30 marzo 2015

I nostri consigli

Éric Meyer è un potente quanto spietato uomo d'affari, il tipo che non guarda in faccia nessuno, abituato a vincere, con uno stuolo di belle donne sempre ai suoi piedi. La situazione precipita quando una delle sue amanti tenta il suicidio. La moglie, costretta ad aprire gli occhi, decide di lasciarlo. Il doppio shock è fatale all'equilibrio di Éric che, in stato confusionale, finisce all'ospedale psichiatrico diretto dal professor Kaplan. In quel luogo diverso, confuso tra i "pazzi", per la prima volta in vita sua si ritrova a far parte del mondo degli emarginati, le persone che non hanno potere, quelle che lui ha sempre guardato dall'alto in basso. Per lui è l'inizio di un viaggio a ritroso dentro se stesso alla scoperta delle menzogne accumulate negli anni e di memorie rimosse.
Marie-Laure de Cazotte, Un tempo smarrito, edizioni e/o 2015

I suoi sogni, nella New York dei primi del '900, erano quelli di qualunque giovane donna, ma nessuno le chiese mai di raccontarli. La sua passione :la cucina, ma non le fu permesso di praticarla.  Il suo nome: Mary, ma il mondo l'avrebbe ricordata in un altro modo. Perché Mary Mallon è stata la prima portatrice sana di febbre tifoidea mai individuata dalla scienza: una donna che, senza ammalarsi, portò dentro di sé il germe di una malattia contagiosa e mortale. È per questo che la sua lunga vita non appartenne mai a lei, ma alla scienza, alla medicina, al progresso; a tutti e dunque a nessuno. Così come non sono appartenute a lei le vittime che lasciò sulla sua strada, senza capire perché, prima che il suo terribile e inconsapevole segreto venisse alla luce.
Mary Beth Keane, Febbre, Frassinelli 2015

Agli inizi del XX secolo, in una famiglia di Knoxville, Tennessee, tutto si sgretola quando Jay, padre, marito, fratello, muore prematuramente in un incidente d'auto. L'orizzonte di una piccola città della provincia americana si capovolge in un istante. Riaffiorano le frizioni, si ampliano le distanze. Rufus, figlio di Jay, è un bambino di sei anni, genuino come solo a quell'età si può essere, unito al padre da una forte complicità. È lui che assiste attonito al dolore della madre e della sorella minore e all'istantanea disgregazione del nucleo familiare. Quali equilibri infrange una morte in famiglia? Da un punto di vista all'altro, dalla giovane vedova al suocero ateo, al fratello alcolista, ognuno cerca di dare la sua risposta.
James Agee, Una morte in famiglia, Il Saggiatore 2015

Johnny e Jane Potter, fratelli gemelli, studiano a Oxford per realizzare le proprie ambizioni letterarie. Intelligenti, di bell'aspetto, sportivi, snob, i due, divisi da una reciproca gelosia, sono però uniti da un profondo disprezzo per i giornali del padre e per i romanzi stucchevoli e sentimentali della madre. Per i due ragazzi, la famiglia incarna alla perfezione quel conglomerato che tiene in piedi l'inglese tipico, un misto di sete di ricchezza e puerilità, prosopopea e dabbenaggine, ipocrisia e freddezza spirituale, belle facciate e brutti interni. Questo è il "potterismo", spietata parodia dell'etica britannica contro cui Johnny e Jane lanciano il loro, forse vittorioso, grido di ribellione.
Rose Macaulay, La famiglia Potter, Castelvecchi 2015

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