26 novembre 2015

I nostri consigli

Il protagonista di questo romanzo si chiama Liu Yuejin, è emigrato a Pechino dalla provincia dello Henan, fa il cuoco nella mensa di un cantiere e cerca di raggranellare qualche soldo in più facendo la cresta sulla spesa. Il denaro non è mai abbastanza, anche perché Liu Yuejin deve mantenere il figlio, di cui ha voluto l'affidamento dopo che la moglie lo ha lasciato con un suo ex compagno di scuola. Quest'ultimo gli ha sottoscritto un pagherà di sessantamila yuan come risarcimento in cambio della moglie, che dovrebbe poter incassare a breve e sui cui conta per ricostruirsi una vita e conquistare Ma Manli. Purtroppo viene derubato del marsupio contenente il certificato di divorzio e il pagherò, e si trova costretto a cercare in autonomia il ladro, tra mille peripezie...
Liu Zhenyun, Oggetti smarriti, Metropoli d'Asia 2015

Nel corso di alcuni mesi del 1977, diversi abitanti di una cittadina giapponese di provincia scompaiono senza lasciare traccia. Sulla porta delle loro abitazioni viene ritrovata una carta da gioco. Il caso diventa ben presto noto come "Le sparizioni di Narito". Le autorità sembrano brancolare nel buio, finché alla polizia non giunge una confessione firmata da un certo Oda Sotatsu, giovane dipendente di un'azienda di filatoi. Sotatsu viene arrestato e interrogato, ma si rifiuta di parlare. Mantiene il silenzio per tutta la sua detenzione, non riusciranno a dissuaderlo né i famigliari né l'amore di una misteriosa ragazza. Sarà giustiziato portandosi con sé il segreto della sua confessione. Trent'anni dopo, Jesse Ball si imbatte nel caso e ne resta affascinato. Raccoglie le testimonianze dei famigliare, gli amici, le guardie, e scopre poco alla volta una complessa storia di amori, tradimenti, onore e ideologia.
Jesse Ball, Quando iniziò il silenzio, Baldini&Castoldi 2015

Ziya sale in ascensore. Ha in mano le chiavi del suo appartamento, pronto a riconsegnarle perché ha deciso di allontanarsi dalla frenesia ripetitiva della città, di andar via dall'enorme centro urbano in cui trascorre le sue giornate, segnato dal terribile momento in cui un attacco terroristico gli ha portato via moglie e figlio. L'angoscia esistenziale non gli lascia tregua. Sono passati trenta lunghi anni dal servizio militare, ma solo ora ha deciso di accettare l'offerta del suo vecchio commilitone Kenan, che all'epoca gli aveva descritto con nostalgia e incanto il villaggio in cui era cresciuto. Dopo gli anni delle leva, Kenan vi si è ristabilito, ed è pronto ad accogliere Ziya. Ma una volta arrivato, a Ziya sembra che la pace non sia neanche laggiù: e allora si fa strada tra le ragnatele della memoria, per tornare al tempo in cui lui e Kenan hanno difeso il pericoloso confine turco-siriano, ai soprusi perpetrati dagli ufficiali, ai compagni filosofi uccisi negli scontri con i contrabbandieri...
Hasan Ali Toptas, Impronte, Del Vecchio 2015

A Mezudat Ram, un kibbutz isolato nel Nord del paese, circondato da nemici e sormontato dall'ombra di cupe montagne, si svolge la vita di una comunità di coloni, dediti all'agricoltura e all'allevamento, allo sport, alla musica, al dibattito, ma soprattutto alla purificazione. A trent'anni dalla fondazione del kibbutz, infatti, sono essenzialmente gli ideali di miglioramento personale e collettivo che sostengono i kibbutzim e il miglioramento si attua anche grazie al pettegolezzo. Questo spiega la voce narrante di un colono che guida il lettore - non senza malizia e ironia - alla scoperta degli abitanti del kibbutz, concentrandosi soprattutto sulla famiglia di Ruben Harish. Tra i più convinti sostenitori di una vita pacifica e collettiva, instancabile cantore delle virtù di un'esistenza semplice e illuminata, il poeta del kibbutz. (...)
Amos Oz, Altrove, forse, Feltrinelli 2015

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