11 aprile 2015

I nostri consigli - Non-fiction

Il Portrait de l'empereur de la Chine, pubblicato per la prima volta a Parigi nel 1697, è la biografia dell'imperatore cinese Kangxi scritta dal gesuita-matematico Joachim Bouvet. Questo libro restituisce insieme la civiltà cinese del XVII secolo, la straordinaria avventura dei missionari gesuiti in Oriente e una stagione in cui la monarchia francese si apriva verso il mondo.
Joachim Bouvet, L'imperatore della Cina, Guanda 2015






Quella del pane è una grande storia, ricca di sapienza e di poesia, d'arte e di fede, che abbraccia l'intera storia dell'umanità. Sulle rive del Mediterraneo, dalla Mesopotamia alle tavole del mondo intero, il pane è stato il sigillo della cultura. Ha accompagnato viaggiatori, pellegrini, marinai. Si è ritrovato al centro di dispute sanguinose e interminabili, come le lunghe controversie sul pane - lievitato oppure azzimo - da usare per la comunione. Perché il pane è anche un simbolo, al centro del rito eucaristico. E lo si ritrova, nelle sue mille varietà, in mote opere d'arte, dall'antico Egitto alla pop art.
Predrag Matvejevic, Pane nostro, Garzanti 2015



Sorta nella prima metà del XVI secolo per iniziativa di Ignazio di Loyola, la Compagnia di Gesù ha esercitato sul cammino della storia e sullo sviluppo della cultura una notevolissima influenza, e ancora oggi costituisce uno dei più importanti e potenti ordini religiosi della Chiesa cattolica. Ispirati agli ideali della Controriforma, i gesuiti giocarono un ruolo rilevante nelle secolari controversie teologiche; si impegnarono attivamente, spesso segretamente, nella vita politica; crearono un vasto e influente complesso di istituzioni educative e parteciparono al dibattito artistico, letterario e scientifico.
René Fülöp-Miller, Segreto e potenza dei gesuiti, Odoya 2015


Politics è un'antologia dell'opera principale, in tre volumi, di Roberto Mangabeira Unger Politics, a Work in Constructive Theory, pubblicata nel 1997. Alla radice della teoria sociale di Unger c'è l'idea di "società come creazione umana". Al contrario delle maggiori teorie sociali moderne, soprattutto quelle marxiste, che hanno sviluppato una "scienza della storia", Unger ci insegna che "la società è concepita e creata dall'uomo, piuttosto che l'espressione di un fondamentale ordine naturale". Per molti aspetti, l'unico suo grande predecessore è il filosofo napoletano Vico, che già nel '700 sosteneva che nel messo dell'"immenso oceano del dubbio" c'è un "singolo pezzetto di terra" su cui possiamo reggerci solidamente: il mondo della società civile creata dagli esseri umani.
Roberto Mangabeira Unger, Plitics, Fazi 2015

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