1 luglio 2015

I nostri consigli - Non-fiction

Internet è da tempo diventato per tutti noi uno strumento essenziale, che ci offre quotidianamente servizi per i motivi più svariati. Servizi gratuiti, immediati, a portata di mano; eppure, anche senza rendercene conto, paghiamo un prezzo: cediamo i nostri dati personali, lasciamo tracce, andando ad aumentare i cosiddetti "Big Data", il fiume di informazioni che viaggiano in rete. Spesso questi dati sono utilizzati per assumerci, svolgere ricerche di mercato, venderci cose di cui non abbiamo bisogno, spiarci, a volte addirittura per aiutarci a trovare l'anima gemella. Ma, al di là dell'uso che ne viene fatto, sono soprattutto una straordinaria finestra sulla nostra società, un punto di vista privilegiato per osservare chi siamo.
Christian Rudder, Dataclisma, Mondadori 2015

Nel periodo dell'Asse Roma-Berlino, e poi durante l'occupazione nazista, tra il 1943 e il 1945, molte donne italiane intrattennero relazioni sentimentali con militari tedeschi della Wehrmacht. Furono fidanzamenti voluti dalle famiglie d'origine, relazioni di lungo periodo sfociate in "matrimoni misti", oppure relazioni extraconiugali e incontri fugaci ricercati per bisogno d'affetto e protezione nei giorni della solitudine della guerra. Ciò che è stato omesso è che i bambini nati da questi incontri, considerati "figli del nemico", furono spesso oggetti di discriminazione, subirono l'abbandono delle madri, passarono l'infanzia chiusi in orfanotrofi o in istituti di cura religiosi o gestiti dalla Croce Rossa.
Michela Ponzani, Figli del nemico, Laterza 2015

Solo negli ultimi decenni l'azione umanitaria ha acquisito un ruolo di primo piano nelle dinamiche dei conflitti armati. L'umanitarismo internazionale, però, ha una storia assai lunga. Questo libro illustra in che modo soccorso e assistenza sono entrati sia nell'agenda delle istituzioni nazionali e sovranazionali, sia nei programmi delle organizzazioni non governative, influenzando il rapporto fra i paesi occidentali e il resto del mondo.
Silvia Salvatici, Nel nome degli altri, Il Mulino 2015





L'ira non gode di buona stampa. Perdita di controllo, aggressività, irrazionalità sono spesso i tratti di un'immagine negativa. È noto tuttavia che il suo valore per gli antichi era notevole: supporto acre ma essenziale della dignità dell'uomo libero. Questo lavoro presenta alcuni aspetti del tema dell'ira dal punto di vista filosofico, quindi non come vizio, né come patologia, e nemmeno come punizione divina. 
Paola Giacomoni, Ardore, Carocci 2014

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