11 settembre 2017

I nostri consigli

Per come l'autrice racconta le storie della sua giovinezza da levatrice, non c'è avventura più avvincente e tumultuosa che far nascere bambine e bambini nella parte più povera della Londra degli anni Cinquanta uscita dalla guerra. I libri autobiografici di Jennifer Worth ricostruiscono, con vivacità da gran teatro, la vita quotidiana di un gruppo di ventenni chiamate a coadiuvare le suore ostetriche di una più antica istituzione ospedaliera. Una svolta epocale, del nascente sistema sanitario nazionale, perché sollevava centinaia di donne dalle angherie della loro condizione, ne promuoveva l'istruzione e la coscienza sociale, infondendo nel contempo la cultura dei diritti all'intera comunità.
Jennifer Worth, Le ultime levatrici dell'East End, Sellerio 2017

È il 1975 quando Jan Brokken rimane folgorato da San Pietroburgo, l'allora Leningrado, patria splendente e malinconica di poeti e dissidenti, folli e geni, disperati e amanti, culla della ribellione agli zar e poi al regime sovietico in nome della libertà dell'arte e dello spirito. In occasione del centenario della Rivoluzione d'Ottobre, Brokken ci accompagna nelle sue passeggiate fra presente e passato attraverso strade, teatro, case e musei sulle tracce dei personaggi che hanno reso Pietroburgo una capitale mitica della cultura europea. 
Jan Brokken, Bagliori a San Pietroburgo, Iperborea 2017




 Un'ironica meditazione sul destino e sul senso della fine, una critica feroce della Cina contemporanea, fra comunismo e ipercapitalismo. Yang Fei esce di casa una mattina e trova una nebbia fitta mista a una strana neve luminosa: è in ritardo per la sua cremazione. Inizia così il viaggio nell'Aldilà di un uomo vissuto, troppo brevemente, nella Cina del capitalismo socialista e delle sue aberranti contraddizioni. In un'avventura di sette giorni, il protagonista incontrerà persone care smarrite da tempo, imparando nuove cose di loro e di se stesso. Conoscenti e sconosciuti gli racconteranno, poi, la propria storia nell'inferno vero, l'Aldiquà: demolizioni forzate, corruzione, tangenti, feti buttati nel fiume come rifiuti, miriadi di poveracci che pullulano in bunker sotterranei come formiche, traffico di organi, consumismo sfrenato... La morte livella finalmente le diseguaglianze, svelando l'essenziale, e i cittadini di questa necropoli soave uscita dalla penna di Yu Hua ci insegnano tutta la semplicità dell'amore.
Yu Hua, Il settimo giorno, Feltrinelli 2017

Il villaggio di Halimunda, nel cuore dell'isola di Giava, incanta da sempre abitanti e forestieri con le sue storie. Dalla principessa Rengganis, che sposò un cane perché nessun uomo era degno di lei, a Ma lyang, che volò via da una rupe anziché rassegnarsi a un'esistenza infelice, una moltitudine di anime bizzarre e tormentate ha popolato la comunità di pescatori nel corso dei secoli. L'ultima erede di questa genia di figure prodigiose è Dewi Ayu, la prostituta più richiesta del bordello di Marna Kalong, madre di quattro irresistibili figlie. Le loro vicende di passione e dolore, lusinghe e violenza, si intrecciano alla storia dell'Indonesia del Novecento: all'avidità del colonialismo europeo e alla ferocia dell'occupazione giapponese, al sangue della rivoluzione comunista e alla brutalità della dittatura. Eka Kurniawan dà forma a una saga caleidoscopica, ricca di magia, che è al tempo stesso il ritratto di un paese affascinante e una lucida e accorata lezione d'amore.
Eka Kurniawan, La bellezza è una ferita, Marsilio 2017

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