26 febbraio 2015

I nostri consigli

Ike, immigrato nigeriano che vive a New York, è convinto di aver toccato il fondo. Nonostante una laurea in economia conseguita presso un prestigioso college, il suo marcato accento gli impedisce di trovare il lavoro che ha sempre desiderato. Costretto a guadagnarsi da vivere facendo il tassista, non riesce a sopportare il peso del divorzio mentre la madre, vedova in Nigeria, chiede a gran voce il suo aiuto. Intrappolato in una parabola discendente, devastato dagli effetti dell'alcol e del gioco, un giorno Ike riceve da un amico un articolo di giornale in cui scopre l'esistenza di una particolare galleria d'arte, specializzata nel commercio di divinità esotiche: decide così di trafugare e rivendere la statua dell'antico dio guerriero del suo villaggio natio.
Okey Ndibe, Il prezzo di Dio, Clichy 2015

Dopo anni di faticoso equilibrismo, tra un articolo e un lavoretto, Nathaniel Piven ce l'ha fatta. Ha appena firmato un contratto per pubblicare il suo primo romanzo, ma soprattutto ha scoperto che quelle qualità che l'avevano condannato a un'adolescenza di scatenate letture e  sessioni di autoerotismo, oggi l'hanno trasformato in un desiderabile trentenne sul mercato sentimentale della scena letteraria di New York. Ma Nate è "il prodotto di un'infanzia post-femminista negli anni '80 e di un'istruzione universitaria politicamente corretta negli anni '90", e la sua ipersensibile, iperattiva coscienza sa come si tratta una donna, come non ci si approfitta dei privilegi che una società ingiusta ancora concede agli uomini. O almeno così crede lui.
Adelle Waldman, Amori e disamori di Nathaniel P., Einaudi 2015

Conducendo la sua inchiesta su "quella piccola setta ebraica che sarebbe diventata il cristianesimo", Carrère fa rivivere davanti ai nostri occhi gli uomini e gli eventi del I secolo dopo Cristo quasi fossero a noi contemporanei, riuscendo a trasformare tutto ciò "in un'avventura erudita ed esaltante, un'avventura screziata di autoderisione e di un sense of humor che per certi versi ricorda il Monty Python". Al tempo stesso, Carrère ci racconta di sé, e di sua moglie, della sua madrina, di uno psicoanalista sagace...
Emmanuel Carrère, Il Regno, Adelphi 2014




Pakistan, Lahore. Un giorno come tanti, Daru - 30 anni, funzionario di banca - litiga con un cliente importante e finisce licenziato in tronco. È l'inizio di un declino vertiginoso e inesorabile. Sopraffatto dai debiti e dalla rabbia, Daru perde il suo posto nella nuova élite pakistana sedotta dai riti e dai miti dell'Occidente. Mentre, al riparo di inaccessibili ville, il moderno jet set nazionale passa da un party all'altro, lui, offuscato dal calore soffocante di un'estate alla quale non può più sfuggire, si perde nell'amore per la bellissima e inquieta Mumtaz, moglie del suo miglior amico, e si distrugge tra i fumi dell'hashish e dell'eroina, che inizia a spacciare nei salotti della buona società. E si brucia, come le falene che guarda morire al fuoco delle candele nelle lunghe notti di solitudine.
Mohsin Hamid, Nero Pakistan, Piemme 2015

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