13 dicembre 2017

I nostri consigli

Come si può vivere da scrittori sotto una dittatura? Quali parole dire e quali tacere? Fino a che punto darsi coraggio o piegarsi alla paura? E ancora. Aspettare di essere censurati o censurarsi da soli? Unirsi al coro, fare finta di cantare o tenere la bocca chiusa? Fatos Kongoli, autore fra i più letti e tradotti dell'area balcanica, affronta, con questo romanzo-confessione, i dissidi interiori che hanno tormentato la sua esperienza umana e letteraria, durante e dopo la dittatura comunista. Ne viene fuori un autoritratto originale e sincero in cui è l'autore, per una volta, a cercare il confronto, anzi a marcare le somiglianze tra sé e gli antieroi dei suoi romanzi: tutti tendenzialmente pavidi, inadeguati, cinici, disperatamente in bilico tra le lusinghe e le minacce del potere. Vengono inoltre tirati in ballo, a vario titolo, numerosi protagonisti della vita pubblica albanese che Kongoli, figlio di un esponente di rango del regime poi caduto in disgrazia, ha conosciuto sin dall'infanzia. Un libro-scandalo dunque. Ma non solo. Senza nascondere le proprie debolezze e le proprie contraddizioni, cercando invece di leggersi in profondità, Kongoli ci fa entrare nel suo laboratorio creativo, ci svela i meccanismi che presiedono alla nascita dei suoi personaggi e allo sviluppo delle sue trame.
Fatos Kongoli, Illusioni nel cassetto, Rubbettino 2017

Francesca Stubbs viaggia in lungo e in largo sulla sua macchinetta: ispeziona case di riposo e case protette per anziani, lei che non vuole mettersi quieta con un gatto sulle ginocchia, non ancora, proprio no. Vita piena, la sua, piena di cose da fare con gusto e di legami forti: colleghi interessanti; amiche ritrovate; un ex marito infermo bloccato in un appartamento elegante a cui preparare pasti sani; il figlio Claude, intento a riaggiustarsi l'esistenza dopo la morte improvvisa della compagna Sara, battagliera documentarista ammalatasi nel corso di un viaggio di lavoro alle Canarie. Con la figlia Poppet, maestra di non detti, il legame è più difficile; ma un allagamento delle strade costringe Fran a riparare da lei suo malgrado, e l'imprevisto le riavvicina in un modo casuale e sereno. Claude invece è lontano, è tornato a Lanzarote per raccogliere l'eredità di Sara, ed è lì che s'incaglia nella vita dorata di una coppia di inglesi che si sono costruiti un esilio su misura, l'anziano accademico Bennett e il compagno più giovane Ivor. Ma niente può restare com'era: le Isole dei Beati subiscono la minaccia del terremoto e raccolgono la disperazione dei migranti; l'altra isola, che Fran tanto ama, è in balia di acque disordinate. Siamo sempre accerchiati, siamo sempre al limite, c'è sempre un'oscura piena pronta a travolgerci.
Margaret Drabble, La piena, Bompiani 2017

Sulle montagne dei Carpazi, nella comunità di Zitkova, vive da sempre una stirpe di donne dotate di poteri eccezionali. Guaritrici, preveggenti, tramandano la loro arte di madre in figlia e vengono chiamate "dee". Dora Idesova è l'ultima di questa discendenza, ma non ha ereditato nessuna arte. Rimasta orfana è passata alle cure di zia Surmena fino a quando anche quest'ultima scompare dietro le mura di una clinica psichiatrica. Dora finisce così in collegio, cresce, studia Etnografia e trova lavoro presso l'Accademia delle Scienze di Brno. Quando negli anni Novanta vengono resi pubblici gli archivi della polizia segreta, Dora - che nel frattempo sta scrivendo un saggio riguardante le "dee" - inizia le sue ricerche e si imbatte nel dossier sulla zia, la dea Surmena... Ben presto quella di Dora si trasforma in un vero e proprio viaggio nelle ombre e nei segreti del passato. Riesce a ricostruire il tragico destino di tutta la sua famiglia, legato a un'antica maledizione, ma anche intrecciato alle vicende che hanno segnato il Paese e hanno messo i poteri delle dee al centro degli interessi dei nazisti prima e dei comunisti poi. Un destino cui nemmeno Dora riuscirà a sfuggire...
Katerina Tuckova, L'eredità delle dee, Keller 2017

Barcellona, 1965: rivolte studentesche infiammano l'aria, colorando lo scenario deprimente della Spagna post-guerra. Ricardo, un giovane ladro di motociclette, si intrufola ad una festa seducendo Maruja ma finendo per innamorarsi di Teresa: bionda, educata e figlia della nuova borghesia spagnola, il loro legame si svilupperà in un crescendo di passione e dolore che porterà a scardinare ogni tipo di apparenza. Fra satira sociale e romanzo di formazione, Marsé ritrae con ferocia e precisione il mondo spagnolo dopo la sofferta guerra civile.
Juan Marsé, Ultime sere con Teresa, Bompiani 2017

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