19 febbraio 2015

I nostri consigli - Non-fiction

Metà cannocchiale e metà astrolabio, il sestante ha condensato secoli di sviluppo tecnologico, accelerando il corso della modernità e modificando la nostra percezione dello spazio e del tempo. Dall'istituzione della Royal Society di Londra nel 1660 al problema della determinazione della longitudine; dal quadrante di Davis a John Hadley, e fino alla missione scientifica di James Cook, che nel 1768 parte con l'obiettivo di esplorare il Pacifico del sud, i protagonisti di questo racconto sono matematici, astronomi, navigatori filosofi, re e artigiani; e uno strumento misterioso, a lungo sottovalutato, senza il quale il mondo sarebbe molto diverso da come lo conosciamo.
David Barrie, Il viaggio del sestante, Rizzoli 2015


Lo sappiamo: l'uomo è ciò che mangia. Ma che cosa mangia? come lo mangia? quando? come? con chi? E, così facendo, che tipo di uomo diventa? Ecco una serie di domande a cui questo libro prova a fornire delle risposte. Nella convinzione che, per poter fare una buona comunicazione sul cibo, la cucina, l'enogastronomia, occorra innanzitutto conoscerne gli aspetti culturali e storici, filosofici e semiotici.
Gianfranco Marrone, Buono da pensare, Carocci 2014





Nell'anno 1789 la colonia francese di Santo Domingo forniva alla madrepatria i due terzi del suo commercio internazionale e rappresentava il massimo mercato della tratta europea degli schiavi. Era la colonia più fiorente del mondo. Nell'agosto 1791 scoppiò sull'isola la rivolta degli schiavi, che si sarebbe protratta per i successivi 12 anni e sarebbe sfociata, nel 1803, nella dichiarazione d'indipendenza di Haiti. Storicamente, l'insurrezione antillese è la prima rivolta contro la schiavitù a conoscere un esito positivo; la prima forma di indisciplina di massa contro l'uomo bianco e la sua dominazione coloniale; il primo indelebile scacco degli eserciti nazionali di fronte a una moltitudine di schiavi.
Cyril Lionel Robert James, I giacobini neri, Derive e Approdi 2015

Il Great Eastern, varato nel 1858, progettato per compiere traversate tra la Gran Bretagna e l'India senza fare rifornimento di carbone nel corso del viaggio: era dotato delle ruote a pale e dell'elica più grandi che gli oceani avessero mai visto e di una superficie velica di enormi dimensioni. La sua costruzione, avvenuta all'interno di un'ansa del Tamigi, fu un'impresa titanica che coinvolse un imponente numero di persone tra progettisti, tecnici e operai. Molti persero la vita e molti altri si rovinarono finanziariamente per sostenere un progetto colossale e minato fin dall'inizio da una sorte avversa. Un'avvincente saga tra incredibili record e grandi tragedie, ma che ha comunque segnato una svolta fondamentale nella storia della navigazione.
James Dugan, La grande nave di ferro, Mursia 2012

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