5 maggio 2017

I nostri consigli - Non-fiction

«Buona idea!», «mi è venuta un'idea!» - queste e molte altre espressioni del nostro lessico quotidiano e del sentire comune attingono inconsapevolmente all'eredità di una importante tradizione filosofica. La stessa convinzione secondo cui le idee sono ciò che popola le nostre menti è il portato di lunghe e tortuose riflessioni nate alle origini della storia del pensiero. Oggi tutti crediamo di sapere di che cosa parliamo quando parliamo di idee, ma darne una definizione è compito assai arduo: il libro lo affronta, ripercorrendo nelle sue tappe essenziali la storia di uno dei concetti chiave della filosofia.
Paola Rumore, Idea, Il Mulino 2017



«C'era nella terra di Uz un uomo chiamato Giobbe, uomo integro e retto, temeva Dio ed era alieno dal male»: è il primo versetto del libro di Giobbe, il servo di Dio che a Dio resta fedele nonostante lo strazio e il dolore che gli vengono inflitti. Ma come dobbiamo intendere la «pazienza» di Giobbe, in questo testo dalla forza sublime che illustra la natura e il senso della sofferenza innocente e la complessità del rapporto dell'uomo con il divino? Fonte di ispirazione per personaggi come Gregorio Magno, Calvino, Kant ed Elie Wiesel, da sempre resiste a ogni tentativo di interpretazione unica.
Mark Larrimore, Il libro di Giobbe, Il Mulino 2017



"Esiste un'esperienza più desiderabile di quella della gioia? Tutti vi aspiriamo, ostinatamente, avendola già vissuta, anche solo in modo fugace. L'innamorato in presenza dell'essere amato, il giocatore nel momento della vittoria, l'artista davanti alla sua opera, il ricercatore quando giunge alla scoperta sentono un'emozione più profonda del piacere, più concreta della felicità, un'emozione che coinvolge tutto l'essere e che diventa, con le sue mille sfaccettature, il massimo bene che si possa desiderare. La gioia porta in sé una potenza che ci destabilizza, ci invade, ci fa gustare la pienezza. Niente ci rende più vivi dell'esperienza della gioia. Non possiamo decidere di essere felici, ma possiamo imparare a coltivare questa gioia?" Dopo "La felicità. Un viaggio filosofico", Frédéric Lenoir torna a raccontare con leggerezza i nostri desideri, le nostre paure, i nostri sogni. Ispirato dagli insegnamenti dei grandi maestri, da Lao-tze ad Aristotele, da Dostoevskij a Nietzsche, ci regala una guida letteraria e filosofica per trovare, o ritrovare, la gioia di vivere.
Frédéric Lenoir, La forza della gioia, La nave di Teseo 2017

La storia dei trionfi scientifici spesso lascia in ombra quella, ancora più significativa, degli errori commessi lungo il cammino: le false partenze e i numerosi smarrimenti, le interpretazioni errate e le teorie bislacche. Nel vasto panorama storico, i momenti luminosi per la scienza sono pochi e si presentano a lunghi intervalli: Pitagora, Aristotele, Archimede, Bacon, Galileo, Newton... Durante i periodi "stagnanti" della storia umana, teorie scientifiche errate e le loro conseguenti applicazioni sono divenute, in mano a istituzioni, chiese, tribunali e governi, strumenti per conseguire interessi personali e scopi tutt'altro che nobili. Rendendoci conto di "ciò che avrebbe potuto essere", comprendiamo la decisiva importanza degli errori e delle occasioni perdute. Una summa degli impedimenti scientifici in astronomia, geologia, geografia, fisica, matematica, chimica, zoologia, fisiologia, neurofisiologia, antropologia, psicologia, medicina. La trattazione si divide in due parti, dedicate rispettivamente all'evoluzione delle idee sull'Universo e sull'Uomo, e conferisce una maggiore importanza agli errori "moderni" perché più impressi sulla retina dell'occhio dell'autore e dei suoi contemporanei. La storia dei trionfi dell'uomo che pensa non dovrebbe oscurare quella dell'uomo che erra, riconoscendo i suoi obblighi verso il passato e procedendo arditamente verso l'avvenire.
Joseph Jastrow (cur.), Storia degli errori scientifici, Odoya 2017

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