17 ottobre 2015

I nostri consigli - Non-fiction

Dal padre aveva appreso la disinvoltura a convivere con le truppe. Dalla madre il carattere passionale e l'arroganza di casta non disgiunta dalla capacità di sedurre anche i ceti subalterni. Dal nonno Augusto aveva ereditato il senso dell'autorità e il rispetto per la tradizione dei valori romani. Ma Agrippina era donna e, se una donna del I secolo d.C. voleva emergere, doveva pilotare nell'ombra l'azione del marito.
Lorenzo Braccesi, Agrippina, la sposa di un mito, Laterza 2015





"Sono un uomo dal carattere veemente, con violenti entusiasmi ed estrema smoderatezza in tutte le mie passioni" scriveva Oliver Sacks in un articolo apparso il 19 febbraio 2015 sul New York Times, nel quale annunciava, con brutale sobrietà, di soffrire di un male incurabile. È quindi inevitabile che la sua autobiografia sia innanzitutto una rassegna di passioni, descritte con la lucidità dello scienziato e l'audacia dello psiconauta, con la schiettezza del diagnosta e il gusto per la digressione di un dotto seicentesco. E sarà un piacere, per i lettori di Sacks, sentirlo parlare di sé. Alla fine, non si potrà evitare di riconoscere che Oliver Sacks è stato il più romanzesco di tutti i personaggi romanzeschi di cui ha scritto.
Oliver Sacks, In movimento, Adelphi 2015

Che cos'è lo Stato? Che cosa si intende quando si parla di Stato, di atti di Stato, di ragion di Stato? Per alcuni lo Stato è un'istituzione creata per servire il bene comune, per altri, all'opposto, un apparato concepito per il mantenimento dell'ordine pubblico. Secondo Bourdieu, lo Stato è il nome che diamo a una serie di principi nascosti, invisibili, dell'ordine sociale e insieme del dominio. Lo Stato è un'illusione ben fondata, quel luogo che esiste essenzialmente perché crediamo che esista. Bisogna partire da qui per capirne le reali funzioni e le effettive dinamiche.
Pierre Bourdieu, Sullo Stato, Feltrinelli 2013



Piketty raccoglie in questo libro i suoi interventi apparsi su "Libération" dal settembre 2004 al maggio 2015, componendo una straordinaria sintesi dei temi a lui più cari, già affrontati più analiticamente nel Capitale nel XXI secolo. Gli articoli testimoniano nel loro complesso il tentativo di comprendere e analizzare il mondo giorno dopo giorno e di impegnarsi nel pubblico dibattito, cercando di conciliare la coerenza e la responsabilità del ricercatore con quelle del cittadino. La risposta alla domanda contenuta nel titolo prende forma articolo dopo articolo: si può salare l'Europa?
Thomas Piketty, Si può salvare l'Europa?, Bompiani 2015

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