2 febbraio 2015

I nostri consigli - Non-fiction

"Le Beau Chatea" è la villa più costosa di tutto il Connecticut, un totale di 1300 metri quadrati, 21 ettari di bosco con cervi e fiume privato, per un valore totale di 24 milioni di dollari. Questo paradiso terrestre però ha altre due caratteristiche ancora più eccezionali: è disabitato dal 1951 ed è solo una delle numerose dimore di lusso che la proprietaria, Huguette Clark, possiede. Il Premio Pulitzer Bill Dedman non può certo permettersi una casa del genere: ha risposto all'annuncio per pura curiosità. Ma quando, dopo aver parlato con il custode della magione, scopre che la Clarki possiede Renoir, Stradivari originali, e chissà quante altre ricchezze inestimabili, non può fare a meno di scavare più a fondo in quel mistero. Chi è quella donna, da dove deriva tale patrimonio?
Bill Dedman, Paul Clark Newell, Dimore vuote, Neri Pozza 2015

L'osculum infame era il bacio offerto dalla strega e dagli apostati alla regione sacrale del diavolo, o di chi per esso, durante i diabolici ritrovi notturni. Un gesto osceno che fa parte di quei riti che costellavano l'immaginario sul sabba nel Medioevo e di cui questo libro va alla ricerca, tra il XII e il XVII secolo, scorrendo bolle papali,  chansons de geste parodiche, fabliaux, verbali dell'Inquisizione, novelle, seguendo due i due filoni della storia e della letteratura, che corrono paralleli influenzandosi e specchiandosi vicendevolmente.
Pantalea Mazzitello, Il bacio spudorato, Medusa 2015



Diretto, paradossale, provocatorio: così appare Hazlitt nel suo saggio sull'ignoranza delle persone colte, un gioiellino nell'arte dell'essay. In questo libro sono raccolti sette dei numerosi saggi appartenenti a Table-Talk, la rubrica che l'autore tenne sul London Magazine dal giugno 1820 al dicembre dell'anno successivo: tutti testi di sconcertante attualità e caratterizzati da un'alta dose di humour, specie se letti oggi, alla luce del presente.
William Hazlitt, L'ignoranza delle persone colte, Fazi 2015





Viaggio e frontiera si toccano, si sovrappongono, divengono parte l'uno dell'altra. Quale immagine potrebbe descrivere meglio l'assemblaggio dello sconfinato materiale relativo alla frontiera che viene proposto in questo libro? L'ambizione è quella di dar vita a una grande cornice, metafora di una delimitazione, capace di conferire una qualche unità narrativa a  storie eterogenee. Interno ed esterno, vita e sogno, opera d'arte e muro bianco, conosciuto e sconosciuto: è sempre il momento della soglia a rappresentare l'unione dell'opposto. Così come la frontiera rappresenta la figura dell'equilibrio, un contorno sfuggente e mobile, ma pure sempre in grado di bilanciare spinte di separazione ed energie di legame.
Federico Simonti, L'invenzione della Frontiera, Odoya 2015



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