9 dicembre 2017

I nostri consigli - Non-fiction

Tutti abbiamo un'idea più o meno vaga di cosa sia una fobia. Conosciamo bene le più note, dall'agorafobia alla claustrofobia all'aracnofobia, ma stiamo per scoprire che quello della paura è un universo molto più vasto, ricco di sfumature e variabili infinite. Sarà in fatti sufficiente una rapida sfogliata a queste pagine per capire che esistono fobie davvero assurde e impensabili e che un numero inimmaginabile di persone ne soffre. A spasso tra le illustrazioni di Andrea Q - ironiche, irriverenti, a volte oniriche e spiazzanti - vi imbatterete in fobie di ogni natura. Le ombre e i baci; le nuvole e l'orrore di essere sepolti vivi, comune a tanti scrittori e registi - da E. A. Poe a Tommaso Landolfi, da Alfred Hitchcock a Quentin Tarantino; le uova e i clown, attraverso i quali Stephen King si è impossessato dei nostri incubi più neri; i colori accesi, spauracchio di Woody Alien, e il buio, che ossessiona da sempre Dario Argento; ma anche verdure, insetti, zombie, bottoni, polli e parenti...
Gianluca Bavagnoli, Andrea Q, Il grande libro illustrato delle fobie, Baldini&Castoldi 2017

Uno strepitoso affresco mondiale dell'anno che segna il destino d'Europa. 1517 è un libro inebriante che offre una prospettiva insolita su quello che è l'anno della Riforma. Schilling però non si concentra su Wittenberg, anzi accompagna il lettore in un viaggio emozionante attraverso il mondo intero, dall'Italia e dalla Spagna fino all'Impero ottomano, alla corte imperiale cinese senza dimenticare l'America, l'Impero azteco e gli Oceani. Si impara moltissimo sugli eventi e sui luoghi dentro e fuori le frontiere europee, cogliendo come territori lontani siano stati interconnessi tramite percorsi commerciali, movimenti di denaro, invenzioni scientifiche, libri e scoperte di viaggiatori e avventurieri. Certamente è uno dei contributi più originali sull'anno cardine della storia europea...
Heinz Schilling, 1517, Keller 2017

Intorno al film documentario, in passato, si è consolidata la convinzione che non si trattasse di vero cinema, ma di un genere più vicino al giornalismo; e la stessa parola "documentario" era sinonimo di filmato di cronaca e collage di spezzoni di repertorio. Oggi invece il cinema del reale raccoglie sempre più proseliti sia tra il pubblico che tra gli autori. Da "Bowling" a "Columbine" di Michael Moore fino a "Microcosmos" della coppia Nuridsany e Pérennou, da "Il cineocchio" di Dziga Vertov a "Lo and Behold" di Werner Herzog, passando per il cinema vérité e molte altre fasi della sua lunga storia, il cinema documentaristico d'autore rappresenta il fenomeno cinematografico più rilevante degli ultimi vent'anni. L'autore ci propone un testo il più possibile esaustivo, in quanto a forme, tendenze e registi di tutto il mondo, del film documentario d'autore, dalle origini a oggi. In una fase storica particolarmente favorevole a tale linguaggio filmico, le ragioni del suo successo si possono rintracciare, almeno in parte, nel progressivo venir meno della creatività nel cinema di finzione e nella considerazione che una società globale sembrerebbe voler abbattere le frontiere tra cinema narrativo e cinema del reale, metabolizzandoli entrambi nel proprio flusso di immagini. Il volume è arricchito da filmografia dedicata a questa tradizione filmica, dagli albori fino a oggi.
Maurizio Fantoni Minnella, Film documentario d'autore, Odoya 2017

Nessun commento:

Posta un commento