16 ottobre 2015

I nostri consigli

Senza alcun intento morale o puramente didattico Charles Johnson offre al lettore otto parabole sui pregiudizi razziali, otto storie di iniziazione, i cui protagonisti, da principio incarnazioni di cliché e stereotipi della cultura afroamericana ingabbiati nei loro ruoli sociali, si trovano presto coinvolti in un'indagine nel mistero dell'Io, un'esplorazione kafkiana dell'identità dove la condizione di nero non rappresenta solo uno status ma soprattutto una metafora della condizione umana. Lasciando libera l'immaginazione, l'autore trascende le nozioni di spazio e tempo e fa cadere la distanza tra passato e presente, rendendo così le store attuali e i loro protagonisti nostri contemporanei.
Charles Johnson, L'apprendista stregone, Fahrenheit 451 1996


Anarchico, ribelle, scorretto, questo libro ci fa vedere il mondo con gli occhi di un personaggio infimo e irresistibile, che non ha paura di svelare quanto assurda sia la convinzione degli esseri umani di poter migliorare la propria vita. Nella cupa ilarità dei sermoni del Topo, il protagonista, vibra un sentimento dell'esistenza che non lascia spazio alla redenzione. I suoi strampalati monologhi radiofonici trovano un immediato successo di folla. In un sorprendente ribaltamento ironico, il Topo diventa il profeta di una paradossale innocenza collettiva. 
Emanuele Trevi, Il popolo di legno, Einaudi 2015



Mettiamo che Chuck Palahniuk voglia raccontare la favola di Cenerentola, quale storia ci capiterebbe tra le mani? La storia di Penny Harrigan, giovane impiegata dall'aspetto scialbo e i desideri opachi che passa le sue giornate a servire caffè in uno studio di avvocati. È lì che un giorno incontra Cornelius Linus Maxwell, bellissimo, ricchissimo, divorziatissimo. Sorprendentemente, Maxwell la invita a cena nel ristorante più alla moda di New York e di lì nella suite di un albergo da miliardari a Parigi dove, taccuino alla mano, le fa sperimentare il più alto grado di piacere. Tutto magnifico? Non esattamente. Penny scopre presto di essere la cavia per il collaudo di una linea di sex toys only for ladies che Maxwell sta per lanciare sul mercato globale...
Chuck Palahniuk, Beautiful You, Mondadori 2015

Dopo aver lavorato come apprendista da un corniciaio, W.H. Davies viaggiò per gli Stati Uniti, attraversò molte volte l'Atlantico su navi per il trasporto del bestiame, perse un piede tentando di saltare su un treno diretto nel Klondike e divenne un venditore ambulante e cantore di strada in Inghilterra. Visse pienamente l'esperienza del vagabondaggio, facendo parte in prima persona di quel fenomeno dai contorni quasi epici che caratterizzò l'America tra la fine del XIX e i primi decenni del XX secolo. In seguito, divenuto ormai celebre come poeta, decise di scrivere la propria storia.
W.H. Davies, Autobiografia di un vagabondo, Elliot 2015

Nessun commento:

Posta un commento