13 giugno 2016

I nostri consigli

"Le persone possono trasformarsi in una lacrima o in un pugno - a volte la differenza tra le due cose è molto sottile" e racchiude la storia di un'intera famiglia. Dopo aver mandato all'aria il suo matrimonio, la scrittura ed essere fuggito lontano, Ari torna in Islanda per incontrare il padre malato vicino alla fine. Ma il muro di silenzi che li divide lo obbliga a un viaggio indietro nel tempo che intreccia i destini di tre generazioni e le diverse anime di un paese. Un paese di pescatori stretto tra un mare che dà e prende la vita, e un cielo infinito che nutre i sogni e il bisogno di poesia, dove il nonno Oddur, l'eroe dei fiordi, crede solo nella sua lotta per la sopravvivenza, mentre nonna Margrét incontra un uomo che le insegna a leggere le stelle. È lo spirito ribelle di Margrét che Ari sembra ereditare attraverso le donne della famiglia; e sono le voci immortali della letteratura e della musica a risuonare in questo romanzo.
Jòn Kalman Stefànsson, Grande come l'universo, Iperborea 2016

Come è accaduto che Eunice Kathleen Waymon, la bambina nera nata nel 1933 in una famiglia povera a Tryon, Carolina del Nord, sia diventata l'immensa Nina Simone, la diva dalla voce unica e dall'indimenticabile tocco sui tasti del pianoforte? Il destino di Nina Siomne assomiglia a un romanzo. Ed è questo romanzo che Gilles Leroy ricompone qui, svelando con grande tenerezza la storia totalmente vera e totalmente romanzata di un'artista adorata nel mondo intero - eppure terribilmente sola nella vita.
Gilles Leroy, Nina Simone, Gremese 2016




Il sole ambrato della California accende il cielo di un'estate torrida e interminabile; il luppolo verde matura avvinghiato ai filari, il fiume scorre a valle, disseta la terra e rinfresca i corpi mentre, sotto la superficie, erode e divora gli argini con la forza inesorabile di una piaga biblica. Sulle sponde, nei ranch e nelle piscine illuminate delle ville, si trascina una festa sospesa nel tempo, tra balli e bourbon, abiti di seta e champagne, tra morti e addii. È qui che Lily ed Everett vivono la dissoluzione di un amore lungo una vita. Perché si può amare e mille volte tradire, amare e consumarsi, non conoscersi mai, non avere neppure per un attimo l'illusione di una scelta, e perdere tutti per strada, mentre il fiume corre.
Joan Didion, Run River, Il Saggiatore 2016

Unica vittima dell'incidente del Parigi-Varsavia, il treno su cui viaggiava il Dalai Lama in visita in Europa, una Constance Angeloso, sessantacinque anni, di corporatura mastodontica, senza fissa dimora, travolta nella vecchia Renault che le aveva fatto da casa per quindici anni, da quando era scomparsa per motivi sconosciuti dall'albergo di sua proprietà a Dunkerque e dai suoi familiari. Grazie alla fugace circostanza rappresentata dalla presenza del Dalai Lama, l'attenzione delle tre persone che più la conobbero viene richiamata. E, per bisogno di identità non meno che per il desiderio di ricostruire una vicenda ben familiare ancorché non del tutto chiarita, i tre cominciano, separatamente, a inseguire nel proprio ricordo un destino di esilio. Il figlio Angelino, che l'odia di un odio maligno; la fedele Danuta, piccola polacca quindicenne che ha nutrito per la sua matrona un attaccamento da cucciolo; il signor Coquemar, ispettore di navigli, vedovo solo, legato a Madame da un affetto che lui scambia per amore. Nelle parole dei tre, le giornate piatte nell'allbergo di Dunkerque si animano di sperduti personaggi bizzarri e veri, ma dotati di senso da un unico polo, Madame Angeloso.
Francois Vallejo, Madame Angeloso, Sellerio 2005

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