11 marzo 2015

I nostri consigli - Non-fiction

Si tratti di arti plastiche, musica, fotografia, cinema o letteratura, l'arte è un'attività eminentemente collettiva, una catena di cooperazione di cui l'artista è solo un anello. Egli si rifà ad altri artisti del passato o della propria epoca, chiama in causa artigiani e fabbricanti di materiali, collaboratori di vario tipo, intermediari che diffondono l'opera, critici che la discutono, pubblici contemporanei e futuri. Così concepita, l'opera si disvela nella sua genesi materiale e culturale, come un processo segnato da molteplici decisioni e interpretazioni che fanno del "mondo dell'arte" complessivamente inteso il suo vero "autore".
Howard S. Becker, I mondi dell'arte, il Mulino 2004


Con i loro resoconti, le opere letterarie, la pittura, tra la fine del Settecento e gli inizi del Novecento i viaggiatori hanno riportato dall'Oriente una profusione di forme e visioni di cui hanno stipato l'immaginario occidentale, raffigurazioni di un mondo esotico ed erotico, dispotico e crudele, elusivo ed enigmatico: l'harem, il bagno turco, il serraglio... Ma il viaggio in Oriente esprime anche l'anelito dell'uomo moderno verso le radici della civiltà, il pellegrinaggio alla culla delle religioni monoteiste, e insieme comporta la violazione e l'appropriazione di un mondo inaccessibile, che siano i deserti dell'Arabia o le città sante della religione musulmana, l'harem del sultano o la segreta intimità delle case.
Attilio Brilli, Il viaggio in Oriente, il Mulino 2009

In che modi e con quali strumenti la gente veniva informata di ciò che accadeva nel mondo prima della diffusione della stampa? E quali reti consentivano di comunicare a distanza notizie e idee? Questo libro ricostruisce, in un arco di tempo che va dal Medioevo all'età moderna, un'avventurosa vicenda che ha per protagonisti lettere tra mercanti, libelli, ballate, sermoni, editti, dispacci, chiacchiere da taverna, fino all'avvento di periodici e quotidiani.
Andrew Pettegree, L'invenzione delle notizie, Einaudi 2015





Due celebri uomini politici, Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord e Joseph Fouché, vissuti a cavallo fra il '700 e '800 in Francia. Cresciuti entrambi in seno alla Chiesa, che hanno poi rinnegato, Ministro degli Esteri del Direttorio, di Napoleone e della Restaurazione l'uno, Ministro della Polizia l'altro, nemici quindi complici a seconda delle convenienze, sono divenuti il paradigma stesso dell'opportunismo politico, tanto da essere soprannominati "banderuole". In realtà, i due sono molto più di questo. Protagonisti di un'epoca straordinaria, quella fra Ancien Régime e Restaurazione, nella quale si è costruita la Francia e anche l'Europa moderna, sono riusciti a sopravvivere al crollo della monarchia, alla Rivoluzione, al Terrore, al Direttorio, all'Impero, alla Restaurazione.
Alessandra Necci, Il Diavolo zoppo e il suo Compare, Marsilio 2015

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