26 maggio 2017

I nostri consigli

Dai colori dell'India ai segreti del Monte Athos. Dalla sterminata cordigliere dell'America Latina agli ipnotici silenzi della Siberia. Dalle dolci sinuosità della Moldava fino al Pacifico e oltre. Dalle antiche vie che costeggiano il mare alle strade che uniscono le grandi città. Il viaggio in auto di Oscar Niemeyer lungo oltre mille e duecento chilometri da Rio de Janeiro fino a Brasilia per dare vita a una città mai esistita prima. Il cammino a piedi di Vincent Van Gogh tra il Belgio e la Francia nell'inverno in cui fini per capire cosa gli serviva davvero per diventare pittore. La soglia inattesa con cui è costretta a misurarsi Frida Kahlo. La fuga di Joni Mitchell dalle battaglie meschine della fine di un amore. La corsa insonne di Keith Jarrett verso Colonia. "Controvento" racconta le storie di chi, attraversando un ponte, mettendosi su una strada, salendo su un autobus o un treno, ha trovato in un giorno, in un istante, il modo di cambiare e trasformarsi. I viaggi hanno segnato la vita di molti e di molti altri la segneranno nel tempo che verrà: perché l'altro e l'altrove hanno sempre in serbo qualcosa che non abbiamo ancora conosciuto, che lenirà il nostro dolore e ci schiuderà il passaggio verso la strada poco battuta.
Federico Pace, Controvento, Einaudi 2017

In Anatomia di un giocatore d'azzardo, Jonathan Lethem immagina le avventure di un altro dei suoi antieroi teneramente disorientati. Un giocatore professionista di backgammon, Alexander Bruno, avventuriero che vive tra Singapore e Berlino. Alexander viene mandato a Berlino dal suo manager per riparare a una ondata di sfortuna, forse causata da una macchia sul suo volto, apparsa improvvisamente, che gli impedisce di vedere con precisione i bordi della tavola da gioco. Ma a Berlino la situazione peggiora. Continua a perdere al gioco, il flirt con una bionda troppo bionda si rivela inconcludente, la macchia cresce, la diagnosi medica è impietosa. Bruno deve tornare nella natia California, dopo una vita passata all’estero, per affrontare un intervento chirurgico: la macchia sul volto rischia di ucciderlo, dopo avergli danneggiato la vista. Il chirurgo è un hippie che ha messo a punto una tecnica operatoria sperimentale e opera per nove ore ascoltando Jimi Hendrix "a palla" sollevando la faccia di Bruno per arrivare a estirpare la macchia. Cosi, dopo l’operazione, Bruno si aggira per le strade d’America senza sapere bene chi è, e senza capire nulla della cultura pop del suo Paese di origine, straniero in patria, straniero a se stesso, chiedendosi se lui, giocatore d’azzardo, non sia stato "giocato" dalla vita e dai suoi modesti interpreti.
Jonathan Lethem, Anatomia di un giocatore d'azzardo, La nave di Teseo 2017

È possibile restare umani quando si è intrappolati in una realtà disumana come la guerra? Inverno 1944. È in corso la lenta e difficile avanzata delle forze Alleate nell'Italia centrale. Un piccolo drappello di soldati americani riceve l'ordine di affrontare la salita di una ripidissima collina dalle parti di Cassino per scoprire la reale posizione dell'esercito tedesco e per accertarsi che si stia effettivamente ritirando. Sotto una pioggia battente, il caporale Robert Marson, i giovani soldati Saul Asch e Benny Joyner, e un vecchio italiano, costretto a fare loro da guida, marciano verso la cima della collina, ostacolati dal terreno scivoloso e scosceso. Ad accompagnarli la nostalgia di casa, il ricordo delle violenze di cui sono stati testimoni, il dubbio di aver coperto un omicidio e non un'azione di guerra, il terrore dei cecchini tedeschi, la sensazione che il vecchio italiano possa essere una spia. In un crescendo di tensione, circondati da un'oscurità sempre più minacciosa, che sembra spingerli in un mondo a parte, coinvolti in schermaglie continue tra loro, i quattro si imbattono nel nemico, che avrà tratti imprevisti e che, come spesso accade in guerra, imporrà un inaspettato capovolgimento dei ruoli.
Richard Bausch, La pace, Playground 2017

L'inquisitore Nicolas Eymerich, lo spietato e geniale antieroe che ha saputo conquistare i lettori di tutto il mondo, torna a combattere per difendere la chiesa cattolica dai pericoli che la insidiano. Siamo nel 1374 e papa Gregorio XI incarica padre Eymerich di indagare su un consigliere del re d'Aragona sospettato di eresia e di impiego delle arti magiche. Il frate domenicano intraprende una spedizione che lo porta dalla Provenza alle Alpi piemontesi, zone in cui prospera l'esecrata chiesa valdese. Il cammino dell'inquisitore, di castello in castello, di abbazia in abbazia, di villaggio in villaggio, è segnato da prodigi, strane apparizioni e misteriosi fenomeni celesti che lo inducono a sospettare di trovarsi di fronte a una delle più minacciose cospirazioni mai ordite contro il cattolicesimo. Parallelamente, su un altro piano temporale, lo scienziato Marcus Frullifer viene rapito e condotto in un osservatorio astronomico retto dall'ordine dei Gesuiti. I religiosi hanno scopi ambiziosi che coinvolgono il futuro dell'umanità e Frullifer - grazie a una formula matematica che scardina le fondamenta della fisica moderna - pare aiutarli nell'intento. La cronaca delle avventure dell'inquisitore e dello scienziato è scandita dai brani di un libro scritto in un lontanissimo futuro, il Vangelo della Luna, in cui un oscuro Magister, sul satellite terrestre, illustra alla figlia e ai discepoli il dogma cristiano della "resurrezione dei corpi". E dimostra come il tempo sia reversibile e la morte un accidente transitorio...
Valerio Evangelisti, Eymerich risorge, Mondadori 2017

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