8 febbraio 2017

I nostri consigli - Non-fiction

Nel nostro tempo sentiamo parlare dei pirati che infestano alcune coste dell'Oceano Indiano e la nostra memoria si rivolge facilmente alla pirateria classica in età moderna. Questo libro risale ben più indietro nella storia e racconta la prima lotta documentata tra uno Stato e i banditi del mare: i pirati contro Roma. 
A partire da una rigorosa disamina storiografica, l'opera racconta i viaggi, le navi e i tesori dei pirati del Mediterraneo, accompagnando a quest'analisi il racconto degli sforzi del Senato roano per eliminare gli irriducibili predoni della Cilicia.
Claude Sintes, I pirati contro Roma, LEG 2016


"In principio Dio creò il cielo e la terra": è dall'incipit dell'Antico Testamento che parte, ancora oggi, ogni interrogazione su Dio, sulla realtà e sull'umanità, per la religione ebraica come per quella cristiana. Dopo aver raccontato l'origine del libro (la "genesi della Genesi") in quanto combinazione di fonti e storie provenienti da antiche tradizioni, l'autore ne delinea le diverse modalità interpretative, da quella letterale a quella simbolica o figurale, accompagnando il lettore in un percorso che muove da san Paolo, passa per Lutero, Spinoza, Galileo e Darwin, e giunge a Giovanni Paolo II.
Ronald Hendel, Il libro della Genesi, Il Mulino 2017



Vecchio più di un secolo, il filo spinato non è mai stato un semplice attrezzo agricolo. Quasi subito si è mostrato uno strumento politico di grande rilevanza, la cui efficacia gli ha garantito un ruolo di primo piano in tre delle maggiori catastrofi della modernità. Negli Stati Uniti ha contribuito alla colonizzazione delle praterie del West e dunque all'ultima tappa dell'etnocidio degli Indiani d'America. Nel corso della Prima Guerra mondiale ha fortificato le trincee, dove sono morti milioni di uomini. Infine, è stato la recinzione elettrificata dei campi di concentramento e di sterminio nazisti. Ma la sua storia non finisce lì.
Olivier Razac, Storia politica del filo spinato, Ombre Corte 2017



Perché passiamo gran parte della giornata a mandare messaggi e scorrere le pagine di Internet e di Facebook, e perché non poterlo fare ci rende nervosi? Perché in tante scene di film un personaggio ne tiene per la mano un altro sospeso sull'abisso? Com'è possibile che i neonati stringano il dito di un adulto così forte da tenervisi aggrappati? La risposta sta nelle mani, il più visibile ma anche il più misterioso e personale dei nostri strumenti; il più umano, talmente umano da essere inconsapevolmente vissuto - come lo psicoanalista Darian leader mostra nelle pagine di questo saggio - come un agente estraneo, che dobbiamo sempre controllare perché non si rivolti contro il nostro sé cosciente, realizzando gli impulsi spesso disdicevoli di quell'altro gran altro-in-noi che è l'inconscio.
Darian Leader, Mani, Ponte alle Grazie 2017

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