5 febbraio 2015

I nostri consigli - Non-fiction

In questo saggio Krippendorff ci guida con mano sicura tra i sentieri dell'Illiria, della foresta di Arden, del bosco di Atene, del regno di Navarra e di Belmont, analizzando le commedie di Shakespeare in undici capitoli densi di stimolanti interpretazioni, con la consapevolezza che leggere oggi le commedie shakespeariane significa inevitabilmente riflettere sulla natura umana.
Ekkehart Krippenjdorff, Le commedie di Shakespeare, Fazi Editore 2014





È il 1960 e John Steinbeck, accompagnato dal fido barboncino Charley, parte alla riscoperta della sua amata America a bordo di un camper. Le impressioni e le osservazioni raccolte durante il viaggio confluiranno nel fortunato Viaggio con Charley. Cinquant'anni dopo, il giornalista Geert Mak ripercorre le orme dello scrittore, cercando di capire cosa ne è stato del paese osservato da Steinbeck e del sogno americano in generale. Chilometro dopo chilometro, si addentra in questa terra sconfinata, visitandone le grandi metropoli e i piccoli centri rurali, ma soprattutto parla con storici, giornalisti e gente comune, ne raccoglie pareri e testimonianze, che usa per ricomporre il puzzle più autentico di questa realtà.
Geert Mak, In America, Ponte alle Grazie 2015

Lo scenario della vita quotidiana, in particolare della sfera domestica che si trova al centro di queste pagine, se esplorato con spregiudicatezza, può dispensare, nella sua consuetudine, inesauribili novità. In esso vengono calati temi di portata generale quali la famiglia, il lavoro, il genere, il capitalismo, la globalizzazione, per osservare come l'espressività emotiva, l'attenzione per l'altro e gli atteggiamenti di cura siano messi alla prova in una cultura sempre più improntata alla promozione "commerciale" di se stessi e alla quantificazione strumentale di ogni sentimento umano.
Arlie Russell Hochschild, Per amore o per denaro, il Mulino 2006



Quando, nel 2002, Slahi viene mandato nel famigerato campo di detenzione di Guantanamo, è costretto a sopportare tutto il peggio che un carcere può offrire, compresi mesi di deprivazione sensoriale, tortura, violenze sessuali, minacce di ogni tipo, perfino ai suoi cari. Dopo tre anni di prigionia, ha cominciato a scrivere a mano la sua storia, in inglese, la lingua che ha imparato interagendo con i suoi carcerieri. Nel 2007, FBI e CIA hanno stabilito che non ci sono elementi per collegare Slahi ad alcun atto di terrorismo. Non è mai stato accusato formalmente di alcun crimine. Nel 2010 un giudice federale ha ordinato al sua scarcerazione. Eppure resta a Guantanamo. 
Mohamedou Ould Slahi, 12 anni a Guantanamo, Piemme 2015

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