4 agosto 2015

I nostri consigli - Non-fiction

La notte del 24 aprile 1915 ebbe inizio il "Grande Male", il Metz Yeghern. Sono passati cento anni dal genocidio armeno. Cento lunghi anni di silenzi colpevoli, di verità non ancora condivise. L'anniversario rappresenta un'occasione per riflettere su una vicenda controversa: la storia oggi interpella i governi per il riconoscimento del genocidio di un milione e mezzo di armeni. La condanna di un crimine simile rappresenta un atto di giustizia verso le vittime, verso la coscienza umana, verso i superstiti.
Franca Giansoldati, La marcia senza ritorno, Salerno Editrice 2015




Il cinema non mente e fa pensare. Oggi come ieri lo sanno bene nelle stanze del governo statunitense. Questo libro racconta la storia della caccia ai comunisti, ai dissidenti, ingaggiata dal governo USA negli Studios più famosi del pianeta a partire dagli anni '30 del Novecento. Tra dive, registi e agenti segreti infiltrati come aspiranti attori si dipana una spystory avvincente quanto scrupolosamente documentata.
Larry Ceplair, Steven Englund, L'inquisizione a Hollywood, Ghibli 2013





"Tiri su il suo body count o ha chiuso". Il generale Ewell incalzava senza pietà i suoi sottoposti in Vietnam con la conta dei morti. Era ossessionato. Nessuno doveva permettersi di abbassare il livello della sua divisione. 6000 morti al mese come minimo, era l'obiettivo. Ne andava della sua reputazione. Tutto in Vietnam ruotava intorno al body count. Sulle pareti della mensa campeggiavano i punteggi settimanali di ogni soldato, in modo che tutti vedessero. "Uccidi, uccidi, uccidi", urlavano le reclute per tutto l'addestramento. "Spara a tutto ciò che si muove" era l'ordine dall'alto per le missioni. Disobbedire non era contemplato.
Nick Turse, Così era il Vietnam, Piemme 2015


Nasce da un'ossessione questa rievocazione di un'antica regina egiziana. L'ossessione per un'eresia fallita, quella di Nefertiti che vuole abbattere la tradizione usando la bellezza, il rispetto e l'arte. Ma un'altra eresia fallita è quella vissuta dall'autrice: yugoslava prima di essere serba, ha respirato l'esaltazione e poi la caduta di un movimento che non voleva allinearsi al blocco sovietico né farsi colonizzare dall'Occidente. Così Nefertiti, condannata lei stessa come eretica, diventa il simbolo di un mondo ancestrale più che mai attuale caratterizzato da lotte di potere, invidie, donne sottomesse all'oligarchia patriarcale ed emarginazione. 
Jasmina Tesanovic, Nefertiti, Stampa Alternativa 2009

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