12 maggio 2017

I nostri consigli

Lavorare senza essere pagati: un'usanza che per molti, specie all'inizio, rappresenta il pegno da pagare per accedere al mondo del lavoro. Ma se, anziché essere una tappa obbligata, fosse una scelta consapevole o, peggio, il frutto di un'ossessione? Se là fuori, cioè, ci fossero delle persone che lavorano per il semplice piacere di farlo, di recarsi ogni giorno nello stesso luogo, indossare una divisa e, per otto, nove, dieci ore, mescolarsi ad altri al solo scopo di dare un senso alle proprie giornate, sapremmo riconoscerle? Sapremmo capirle? Sapremmo narrare le loro storie?
Daniele Zito, Robledo, Fazi 2017



"Equità, solidarietà, dignità." Una nuova insegna nazionale per una Francia dominata da un governo anticapitalista e rivoluzionario. In un mese d'aprile di un anno sconosciuto, gli oppressi di ieri si prendono la loro rivincita, che è spietata e violenta, proprio come la caduta del vecchio mondo. I ricchi sono deportati in quella che un tempo era chiamata "la banlieue" mentre i precari, o meglio i "martiri del popolo", s'insediano nei bei quartieri. La proprietà privata è abolita. I media internazionali, in primis americani, evocano "deportazioni violente". Nei nuovi ghetti si ritrovano amministratori delegati, avvocati, miliardari. Tutti sono rieducati con lo scopo di comprendere meglio le sofferenze dei poveri di un tempo. I prodotti agricoli destinati alla popolazione potranno essere venduti esclusivamente dai loro produttori: il valore dei prodotti della terra non sarà più soggetto ad alcuna speculazione. Non soltanto alloggi e economia, anche giustizia, politica, moda... Nessun settore sfugge alla rivoluzione. 
Jérémie Lefebvre, Aprile, Fandango 2017

Notte d'estate, notte di afa e insonnia, notte buia, senza stelle, notte gonfia di nubi. L'aria, dal balcone su cui Dante esce per trovare scampo dal caldo, è carica del profumo dei fiori di agave già appassiti, delle spezie il cui olezzo sale dalle strade affollate sotto l'hotel Metropol, il pepe di Cayenna, l'olivello, il finocchio. Gli odori pungono, fanno girare la testa, nemmeno l'acqua fresca dà sollievo alla gola riarsa. Solo conversare, forse, può distrarre da questa notte che non passa. E il caso vuole che sul balcone a fianco sia tornato chi già era stato: Friedrich Nietzsche. Dante lo incontra, ne ascolta le tante storie, i racconti sempre diversi. "Con Nietzsche sul balcone" presenta una vertiginosa galleria di personaggi in precario equilibrio tra delizia e paranoia: due fratelli di sangue nei campi opposti dello spazio politico, tre fratelli spirituali uniti dalla passione rivoluzionaria, feroci criminali, uomini qualunque, bambine violentate, donne fatali, madri ed ermafroditi, in un caleidoscopio di storie dette e ridette e mentite da ciascun personaggio, tutte vere e tutte false e tutte dolorose - perché la verità non è mai vera, come la letteratura.
Carlos Fuentes, Con Nietzsche sul balcone, Il Saggiatore 2017

I 25 "Piccoli racconti di un'infinita giornata di primavera" apparvero sull'"Osaka Asahi Shimbun" a partire dal 1909, e vennero riuniti da Soseki in questa raccolta nel 1910. A prima vista, non sembra esistere un filo conduttore che li leghi, tanto sono diversi sia nel contenuto sia nello stile - soprattutto nelle pagine in cui vengono utilizzate tecniche sperimentali di scrittura. Ma è proprio il titolo così fortemente evocativo, Eijitsu Shohin, a contenere l'elemento unificante. "Eijitsu", la "giornata lunga", non indica soltanto un giorno in cui il tempo sembra dilatarsi all'infinito, ma evoca anche ciò che accomuna i protagonisti dei diversi racconti: il desiderio di conservare quella sensazione di intensa felicità legata a un momento, a un'occasione, a una stagione, nella speranza che possa non finire mai.
Natsume Soseki, Piccoli racconti din un'infinita giornata di primavera, Lindau 2017

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