17 settembre 2015

I nostri consigli - Non-fiction

Aperto 24 ore su 24, 7 giorni su 7, è il mantra del capitalismo contemporaneo, l'ideale perverso di una vita senza pause, attivata in qualsiasi momento del giorno o della notte, in una sorta di condizione di veglia globale. Viviamo in un non tempo interminabile che erode ogni separazione tra un intenso e ubiquo consumismo e le strategie di controllo e sorveglianza. Sembra impossibile non lavorare, mangiare, giocare, chattare o twittare lungo l'intero arco della giornata, non c'è momento della vita che sia realmente libero. Con la sua presenza ossessiva, il mercato dissolve ogni forma di comunità e di espressione politica, invadendo il tessuto della vita quotidiana.
Jonathan Crary, 24/7, Einaudi 2015


Nell'882 d.C. dodici giovani "belle e fulgide di virtù", scelte nelle province imperiali e nella capitale, giungono al Grande Palazzo di Costantinopoli, la Città Regina del Medioevo cristiano. L'imperatore Basilio ha ordinato di cercarle perché una tra loro venga  eletta a moglie e compagna di suo figlio, il co-imperatore Leone. Quello che si svolge nelle segrete stanze, sotto lo sguardo attento del sovrano e dell'augusta consorte, è un vero e proprio concorso di bellezza, dal quale esce vincitrice l'ancora adolescente (e ben presto santa) Teofano Martinakia. Ma chi è lo sposo? Che è Leone? Con questo volume l'autore, sulla scorta di un'ampia ricognizione delle fonti, ci offre uno straordinario affresco della corte bizantina e un'analisi raffinata che arriva al cuore delle dinamiche del potere.
Paolo Cesaretti, Le quattro mogli dell'imperatore, Mondadori 2015

Tutti conoscono la fotografia scattata nel 1943 nel ghetto di Varsavia. La sua forza sta nella sua capacità di comunicare l'enormità del crimine senza mostrarlo: permette di immaginarlo. L'autore ricostruisce le vicende dello scatto. Il libro è un lavoro esemplare, un vero e proprio saggio sull'uso politico delle immagini. (Marco Belpoliti, Tuttolibri)
Frédéric Rousseau, Il bambino di Varsavia, Laterza 2014






Un magnifico excursus, quasi in forma di romanzo, che attraversa diverse epoche, dove il cibo, fonte di estasi, elemento afrodisiaco quando accende i desideri sopiti, accoglie anche il suo rovescio e si fa veleno, pozione che uccide. Furono moltissimi i casi di mogli che per liberarsi dei loro consorti, in assenza di leggi e di diritti che tutelassero le donne, non disdegnarono le antiche usanze tramandate da nonna in figlia ricorrendo a intrugli letali. Qualcuna l'ha sicuramente fatta franca. (Arianna Di Genova, Il manifesto)
Maria Giuseppina Muzzarelli, Nelle mani delle donne, Laterza 2014

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