10 giugno 2015

I nostri consigli - Non-fiction

L'autore affronta l'indicibile della sofferenza. Mostra come il dolore sia una sensazione certamente reale, ma anche un'emozione, una percezione, una maniera di decifrare se stessi, e non il semplice ricalco di un'alterazione somatica o una vicenda che interessa soltanto il sistema nervoso. Sappiamo che esiste la tortura, conosciamo la malattia. Ma l'individuo che soffre vive un'esperienza che lo spoglia dell'essenziale, in cui la frontiera tra interno ed esterno si dissolve fino ad annullare la soglia che consente di sentirsi persona.
David Le Breton, Esperienze del dolore, Raffaello Cortina 2014




Quanto libere sono le nostre scelte? Per rispondere a questa domanda, la ricerca è partita dall'antropologia, ovvero da una riflessione sulle forme che l'identità ha assunto storicamente all'interno della civiltà occidentale. Le forme variano nel tempo: se nella comunità tradizionale l'identità veniva imposta all'individuo sulla base della nascita, all'interno di ruoli sociali non modificabili, e nella società moderna era possibile forgiarla da soli o con l'aiuto delle istituzioni, nella società contemporanea, liquida e frammentata, l'identità tende al mutevole, al molteplice, alla "emergenza". 
Anna Colaiacovo, Marco Giacintucci, Bruno Nasuti, Stili di vita, Diogene 2014


Unico detentore del linguaggio e del pensiero astratto, l'uomo crede di poter estendere questa unicità anche al suo assetto biomeccanico e alle sue facoltà sensoriali. In realtà, come dimostrano gli autori, una così tenace prospettiva antropocentrica ha fondamenta fragili e illusorie. Il nostro scheletro non è adatto alla locomozione quanto quello di molti quadrupedi. E ognuno dei nostri sensi, per quanto efficiente, mostra nel confronto con altre specie carenze sia strutturali che funzionali. Gli autori risalgono all'incidenza delle leggi fisiche e matematiche e dei vincoli chimici sul processo evolutivo. E soprattutto chiariscono come ogni specie porti con sé una rappresentazione del mondo esterno irriducibile alle altre.
Mark Denny, Alan McFadzen, L'ingegneria degli animali, Adelphi 2015

Un'appassionata storia della scalata al cielo dell'umanità, Dai miti e sogni delle civiltà antiche agli studi di Leonardo, proseguendo coi primi efficienti palloni ad aria calda dei fratelli Montgolfier, che nel 1783 inaugurarono la prima forma di volo alla portata dell'uomo. Per arrivare a inizio Novecento con le prime vere aeronavi di una certa efficacia, grazie all'introduzione del motore a scoppio. Nel campo dei "sigari" volanti, accanto al tedesco Zeppelin e al brasiliano Santos-Dumont, si impongono i nomi del vicentino da Schio, del napoletano Crocco e del milanese Forlanini. Si passa poi al primo aeroplano a motore dei fratelli Wright, alla trasvolata della Manica del 1909, ai primi raduni sportivi, a Caproni...
Mirko Molteni, Le ali di Icaro, Odoya 2015


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