9 gennaio 2015

I nostri consigli

L'ottantaduenne Sulo Auvinen, superata una vita da savoniano e la brutta esperienza della morte, trova in cielo l'opportunità di una sfolgorante carriera: diventare angelo custode. Dopo un rapido corso di formazione gli viene affidato il suo protetto: Aaro Korhonen, scapolo quarantenne che ha appena comprato una libreria antiquaria per rilanciarsi nella vita attiva dopo gli ozi da giocatore in Borsa, cercatore d'oro, scrittore a tempo perso. Ma che succede se le sue brillanti iniziative non sono approvate da Sulo, che con tutta l'imperizia con cui era vissuto si mette a manipolare il suo destino? Le disavventure di Aaro si tingono di uno humor così nero che il diavolo in persona cercherà di accaparrarsi quel raro talento per i disastri, anche se Sulo cercava solo di fare del suo meglio...
Arto Paasilinna, Professione angelo custode, Iperborea 2014

Attraverso una magistrale vicenda di violenza, amori proibiti e amori politici, Alba sporca narra la storia del Portogallo, un paese che, dalla "Rivoluzione dei garofani" che nel 1974 rovesciò la dittatura di Salazar fino a giorni nostri, è ancora alla ricerca del suo posto nella modernità.
Miguel Sousa Tavares, Alba sporca, Neri Pozza 2014






Questa è la storia del Miramar, la pensione di un'eleganza un po' decaduta  che conserva le tracce di un passato grandioso sotto le macchie di umidità. Ma la vera protagonista è Alessandria, che offre un ritratto complesso e profondo dell'Egitto, della sua anima contraddittoria e problematica, con un senso di nostalgia che sa tuttavia mescolarsi al sorriso.
Nagib Mahfuz, Miramar, Feltrinelli 2010





Dopo il capolavoro Shoah, Lanzmann decide di realizzare un film su Benjamin Murmelstein, l'ultimo decano del Consiglio Ebraico del ghetto di Theresienstadt recuperando la lunga intervista filmata che gli aveva fatto quando era esule a Roma. Theresienstadt, conosiuto come "ghetto modello", era in realtà uno specchietto per le allodole creato per ingannare l'opinione pubblica internazionale, e un campo di concentramento e smistamento. Murmelstein fu a lungo accusato di collaborazionismo e non poté mettere piede in Israele. Con le sue domande risolute, Lanzmann ottiene da Murmelstein una confessione sincera e a volte politicamente scorretta, ma mai in contraddizione con una vita di raro coraggio.
Claude Lanzmann, L'ultimo degli ingiusti, Skira 2014





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