26 marzo 2015

I nostri consigli - Non-fiction

Oggi il manicomio non è più costituito da fasce, muri, sbarre, ma è diventato astratto, invisibile. Si è trasferito direttamente nella testa, nelle vie neurotrasmettitoriali che regolano i pensieri. Il vero manicomio, oggi, sono gli psicofarmaci. Stiamo oltretutto assistendo a una vera e propria mutazione antropologica: agli psichiatri, e alle case farmaceutiche, non bastano più i malati da curare, ma servono anche i sani. Lutto, tristezza, rabbia, timidezza, disattenzione, non sono stati d'animo fisiologici, ma patologie da curare con il farmaco adatto. L'autore sottopone a una critica severa i principali dogmi della psichiatria "moderna".
Piero Cipriano, Il manicomio chimico, elèuthera 2015


L'arte e la figura di Shakespeare suscitano da sempre ricorrenti e spinosi quesiti, mai risolti definitivamente. Le autrici, in trenta agili saggi, fanno emergere aspetti inattesi dei miti più comuni sul drammaturgo inglese, in una serrata alternanza di domande ricondotte a una ferma analisi dei testi e dei più recenti studi accademici. Analizzando le prove in loro possesso, chiariscono i punti ancora oscuri della carriera e della vita del Bardo e mostrano quanto il materiale storico possa essere interpretato e frainteso. 
Laurie Maguire, Emma Smith, 30 grandi miti su Shakespeare, O barra O 2015




Sono decenni, ormai, che la Resistenza è sottoposta a uno scrutinio costante da parte di storici, ma anche di giornalisti e opinionisti. E se una volta poteva essere provocatorio fare le pulci al mito dei partigiani e parlare di guerra civile mettendo sullo stesso piano le fazioni in lotta, oggi molta di questa vulgata è diventata un sottofondo dato quasi per scontato. Il rischio è che ci dimentichiamo, e le giovani generazioni non sappiano mai, quanto di nobile, puro e davvero all'altezza del suo mito c'è  stato nella lotta partigiana.
Giovanni De Luna, La Resistenza perfetta, Feltrinelli 2015




Otto reportage giovanili e inediti, concisi ed estremamente vivaci, che ruotano intorno alle due "stelle nere" dell'epoca: Kwame Nkrumah (Ghana) e Patrice Lumumba (Congo-Zaire). Chinua Achebe, famoso scrittore africano recentemente scomparso, diceva che, finché i leoni non avessero avuto i loro storiografi, la storia della caccia sarebbe stata solo una celebrazione del cacciatore. Ebbene, in questi reportage dei primi anni sessanta, l'autore descrive l'Africa e gli africani dal punto di vista dei leoni e non dei cacciatori, e lo fa con la freschezza e l'entusiasmo di chi è agli inizi della carriera, ma già con l'occhio e il talento dello scrittore che anni dopo si misurerà con la prosa de Il Negus.
Ryszard Kapuscinski, Stelle nere, Feltrinelli 2015

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