15 giugno 2015

I nostri consigli - Non-fiction

Lo sapevate che Michelangelo Antonioni, il regista intellettuale per eccellenza, si presta a girare gli interni del mitologico "Nel segno di Roma" con Anita Ekberg, che Sergio Leone non ancora famoso dirige "Il colosso di Rodi" e "Gli ultimi giorni di Pompei" e che Carlo Lizzani ha girato un western con Pasolini attore? Oppure che il futuro premio Oscar Carlo Rambaldi muove i primi passi costruendo una rudimentale idra a quattro teste per "Maciste contro i mostri" ma il camioncino che la trasporta si ferma per un guasto a Roma sulla via Tuscolana tra l'ilarità dei passanti? Steve Della Casa racconta il cinema italiano da un punto di vista inedito: quello di chi il cinema l'ha fatto e di chi l'ha guardato. 
Steve Della Casa, Splendor, Laterza 2015

Dall'inizio del Novecento con l'avvento delle avanguardie storiche, e in particolare del surrealismo, la storia della fotografia è attraversata da immagini irreali e angoscianti che si legano all'inconscio e all'onirico, all'ignoto e al fantastico. Oggi queste immagini non riguardano più la sola dimensione interiore e psicologica, ma le vicende folli e tragiche della storia. 
Germano Celant, Fotografia maledetta e non, Feltrinelli 2015






Le ragioni della chiesa cattolica e quelle del nazionalsocialismo si incontrarono a Roma, durante gli anni Trenta e Quaranta, nella persona di un vescovo austriaco: Alois Hudal. Fu lui, con la collaborazione del Vaticano, a organizzare le fughe in Sud America di numerosi gerarchi nazisti, compresi i più efferati criminali di guerra, ma anche di semplici combattenti tedeschi ricercati dagli Alleati. Attorno a questo singolare personaggio la storiografia ufficiale ha steso finora un velo d'ombra, ma le ragioni del suo agire emergono dagli scritti, ormai quasi introvabili. Perché monsignor Hudal coltivava un progetto insieme visionario, utopistico e folle: cristianizzare il nazionalsocialismo, utilizzarlo come barriera contro l'ateismo sovietico.
Dario Fertilio, L'anima del Führer, Marsilio 2015

Fare delle inquadrature con la vostra videocamera è una cosa, essere in grado di montare professionalmente il vostro video rock è un'altra. Questa è la guida che dovete assolutamente avere per imparare a fare i "tagli" che i montatori hanno usato in film leggendari. Questo libro rende visibile l'invisibile arte del montaggio, analizzando 600 fotogrammi tratti da famosi film recenti. Le immagini, accompagnate da concise descrizioni, sono perfette sia per i lettori che amano osservare con calma sia per quelli che preferiscono fare zapping fra un'immagine e l'altra. 
Gael Chandler, Il montaggio cinematografico, Gremese 2011

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