15 febbraio 2017

I nostri consigli

La rubrica "Taccuino di un vecchio sporcaccione" debutta sulle riviste underground statunitensi nel maggio del 1967. Cronista di eccezione è Charles Bukowski, che in questa raccolta - estrapolata dalle sue migliori pagine -ci accompagna con la consueta lucidità dissacrante dai rivoluzionari anni sessanta ai disincantati anni ottanta. Gli scenari cambiano ma Bukowski rimane sempre fedele e leale a se stesso.
Charles Bukowski, Il ritorno del vecchio sporcaccione, Feltrinelli 2017





Cinque autori, in quattro città simbolo del continente asiatico: Pechino, Mumbai, Delhi e Singapore. Zhu Wen, scrittore e regista nella Cina della censura. Annie Zaidi, giovane donna nell'India violenta e maschilista. Fong Hoe Fang, editore e poeta in una Singapore orwelliana. Ambarish Satwick, chirurgo vascolare e virtuoso della parola scritta a New Delhi. Ou Ning, dissidente sotto traccia, letterato atipico e anarchico tra Pechino e la campagna profonda. L'incontro con l'editore e scrittore italiano provoca scintille, le persone diventano personaggi di una storia che narra anche la sconvolgente trasformazione del continente asiatico, il time-lapse del pezzo di Asia che si sta imponendo come protagonista globale. I frastornati personaggi del racconto di Berrini ci fanno da specchio, impegnati come sono ad affrontare le tematiche del mondo sviluppato nel quale devono inventarsi esistenze nuove senza farsene disarcionare.
Andrea Berrini, Scrittori dalle metropoli, Iacobelli 2017

Siamo nella Francia del Secondo impero, di Napoleone il piccolo, epoca d'oro per gli affaristi abbarbicati nella Borsa di Parigi, allora mercato del mondo. Un uomo piccolo dalle grandi ambizioni, Saccard, già rovinato da un passato tracollo, immagina un'immane impresa: la Banca Universale, finanziata da una massa di investitori allettati dal boom, e connessa alla costruzione di una rete ferroviaria intorno al recente taglio del Canale di Suez. Suoi compagni d'avventura sono un geniale ingegnere di ideali positivistici e una giovane vedova innamorata. Immediatamente si accende il fuoco speculativo, e Saccard è spinto verso il trionfo dalla crescente ebbrezza dei suoi anonimi finanziatori di varia fortuna. Ma un potente nemico domina meglio le leve dell'illusione e della crisi.
Émile Zola, Il denaro, Sellerio 2017

Pubblicato clandestinamente nel 1948, e poi in un'edizione censurata l'anno successivo, il "Diario del ladro" - che il Saggiatore propone nella storica traduzione di Giorgio Caproni e con una nuova prefazione di Walter Siti - è il più impudente, scandaloso autoritratto di Jean Genet: scritto con ispirazione agiografica, raccoglie gli anni di miseria e vagabondaggio del grande scrittore francese, che tra il 1933 e il 1939 viaggiò attraverso l'Europa vivendo di espedienti e rispondendo a leggi istintuali, in un lungo e picaresco calvario costellato di fughe, carcerazioni e dissolute liaisons sessuali.
Jean Genet, Diario del ladro, Il Saggiatore 2017

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