11 settembre 2015

I nostri consigli - Non-fiction

In un periodo remotissimo della preistoria i nostri progenitori raggiunsero la postura eretta, diventando bipedi. Secondo la paleoantropologa Dean Falk ciò pose le condizioni per un altro, dirompente accadimento, le cui origini sono ritenute in genere molto più tarde, oltre che misteriose. Si tratta della nascita del linguaggio, l'elemento distintivo dell'animale uomo. L'autrice avanza una congettura rivoluzionaria ed estremamente suggestiva: protagoniste assolute ne sono le antiche madri che non avrebbero potuto raccogliere bacche, radici e le erbe necessarie al sostentamento senza appoggiare a terra i loro piccoli. L'unico contatto con la prole rimaneva allora quello vocale. È così che cercando di quietarli con vocalizzi e proto ninne-nanne nacque il linguaggio.
Dean Falk, Lingua madre, Bollati Boringhieri 2015

In questi anni dieci del terzo millennio stiamo assistendo a un sostanziale ritorno dei nazionalismi in Europa. Movimenti di una destra radicalmente identitaria, populista e con tendenze xenofobe sono entrati nel Parlamento europeo e nel 2015 i risultati elettorali in ben otto paese dell'Unione hanno decretato l'avanzata incessante delle destre. Sono destre anomale, nuove, destre che non vogliono essere definite tali. Per raccontare questo fenomeno nelle sue varie declinazioni, l'autrice ha intrapreso un viaggio attraverso sei paesi europei, intervistando in esclusiva i leader e i militanti dei movimenti in Francia, Regno Unito, Germania, Ungheria, Grecia e Italia. Cosa mutuano questi protagonisti gli uni dagli altri e cosa è peculiare dei singoli paesi? E come stanno condizionando le politiche nazionali e comunitarie?
Eva Giovannini, Europa anno zero, Marsilio 2015

Dal Beato Angelico a Leonardo, da Andrea della Robbia a Tiziano e Caravaggio, dalle arti figurative dell'antichità ai manifesti pubblicitari: nelle lezioni al Collège de France André Chastel affronta il tema del gesto nell'arte che lo sedusse per la vita intera. Pagine bellissime in cui troveremo una sorta di grammatica dei gesti, una loro storia gustosa, una gerarchia di quelli espressivi più tradizionali, una fisiognomica che si impone addirittura con la forza d'una seconda Prospettiva.
André Chastel, Il gesto nell'arte, Laterza 2008




Chi dovrà scrivere in futuro una storia della metafora, non potrà trascurare questa opera di Giuseppe Testa per il punto di vista sicuramente singolare. Il suo occhio rivolto soprattutto ad esporre gli esiti metaforici dei profumi venerei apre una strada sicuramente nuova per leggere le opere letterarie. D'altra parte Testa ci ricorda che ad alimentare la presenza di metafore degli odori del corpo femminile hanno insistentemente contribuito false opinioni e luoghi comuni avvalorati nei secoli da una vasta letteratura fantasiosa. Non solo per la novità del tema studiato, ma anche per la ricchezza delle informazioni provenienti da ambiti scientifici più diversi, l'opera di Testa si impone a giusta ragione come una rilettura illuminante della storia della rappresentazione del corpo femminile.
Giuseppe Testa, La donna di fiori, Sellerio 2011

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