21 marzo 2018

I nostri consigli

Dopo la morte della nonna, una giovane ragazza danese decide di tornare a Suduroy - l’isola dell’arcipelago delle Faroe da cui proviene la sua famiglia - a cercare le sue origini in una cultura che ha ereditato ma che non le appartiene e in una lingua estranea in cui "non sa neppure pronunciare il suo nome."L’unico legame concreto con quel mondo è il rapporto con i nonni Marita e Fritz, emigrati in Danimarca negli anni ’30, la sua immaginazione e tutti gli aneddoti che fin da piccola le hanno raccontato. È stata la vita durissima dei pescatori nel mare del Nord, «il posto in cui l'uomo è meno benvenuto al mondo» a far nascere in Fritz il desiderio di un destino diverso, ed è l’urgente desiderio di felicità e la necessità di sfuggire alla durezza della vita a guidare tutta questa grande saga famigliare che si snoda tra la Danimarca e isole sperdute nell'Oceano Atlantico del Nord. Una storia che racconta quasi un secolo di storia e di vite, dall’amore segreto tra Marita e Ragnarr il Rosso, al patto tra Jegvan e Ingrún, la più ricca dell’isola, e allo sfortunato destino del figlio di Beate, passando attraverso la Seconda guerra mondiale, il protettorato inglese e la lotta per l’indipendenza. 
Siri Ranva Hjelm Jacobsen, Isola, Iperborea 2018

La modesta bottega di dolciumi di Sentaro comincia a prosperare con l'arrivo dell'anziana signora Tokue. Il pasticciere si convince ad assumerla dopo aver assaggiato il suo delizioso e inimitabile an, la confettura di fagioli rossi usata per farcire i dorayaki. Ma Tokue nasconde un segreto ben più inconfessabile della ricetta di una confettura. Un romanzo poetico e commovente che è un'ode all'amicizia, alla natura e alla libertà.
Durian Sukegawa, Le ricette della signora Tokue, Einaudi 2018





Roger Rosenblatt parla di sé, e del mondo che lo circonda, in un caleidoscopico libro a metà fra il baedeker e il racconto autobiografico, nel quale una passeggiata invernale per le vie di Manhattan diventa lo spunto per rievocare i tempi della sua infanzia newyorkese e narrare le infinite storie della città. Un libro in cui proprio New York sembra essere la protagonista principale. Partendo dal ricordo di quando da ragazzino esplorava il quartiere immaginando di essere un detective a caccia di criminali, Rosenblatt ritorna nei luoghi della sua giovinezza e ripercorre quegli anni, la vita, la gente, i negozi, svelando anche aneddoti sugli scrittori e gli artisti che in passato transitarono per le stesse strade, come Poe o Melville. E poi le curiosità sui personaggi, gli edifici, gli angoli nascosti della Grande Mela, come il Gramercy Park, con il suo giardino recintato accessibile solo a chi possiede la chiave, o i cimeli della casa-museo di Theodore Roosevelt, o il Kenmore Hotel, dove Nathanael West lavorò come portiere di notte e Dashiell Hammett scrisse "Il falcone maltese". Un libro sulla memoria, sulla creazione dei sogni, sull'essere ragazzi. Un romanzo, un memoir e un'originale guida d'autore, in cui lirismo, saggezza e umorismo si fondono in un'armonia jazz alla Sonny Rollins.
Roger Rosenblatt, Il ragazzo detective, Nutrimenti 2018

Fin dal primo giorno in cui mette piede in Siria, nel 1978, Diana Darke si sente a casa. Parecchi anni dopo, quando la casa editrice Bradt le commissiona una guida della Siria, l'incanto per questo paese, che racchiude in sé tutti i tratti che le sono cari del mondo arabo, torna a farsi sentire con prepotenza. Gironzolando tra i vicoli tortuosi della Vecchia Damasco, tra i suoi magnifici palazzi ottomani, resti dimenticati di un'età remota, Diana si imbatte nel suo destino: una porta socchiusa. Varcata la soglia si ritrova immersa nella quiete di un cortile ornato tutt'intorno da aranci, tralci di vite, buganvillea ed esili rampicanti simili al gelsomino. Travolta dall'emozione, si sofferma a contemplare una fontana di marmo chiaro, bahra, in lingua araba, "piccolo mare", tanto assorta da non rendersi conto che dall'altra parte della vasca un uomo le viene incontro con un sorriso amichevole. Bassim, questo il nome del giovane, è un architetto che, impegnato nel progetto di restauro della Città Vecchia, ha il compito di informare gli stranieri della possibilità di acquistare le antiche dimore di Damasco per salvarle dalla rovina, dato che il governo non dispone dei fondi necessari al restauro. Inizia così, per Diana, la conquista di quella che diventerà la sua "casa di Damasco", una conquista che assumerà spesso contorni bizzarri, soprattutto agli occhi di un occidentale, e che si concluderà con l'acquisto di Bait Barudi, letteralmente: "La casa del venditore di polvere da sparo". Un luogo incantato, capace di infondere in Diana una profonda pace interiore. Una pace, tuttavia, destinata a durare poco a causa della guerra civile in cui il paese sta sprofondando.
Diana Darke, La mia casa a Damasco, Neri Pozza 2018

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