18 maggio 2017

I nostri consigli

A diciassette anni Hattie Hoffman è una forza della natura. Troppo vitale, troppo ambiziosa e determinata per passare il resto della vita in una sonnolenta cittadina del Wisconsin. Il suo sogno è fare l'attrice, andare a New York. Ma i progetti di fuga di Hattie Hoffman naufragano la notte in cui viene uccisa. Chi davvero fosse Hattie nessuno lo aveva capito. Non la famiglia, le amiche, e neppure Peter Lund, il suo insegnante di teatro. Perché Hattie era grandissima a recitare, e non soltanto sul palcoscenico della scuola. A far luce sul suo ultimo anno di vita, e su cosa è successo la sera in cui è stata uccisa, è lo sceriffo Del Goodman, un uomo per il quale Hattie Hoffman era quasi una figlia.
Mindy Mejia, L'ultima sera di Hattie Hoffman, Einaudi 2017


È uno strano posto quello che fa da scenario ai ricordi di Hafid: un villaggio marocchino brulicante di bordelli, mendicanti, pescatori e moschee, descritto con l'affetto della memoria del bambino ma mediato con l'ironia dell'adulto trapiantato in una metropoli europea, Amsterdam. Nelle sue storie troviamo leader religiosi costretti a vietare la vendita di cetrioli e melanzane a causa delle loro potenziali applicazioni falliche, iniziazioni sessuali, spiriti maligni, strani eroi di guerra. Ma niente di tutto questo è gratuito. Bouazza ha un obiettivo preciso: mostrarci il grottesco del mondo in cui viviamo, in cui una cupa violenza è implicita nel permanere di austere tradizioni millenarie.
Hafid Bouazza, I piedi di Abdullah, Carbonio 2017


Libro di viaggio, trattato, omaggio poetico e filosofico, reportage, saggio e cronaca, resoconto di un mondo scomparso, gioco letterario, romanzo documentario, portolano per una terra senza mari, non c'è una sola definizione che possa calzare pienamente per questo libro straordinario che tutte le riunisce e tutte le rende inadeguate e insufficienti. Con Galizia di Martin Pollack ci si immerge senza mediazioni in un mondo intero: quello dell'Europa di mezzo, quello della carne e la terra che la componeva, quello dell'immaginario che ne è scaturito. In queste pagine tutto si moltiplica quasi all'infinito assumendo però una chiara identità. Popoli, lingue e minoranze, città che hanno svariati nomi e vite a seconda dell'etnia e della lingua che le nomina, spazi ampi e smisurati, senso del confine e del confino pari a quello delle grandi terre dell'esilio... In questo cuore del nostro continente, ormai dimenticato persino nel nome, sta gran parte del Novecento e di quello che oggi siamo. Caro Martin, hai scritto un libro bellissimo, che è insieme il tappeto magico di Faust, un grande viaggio nella Storia e nella vita... (dall'introduzione di Claudio Magris)
Martin Pollack, Galizia, Keller Editore 2017

Elizabeth Jane Howard (1923-2014) scriveva romanzi intelligenti che analizzavano l'effetto dell'amore sulle persone, ma nella vita privata le relazioni durature che tanto avidamente cercava l'hanno sempre delusa. Cresciuta con aspirazioni da attrice, vide il suo sogno infrangersi con il matrimonio e l'arrivo della guerra. Si diede quindi alla narrativa. Scrisse quindici romanzi, fra cui i cinque volumi della saga dei Cazalet. Dopo il divorzio dal primo marito, il naturalista Peter Scott, ebbe una serie di relazioni con personaggi del mondo letterario... Artemis Cooper ha intervistato Jane diverse volte nella sua casa del Suffolk. Ha anche parlato a lungo con i suoi familiari, amici e coetanei, e ha potuto consultare tutta la sua corrispondenza privata.
Artemis Cooper, Elizabeth Jane Howard - Un'innocenza pericolosa, Fazi 2017

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