17 giugno 2015

I nostri consigli - Non-fiction

La Francia osservata attraverso le lenti d'ingrandimento dell'evento più antico e amato: le due ruote del Tour de France. Dall'orgoglio un po' sciovinista alla giustificata grandeur, seguendo per un mese un ricciolo lungo 3664 chilometri e 21 tappe attraverso le peculiarità di un territorio generoso di storia, bellezza, gastronomia. Le mille briciole raccolte come Pollicino sulle strade del Tour raccontano in tono scanzonato la Francia e i francesi, sfatando qualche pregiudizio. Dall'ossessione per la conservazione della lingua ai paradossi di una macchina organizzativa poderosa, una narrazione che parte dei luoghi della Grande Guerra e termina sotto le querce del Périgord.
Gaia Piccardi, Giallo Francia, Polaris 2014

Ogni comunità dà vita a una storia che si sviluppa nel tempo. Trasformarla in razza significa bloccarla in un passato senza presente né avvenire, condannarla a diventare una razza senza storia con un destino assegnato e fissato una volta per tutte. I gruppi definiti come "razze" diventano immobili della storia, incapaci del minimo cambiamento sociale, religioso, economico o politico. A quanti sono rinchiusi in questo cerchio magico senza possibilità d'uscita, è come se dicessimo: "Voi resterete sempre gli stessi." Nell'età del colonialismo, tra XIX e XX secolo, le scienze si sono occupate di pensare classificare, legittimare le "razze umane": la storia del pensiero degli ultimi cinquant'anni è stata capace di riscattarsi?
Maurice Olender, Razza e destino, Bompiani 2014

Sentire di vivere in un mondo in vertiginosa accelerazione, che però è sempre sul punto di distruggere tutto ciò che amiamo; provare un misto di entusiasmo e orrore, esaltazione e angoscia, accettazione e ripulsa dinanzi al procedere della storia. È questa l'esperienza della modernità descritta da Berman, che nella sua lettura risale ai maestri della modernità, dal Goethe del "Faust" a Marx e a quanti hanno dato la parola a quel luogo per eccellenza del moderno che è la grande città: la Parigi di Baudelaire, la Pietroburgo narrata da Puskin, Gogol, Dostoevskij, infine il Bronx contemporaneo. Un viaggio che si svolge entro un vastissimo spettro di rimandi, dalla letteratura alla musica, dall'arte all'architettura e all'urbanistica.
Marshall Berman, Tutto ciò che è solido svanisce nell'aria, Il Mulino 2012

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