paradiso destinato a non durare, soprattutto quando la Storia fa irruzione nelle loro vite sgretolando lentamente il mondo che conoscevano: con lo scoppio della guerra civile irlandese e gli orrori della prima guerra mondiale le loro vite cambieranno per sempre. 
Dermot Bolger, Figli del passato, Fazi 2007




Sanno di una terra vibrante e bellissima, di periferie spoglie sotto un cielo terso, di distanze infinite. Fanno parlare gente abituata all'asprezza, che si aggiusta le ferite sorridendo. Raccontano il desiderio, la paura, la mancanza. Cento strappi sono cento scatti in Sudafrica: coppia con gli stivali in macchina per scendere nel fango di fattorie disperse, una donna che arranca nel traffico di Johannesburg animata da fami differenti, prove generali d'orchestra dove il primo violino è solo e sventurato, liste della spesa che raccontano la storia di un matrimonio più a fondo di quanto potrebbe fare un romanzo intero.
Liesl Jobson, Cento strappi, Marco Y Marcos 2013

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