9 febbraio 2015

I nostri consigli

Tra le lettere di condoglianze per la morte della madre, a Camille ne arriva una molto più lunga delle altre, dal tono del tutto diverso. A firmarla è un certo Louis, ignoto narratore di una storia che sembra riguardarla. Tutto ha inizio nel 1939, quando la giovane Annie viene presa sotto l'ala protettrice di Madame M., una ricca signora che non può avere figli. Legata a lei da un affetto profondo, Annie le offre se stessa: sarà lei a darle il figlio desiderato. Così il signor M., prima di partire per la guerra, accetta di passare una notte con la ragazza, che resta incinta. Mentre il Paese viene occupato dai nazisti, Annie dà alla luce una bambina di cui Madame M. si impadronisce. Annie però non rinuncerà mai ai suoi sentimenti di donna e di madre... Mentre Camille indaga per capire chi sia Louis, a poco a poco si chiariscono i misteri e le menzogne che hanno segnato quella vicenda.
Hélène Grémillon, Il confidente, Oscar Mondadori 2014

La notte dura un secolo a Cotonou. A caccia dell'assassino di una squillo d'alto bordo e di una valigetta piena di polvere d'angelo ci sono, per scopi diversi, il commissario Santos e l'ispettore Kakanakou; Smain detto l'Arabo, un faccendiere arricchitosi chissà come; l'agente di sicurezza Sdk e due femme fatale puttane di professione. La forza di questo romanzo esilarante e pulp sta nello slittamento continuo della storia, che si dipana nel recinto di una Cotonou irrazionale, cortile di un'Africa contemporanea stanca di inghiottire gli scarti dell'Occidente.
Florent Couao-Zotti, Non sta al porco dire che l'ovile è sporco, 66thAnd2nd 2012


Nel 1986 l'editore Franco Maria Ricci sottopose allo sguardo di Giorgio Manganelli immagini disparate: tabacchiere e stemmi come celebri quadri e affreschi, vetri preziosi e fotografie, disegni e frammenti di templi. Immobile al suo tavolo di scrittore, Manganelli elaborava la prosa sulla base di queste immagini, scriveva cronache di visite immaginarie come un nuovo Diderot che ci offra resoconti di sempre rinnovati Salons. E il risultato fu una variazione trascendentale di quello stile avvolgente e onnipervasivo di cui Manganelli era maestro. 
Giorgio Manganelli, Salons, Adelphi 2000



Londra, 1875. Adelaide Culver, ragazzina di buona famiglia, poco incline ad accettare le convenzioni sociali con le loro regole e il loro vuoto, si innamora del maestro di disegno e, contro il parere della famiglia, lo sposa. Presto il marito si rivela essere un alcolizzato: Adelaide passa dall'innamoramento e la convinzione di aver sposato un vero artista alla delusione più profonda. L'orgoglio fa sì che i contatti con la famiglia siano nulli. I due vivono a Britannia Mews, un vero slum londinese. Passano alcuni anni, il marito muore, Adelaide sta per tornare a casa, quando viene colta da una sorta di illuminazione: in quanto figlia che ha mancato alle aspettative familiari dovrebbe sottostare a schemi non più suoi, insomma un'esistenza triste e squallida...
Margery Sharp, Britannia Mews, Astoria 2012

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