30 settembre 2015

I nostri consigli

Nel braccio della morte, il tempo scorre lento. Tagliati fuori dal mondo, privati della luce, del calore, del contatto umano, i condannati attendono che giunga la fine. Il narratore è lì a marcire da tanto, da troppo. Non conosciamo il suo nome, né il suo crimine. Non parla con nessuno, ma si nutre avidamente delle parole dei libri, nella biblioteca della prigione. Spaurito e solitario, percepisce una magia che agli altri è invisibile in quel luogo incantato. E intanto osserva e ascolta le anime che lo popolano. Solo due estranei si avventurano in quell'inferno dal mondo di fuori. C'è un sacerdote che, per espiare un peccato imperdonabile, porta la sua croce prendendosi cura dei detenuti. E c'è una donna che arriva come un raggio di sole, investita di una missione: salvare uno di loro.
Rene Denfeld, In questo luogo incantato, Frassinelli 2015

Dopo aver dedicato la sua vita alla famiglia ed essere stata talmente assorbita dall'educazione dei figli e dalla carriera del marito Fernando, un chirurgo di alto livello, da aver messo nel cassetto tutti i suoi sogni (non ultimo quello di una laurea in medicina), la bella Emma giunge nella grande casa di famiglia: senza la compagnia dei figli ormai grandi e senza l'intimo coinvolgimento che un tempo la legava al marito. Ma ecco che un incidente mette Emma in contatto con una realtà nuova e riaccende in lei la fiamma della sensualità e della passione.
Gioconda Belli, L'intenso calore della luna, Feltrinelli 2015



Il dottor Geoffrey Baithwaite, grande amante di Gustave Flaubert, è in viaggio nei luoghi della vita del suo mito letterario, alla ricerca dell'impalpabile segreto della sua scrittura. In Normandia si imbatte in un piccolo mistero. Un pappagallo impagliato custodito nel museo di Rouen potrebbe essere lo stesso che si dice abbia ispirato il romanziere francese durante la stesura di Un coeur simple. Braithwaite si lancia alla ricerca della verità: sul pappagallo, sulla biografia dell'"amico" Gustave, il formaggio francese, il rapporto fra vita e arte, l'importanza dei treni e i misteri coniugali. A ogni nuovo tassello la verità su Flaubert si allontana, e affiora al suo posto un segreto più semplice, dolente e profondo su se stesso.
Julian Barnes, Il pappagallo di Flaubert, Einaudi 2015

Al Kat Zet, la zona d'interesse, la vita scorre placidamente: madri che passeggiano con le figliolette, ricchi pasti serviti alla mensa ufficiali, tediosa burocrazia negli uffici, caldi incontri nelle alcove. Tutto intorno un'altra vita - se questa è vita - freme e spira, a centinaia, a migliaia, giù per le fosse, su per i camini. Ma qui, lungo il viale alberato della zona d'interesse, comprendente terreni, officine e centro residenziale delle SS, due amici d'infanzia - Golo Thomsen, ufficiale di collegamento fra l'industria bellica e il Reich, nonché nipote del gerarca Martin Bormann, e Boris Eltz, capitano valoroso e senza scrupoli - possono fantasticare sulle morbide forme della procace Hannah Doll, moglie dello spietato Kommandant del campo, come in un qualunque caffè del centro. Qui si può ridere del tatuaggio sul braccio delle Haftlinge e affogare il grattacapo di una partita di 150 unità femminili troppo deperibili in una dose extra di buon brandy. Il grottesco per parlare dell'orrore. Amis affida quella dimensione al più allucinante e macchiettistico dei suoi molti antieroi, Paul Doll, che con i suoi tic, le sue ansie e le sue lascivie, con il suo straniante pastiche linguistico, incarna tutto l'assurdo del regime.
Martin Amis, La zona d'interesse, Einaudi 2015

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