1 settembre 2015

I nostri consigli

Che cos'è realmente accaduto nel ghetto di Kaunas nel 1943? Chi era la piccola Salomé? Qual è il mistero che si nasconde nella storia taciuta per anni dalla madre e prima di lei dalla nonna? Un'indagine che risale il tempo e attraversa le memorie dei sopravvissuti per capire le ragioni di una verità non condivisa, di una scelta indicibile. Un terribile segreto da cui nasce inarrestabile il desiderio di un'esistenza piena, felice e degna di essere vissuta.
Colombe Schneck, Le madre salvate, Einaudi 2013





Romanzo ispirato a un fatto di cronaca avvenuto a Parigi nel 2006, che ha suscitato raccapriccio per la sua efferatezza e un ampio dibattito sulla condizione giovanile. Basandosi sugli atti del processo e sulle testimonianze dirette delle persone implicate, l'autore descrive il sequestro, la detenzione e la morte di Élie, un ragazzo ebreo, per mano di una banda di piccoli criminali di periferia, quasi tutti musulmani e immigrati di seconda generazione.
Morgan Sportès, Tutto e subito, Edizioni e/o 2012





Poeta indefinibile, scrittore anarchico, viaggiatore irrequieto, Artaud venne recluso per nove anni, dal 1937 al 1946, in manicomio. Sottoposto a decine di elettroshock, usato come cavia, monitorato nei suoi comportamenti quasi fosse una bestia rara, e infine rilasciato su pressante richiesta di Picasso e Mirò, Artaud ci ha lasciato alcune tra le più sconcertanti e lucide invettive contro la medicina e la psichiatria moderne. Per contribuire a fare un po' di chiarezza su questa vicenda - spesso mitizzata, ma ancora più di frequente mal compresa - Lotringer, professore alla Columbia University, si rimette sulle tracce dello scrittore marsigliese, incontrando e intervistando, nel corso di un lavoro durato molti anni, gli psichiatri che si occuparono e operarono sul "caso Artaud".
Sylvère Lotringer, Pazzi di Artaud, Medusa 2006

Su Fabien incombe la fatalità della frustrazione e dello scacco. La sua vita, destinata a trascorrere fino al termine dei giorni in un vuoto d'esistenza, è bloccata in una routine tetra e opprimente, ma un incontro ne cambia inaspettatamente il corso travolgendola verso un esito distruttivo. Egli accetta il dono di Brittomart: il potere di dismettere il proprio io, che equivale istantaneamente a divenire l'altro, chiunque egli desideri essere, corpo e anima, trasformandosi di volta in volta nell'amante che vive un amore impossibile, nell'omicida che uccide la propria vittima, nell'uomo comune, nell'eroe.
Julien Green, Se fossi in te..., Quodlibet 2003

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