13 ottobre 2014

I nostri consigli - Non-fiction

Il 29 maggio 1453, dopo un lungo assedio, gli Ottomani espugnavano Costantinopoli. Dopo secoli di storia, finiva l'impero bizantino. Già da 50 anni Bisanzio era solo l'ombra di un impero. A guidare i comportamenti degli ultimi bizantini non fu uno scontro tra cristianesimo e islam, ma un meno eroico e più umano affannarsi per salvare se stessi. In questo libro viene rappresentata l'agonia e la morte di Bisanzio, come pure i profondi effetti che quell'evento ebbe sulla cultura europea.
Jonathan Harris, La fine di Bisanzio, il Mulino 2013




Nulla più dell'idea del "restare" potrebbe apparire estraneo alla storia del sapere etnografico: sembra l'antitesi del viaggiare, del mettersi in discussione, della disponibilità al disordine, alla scoperta, all'incontro. Ma davvero l'idea e la pratica del restare sono inconciliabili con l'esperienza antropologica? e, soprattutto, è possibile pensare un viaggiare separatamente dall'esperienza del restare, e davvero il restare va accostato all'immobilità? L'avventura del restare non è meno decisiva di quella del viaggiare: sono complementari, vanno colte e narrate insieme.
Vito Teti, Pietre di pane - un'antropologia del restare, Quodlibet 2011



Il 26 aprile 1998 il vescovo Juan Gerardi Conedera viene picchiato a morte nella usa casa parrocchiale di San Sebastiàn, nel centro di Città del Guatemala. Due giorni prima aveva presentato Guatemala: mai più, un articolato rapporto in cui l'esercito guatemalteco è indicato come responsabile della tortura, della morte e della sparizione di oltre duecentomila civili. Il movente e i mandanti sembrerebbero evidenti, eppure le indagini governative portano da tutt'altra parte. Questo libro è la riapertura di un caso insabbiato, la ricerca ostinata della verità, trasformandosi infine in un libro che ha contribuito a ribaltare i risultati delle elezioni presidenziali guatemalteche del 2007.
Francisco Goldman, L'arte dell'omicidio politico, il Saggiatore 2008


Robert Oppenheimer è tra le figure più geniali e controverse del XX secolo. Come direttore del Laboratorio di Los Alamos, fu a capo dell'operazione - riuscita - per battere i nazisti nella corsa allo sviluppo della prima bomba atomica. Ma con il suo operato si mise anche in rotta di collisione con il senatore McCarthy e i suoi cacciatori di streghe. In questo libro Ray Monk, autore della fortunata biografia di Wittgenstein, scava più profondamente di qualsiasi altro biografo per risolvere l'enigma delle motivazioni di Oppenheimer e della sua complessa personalità.
Ray Monk, Robert Oppenheimer, Bompiani 2014

Nessun commento:

Posta un commento