2 febbraio 2018

I nostri consigli - Non-fiction

Perché la società contemporanea è così affascinata dal crimine? In parte perché siamo diventati dei consumatori di sublime, un'emozione intensa e fortemente ambigua, oggi sempre più mercificata. Attraverso l'esperienza del sublime e il senso di spaesamento che l'accompagna, andiamo ossessivamente in cerca di attimi di intensificazione dell'esistenza. Allo stesso tempo, il crimine continua a parlare alle profondità dell'inconscio collettivo, interrogandoci sulla nostra caducità e sul modello di società che vorremmo abitare. È così che la reazione alla violenza è divenuta anche uno strumento per esprimere e rivendicare il desiderio di appartenenza e coesione sociale. La trasmissione "Quarto Grado", il turismo nei luoghi del crimine, il collezionismo di "murderabilia" e il fanatismo di (e per) Anders Breivik sono i Quattro casi di studio selezionati per riflettere su Questi temi, indagando anche per mezzo di interviste cosa accade realmente "Quando il crimine è sublime".
Oriana Binik, Quando il crimine è sublime, Mimesis 2018

La teoria dei quanti rappresenta, ancora oggi, uno dei più eccitanti orizzonti della fisica. Eppure, in pochi conoscono il grande contributo che a questa disciplina hanno dato gli eccessi del movimento New Age degli anni Settanta. Molte delle idee che sono alla base della fisica dei quanti ebbero origine dalla frenetica controcultura di quegli anni, da un fecondo miscuglio di bong, "viaggi" con Lsd, misticismo orientale, teorie del complotto ed entusiastiche fedi nell'Età dell'Acquario, santoni piegatori di cucchiai e altri bizzarri personaggi. Del resto, gli stessi padri della scienza moderna, Einstein, Bohr, Heisenberg e Schrodinger, avevano intuito che l'unica possibilità per la fisica di progredire era quella delle vie traverse, in cui era necessario affrontare a testa bassa alcune grandi sfide filosofiche: il semplice utilizzo delle equazioni a fini di calcolo non sarebbe mai bastato. Ad applicare alla lettera questi suggerimenti furono i membri del Fundamental Fysiks Group, che rifiutando l'imperativo dominante nel mondo accademico «zitto e calcola» avviarono un processo di rinnovamento che rivoluzionò per sempre il futuro della fisica. 
David Kaiser, Come gli hippie hanno salvato la fisica, Castelvecchi 2018

Un'analisi originale del politicamente corretto come forma di comunicazione e come riflesso delle profonde trasformazioni all'opera negli ultimi decenni nel contesto delle società occidentali. A partire da una prospettiva originale come quella svedese, e da una serie di situazioni vissute in prima persona, l'antropologo Jonathan Friedman analizza il politicamente corretto come una particolare realtà sociale, e come uno strumento politico nelle mani delle nuove élite. Una realtà sintomatica di un insieme di fenomeni (l'immigrazione, il multiculturalismo, la segregazione sociale, il "declino" dello Stato-nazione, etc.) cruciali da comprendere per preservare uno spazio critico razionale e una sfera pubblica in cui sia ancora possibile discutere differenti interpretazioni della realtà. Una critica arguta del contesto moraleggiante in cui viviamo e della sua pretesa di neutralizzare il dibattito stabilendo ciò di cui si può, e ciò di cui non si deve, parlare.
Jonathan Friedman, Politicamente corretto, Meltemi 2018

L'esercito romano è considerato la forza armata più potente e preparata che la storia dell'antichità abbia mai visto. Le legioni furono sicuramente il motore che avviò la conquista del mondo allora conosciuto e lo scudo che difese per secoli i suoi domini. Questi addestratissimi soldati impiegarono armi micidiali, molte derivate dai popoli con cui vennero a contatto o di cui assorbirono le tradizioni. Nella narrazione viene dato ampio spazio anche alla Marina Militare, spesso dimenticata, che tanto contribuì alla realizzazione di un impero globale e alla creazione di una delle più grandi talassocrazie della storia. Un racconto sulla storia militare di Roma, con la descrizione del suo esercito da Romolo (VIII secolo a.C.) a Maurizio (VI secolo d.C.) passando per il mitico re Artù, affiancato da un'esauriente cronologia delle guerre combattute e dall'elenco delle legioni più famose. Evoluzione, riforme, invenzioni, ingegneria, manualità e armi i cui nomi sono diventati simboli per eccellenza del soldato romano, allo stesso tempo guerriero, artigliere, geniere, operaio, contadino, falegname, muratore e marinaio.
Marco Lucchetti, Le armi che hanno cambiato il mondo, Newton Compton 2018

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