8 maggio 2017

I nostri consigli

Tristan Bloch ha tredici anni, è lento, grasso, pallido, strano. Innamorato di Cally, commette l'errore di scriverle una disarmante lettera d'amore che per una catena di eventi prima distratti poi maligni finisce postata su Facebook. È un attimo: Tristan diventa lo zimbello della scuola e compie quella che gli sembra la scelta inevitabile. Tre anni dopo, la sua scomparsa sembra ridotta a un vago ricordo per gli adolescenti belli, brillanti, competitivi che popolano i corridoi della Tam High School. Ma niente è come sembra, i segreti sono molti e pesanti, e Molly Nicoll, fervente professoressa al primo incarico, nel suo candore di neofita un po' invasata sembra avere un dono per ignorarli tutti. Abigail ha una relazione con un insegnante sposato; l'incantevole Elisabeth è del tutto isolata; Nick spaccia e sostiene esami a pagamento per gli altri studenti; Cally ora si fa chiamare Calista e cerca di soffocare in una virata hippie il senso di colpa che non la abbandona mai; Dave è troppo fragile per sopportare le ambizioni dei genitori che scommettono tutto sul suo futuro. Il ritratto impietoso di un'adolescenza, di tante adolescenze in cui ogni atto, ogni diceria, ogni sentimento rischia di finire condiviso, ovvero esposto e messo alla berlina in una parodia di socialità che vede tutti soli, tutti incompresi, tutti infelici.
Lindsey Lee Johnson, Il posto più pericoloso del mondo, Bompiani 2017

Quando arriva il secondo figlio, Myriam decide di riprendere a lavorare. E una scelta sofferta, ragionata, discussa a lungo con Paul, il marito, eppure imprescindibile, e appena si presenta l'occasione la neomamma la afferra con tenacia e torna alla sua professione di avvocato. Adesso però serve una tata per Mila e Adam. Sarà una selezione severa, nessuno affida di buon grado i propri figli a una sconosciuta. Poi un giorno nell'appartamento dei Masse entra Louise: luminosa, solare, dolce, e i bambini, soprattutto Mila, sembrano sceglierla prima dei genitori. È l'incastro perfetto dell'ultima tessera di un puzzle. La donna guadagna l'affetto incondizionato dei piccoli e la gratitudine di Myriam e Paul, trasforma la casa in un incanto, li vizia anticipando ogni loro necessità. Finché questo rapporto di dipendenza, come tutte le dipendenze, non si incrina, mostrandosi eccessivo, non si rivela sbagliato e infine deraglia rovinosamente.
Leila Slimani, Ninna nanna, Rizzoli 2017

Come i suoi fratelli e tanti altri con loro, anche Stefano è fuggito dall'Italia, dalla fame e dalla miseria, per cercare fortuna in Argentina. La pampa l'ha accolto insieme alle donne della sua vita: moglie, figlia, poi una nipote. E lei, Julieta, che ripercorre la storia della famiglia. Tornata in Sudamerica dopo aver trascorso alcuni anni in Germania con una borsa di studio, esaudisce l'ultimo desiderio di sua madre Julia, da poco scomparsa: leggere le lettere accumulate nel corso degli anni come una sorta di arringa postuma. Le lettere sono scritte soprattutto dalla nonna e rimandano a un passato doloroso: la fuga di Julia al Sud, il lungo periodo passato nascosta in una cantina per sfuggire alla repressione militare, l'improvviso esilio del compagno, la nascita di Julieta, che dovrà crescere senza di lei, insieme ai nonni. Un esercizio di antropologia epistolare in cui la donna si immerge completamente e che la ricongiungerà con i suoi ricordi d'infanzia, imbevuti di lingua e cultura piemontesi.
Maria Teresa Andruetto, Lingua Madre, Bompiani 2017

Nadia e Saeed vogliono tenere in vita il loro amore giovane e fragile mentre la guerra civile divora strade, case, persone. Si narra, però, che esistano porte misteriose che conducono dall'altra parte del mondo, verso una nuova speranza... Un romanzo tenero e spietato, capace di dare un senso a questi tempi di disorientamento e follia con la potenza visionaria della grande letteratura.
Mohsin Hamid, Exit West, Einaudi 2017

Nessun commento:

Posta un commento