6 agosto 2015

I nostri consigli

Decisa a fare luce sulla figura leggendaria di Rashi di Troyes, il celebre commentatore medievale della Torà e del Talmud, una scrittrice si imbatte nel signor Voinitzer, negoziante di elettrodomestici e discendente in linea diretta del grande studioso. Ma chi era in realtà, e che cosa c'è di vero nelle leggende fiorite intorno all'umanissimo Rabbì Shelomò Itzchaqì, che volle rendere accessibile a tutti la Legge dei Padri? Savio e pragmatico, indulgente e rigoroso, nei suoi commenti dette prova di una straordinaria apertura di spirito, tant'è che rimane tuttora viva la domanda degli studiosi: "Che cosa dice Rashi?" I tempi della prima crociata, che sono anche quelli oscuri delle persecuzioni e dei massacri contro le comunità ebraiche, si innestano nella Brooklyn di oggi.
Sylvie Weil, Le vendemmie di Rashì, Lantana 2015

Divine e i suoi molti amanti abitano una Montmartre sgargiante: si ubriacano nei caffè fumosi, adescano clienti nei vicoli equivoci, si amano nelle soffitte disordinate e si torturano. Figure evocate da un narratore chiuso in cella - come Genet stesso, che compose il romanzo in carcere -, Divine, Minion, Gorgui e lo spietato Notre-Dame-des-Fleurs danno anima, corpo, voce a una rappresentazione rituale in cui nessuno può eludere il ruolo che gli è proprio - il Magnaccia, la Checca, l'Assassino, il Soldato, il Negro - e in cui la Parigi degli anni venti, scandalosa e appariscente, diventa palcoscenico di uno spettacolo che sembra la vita, ma è molto di più.
Jean Genet, Notre-Dame-des-Fleurs, il Saggiatore 2015


Incontri brevi e scene insolite, malintesi esemplari e statistiche sorprendenti, bambini viziati e poliziotti gangster, elementari lotte di classe e lotte in classe alle elementari. In 264 frammenti ora malinconici ora irresistibili, Yves Pagès traccia la storia di una memoria personale e collettiva che attraversa l'infanzia, la scoperta del desiderio, le manifestazioni politiche, la morte dei genitori, la nascita dei figli. Sono tessere di un puzzle che si incastrano in un unico affresco, tante boe riemerse in superficie dalle profondità dell'oblio, foglie della chioma dell'albero della memoria, puntini di unire per tracciare il disegno in tre dimensioni della propria esistenza.
Yves Pagès, Ricordami di, L'Orma 2015


Ispirandosi alle vicende dei propri avi, Andrew Krivak ci trasporta negli Stati Uniti di fine Ottocento, in un villaggio minerario del Colorado dove una famiglia di immigrati prova a costruirsi una nuova vita. Il destino non serba grandi cose per loro, anzi un incidente di caccia obbliga padre e figlio a fuggire dalla nuova patria per tornare nel cuore dell'Impero austroungarico, sulle montagne di Pastvina. Lì Ondrej governa le pecore, cresce figlio e nipote e insegna loro a cacciare. Nel frattempo il vecchio impero scivola impreparato verso le imminenti sciagure. Quando scoppia la Prima guerra mondiale i due ragazzi si arruolano e vengono inviati sul fronte meridionale a combattere contro gli italiani...
Andrew Krivak, Il soggiorno, Keller 2015

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