20 febbraio 2018

I nostri consigli

New York, fine anni Sessanta. Otto e Sophie Bentwood sono una tranquilla coppia di mezza età, senza figli e senza più molto da dirsi. Nulla sembra poter scalfire la loro serenità borghese finché, un pomeriggio, l'innocua visita di un gatto randagio increspa le tranquille acque della loro vita. Contrariamente al parere del marito, Sophie dà del latte al gatto, che la morde procurandole una leggera ferita. Un incidente all'apparenza insignificante, che però innesca una strana reazione a catena: nell'arco di un weekend, mentre la ferita di Sophie si fa sempre più preoccupante, si succedono una serie di fatti spiacevoli e si dipana quella che minuto dopo minuto, pagina dopo pagina, diventerà per i Bentwood una sorta di piccola e misteriosa tragedia, costringendoli a rimettere in discussione non solo il loro matrimonio, ma anche la loro stessa esistenza. Come scrive nell'introduzione Jonathan Franzen, a una prima lettura "Quello che rimane" è un romanzo di suspense, che però si trasforma in altro a ogni successiva lettura, riuscendo sempre a sorprendere il lettore.
Paula Fox, Quello che rimane, Fazi 2018

Questo è un romanzo sull'Egitto, sul silenzio e sulla memoria. In realtà «l'ultima estate» non è una sola, le «ultime» sono tre, quelle del 1984, del 1998 e del 2014. Segnano momenti di delucidazione, risoluzione e cambiamento, per chi racconta e per il paese. E sono caratterizzate dai silenzi dei familiari, degli amici, dei mezzi di comunicazione su quello che sta succedendo. E un romanzo raccontato «per sottrazione», che attraverso i ricordi di una protagonista prima bambina, poi adolescente, poi donna, illuminano passaggi politici storici insieme a vicende personali e familiari. L'autrice intreccia presente e passato: se stessa bambina con una madre misteriosamente reticente sull'assenza prolungata e inspiegabile del padre; se stessa giovane donna decisa a diventare autrice di documentari, intervistando gente per la strada, ma non i venditori ambulanti, già allora conscia, come tanti, del pericolo che rappresentano; se stessa scrittrice che riesplora il suo passato dopo la caduta di Mubarak e si pone domande sui silenzi che hanno segnato e formato la sua esistenza. Le sparizioni - prima di tutte quella del padre della protagonista - riempiono lo sfondo, insieme ai soprusi, all'antisemitismo, all'anticomunismo. E ci sono altre sparizioni, emblematiche, di edifici, di parchi, di passeggiate a mare, di esercizi pubblici... e anche corpi senza vita con il numero di telefono scritto sul braccio, come se gli uccisi avessero saputo di dover essere identificati dopo gli scontri del 2011. Non ci sono illusioni, nel romanzo, né speranze, ma c'è una nostalgia diffusa, che non è solo quella dei riti d'infanzia, o delle presenze familiari e amicali finite in prigione o all'estero. È un vivissimo quadro del Cairo passato e presente: vedute, suoni, odori, sapori e i cambiamenti della città, che rispecchiano quelli della coscienza e del linguaggio della protagonista: nuove emozioni, nuovi desideri, nuove ambizioni, e nuova consapevolezza del potere della repressione occulta o palese.
Yasmine El Rashidi, Cronaca di un'ultima estate, Bollati Boringhieri 2018

Dopo diciotto anni di matrimonio, Dani Shapiro indaga su come il tempo, gli affetti e la vita modifichino ciò che siamo e ciò che volevamo diventare definendo la persona che siamo. Al suo quarto memoir, Shapiro adopera le pareti di casa - e gli immediati dintorni - come spazio fisico e sentimentale dentro il quale costruire una profonda e brillante riflessione sul tempo presente e sulla necessità di non tradire affetti e vocazione. Piccoli luminosi eventi della sua vita di moglie, madre e scrittrice si intrecciano a un passato che nel ricordo prende vita e nuova forma.
Dani Shapiro, Clessidra, Clichy 2018



"Noi marinai non navighiamo inutilmente. Espatriamo per sentirci abitanti dell'universo e in tutti i nostri viaggi intorno al mondo siamo sempre accompagnati dalle stelle, nostri compagni di viaggio e nostri compagni di bordo - che navigano nell'azzurro cielo, come noi navighiamo nell'azzurro mare aperto. [...] Oh, mi sia concessa di nuovo la vita errabonda - la gioia, l'emozione, il vortice! Fatti sentire di nuovo, antico mare! Lasciami di nuovo saltare sulla tua sella."
Herman Melville, Giacca bianca, Mattioli 2016

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